Capuano alla Dustin Hoffman, il maratoneta di San Benedetto
Che il clima fosse caldo al Riviera delle Palme, era impossibile non notarlo. Una vera bolgia quella del tifo di casa che ha infiammato il match per la sua intera durata. Il "Sambodromo", come viene...
Che il clima fosse caldo al Riviera delle Palme, era impossibile non notarlo. Una vera bolgia quella del tifo di casa che ha infiammato il match per la sua intera durata. Il "Sambodromo", come viene ribattezzato lo storico stadio della cittadina marchigiana, dai sostenitori della Sambenedettese, non ha tradito le aspettative trasformandosi in un catino incandescente. A rincarare la dose, però, ci ha pensato in misura direttamente proporzionale alla sua fama sanguigna e verace anche Eziolino Capuano. Il mister, nella giornata che ha segnato il suo esordio sulla panchina canarina (o meglio ai limiti dell'area tecnica perché di sedersi in poltrona non ci ha pensato un solo istante…) si è prodigato in una gestualità e in un continuo andirivieni, per tutti i 95 minuti di gara, degni del Dustin Hoffman del celebre film "Il Maratoneta". Se si fosse stati in possesso di un contachilometri, il valore di quelli percorsi da Eziolino ieri, sarebbe schizzato alle stelle. Sbracciava Eziolino, si dimenava, camminava avanti ed indietro, dava indicazioni ai suoi, toccandosi nervosamente il ciuffo a più riprese quando un'azione in campo rischiava di diventare troppo pericolosa o non andava a buon fine come probabilmente desiderava. Poi l'abbraccio in massa della squadra al gol dell'1-1 di Basso: saltava come un grillo il nostro Eziolino, come un elettrocardiogramma impazzito di felicità. Il pericolo, però, era in agguato.
Il direttore di gara, poco "amabile" (a dispetto del suo cognome) nell'assegnare il rigore per la Samb, ha scatenato le ire del Capuano furioso che si è infine espresso in un bel calcio di rabbia ad una povera bottiglietta d'acqua finita chissà dove. Probabilmente sotto la curva canarina dove il mister, a fine partita, si è recato per rendere omaggio e liberare un unico e sentito grido: "Finalmente una gioia". (vale c.)
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