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Eziolino cerca gol, ma non li trova

Paolo Vecchi
Eziolino cerca gol, ma non li trova

Modena padrone, ma davanti non va. Diakite si divora l’1-0, miracolo di Andrenacci su Basso

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MODENA. E' un altro Modena tanto che alla fine fa la pace col Braglia. E' un altro Modena nello spirito e nel gioco, ma anche Eziolino Capuano deve scontrarsi con il grande, irrisolvibile problema: il gol. I gialli, rigenerati nello spirito e nella manovra sulla falsariga della bella prova di San Benedetto del Tronto, recitano il ruolo che il copione imponeva loro facendo la partita e giocando per oltre un'ora nella metà campo del Fano. Un atteggiamento aggressivo, possesso di palla anche efficace, ma tutti i buoni propositi dei gialli sono destinati a schiantarsi negli ultimi trenta metri dove dovrebbe accendersi la scintilla per gonfiare la rete.

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E' stata sicuramente una prestazione positiva, con un Modena sempre padrone del match, zavorrato, però, da un settore offensivo migliorato sicuramente nella propria azione, ma che non ha nel dna la capacità di infiammare l'azione nella zona del campo che conta e di metterla dentro. Anche quando, come nel finale, la palla giusta è arrivata sui piedi di Diakite che a tu per tu con Andrenacci si è divorato l'occasione che avrebbe probabilmente deciso il confronto contro un Fano che, al di là di un inizio aggressivo e un'occasione di Gucci al 48’, ha badato solo a non prenderle difendendosi in massa. Come dar torto a mister Cusatis che veniva da tre sconfitte consecutive? Doveva essere il Modena a fare di più per portare a casa i tre punti, ma quando la palla arriva nella zona calda serve lo spunto individuale degli attaccanti che, però, Tulissi a parte, non lo hanno nelle loro corde. Di fronte alla sterilità delle punte ci ha provato anche Basso nel finale con un bolide in corsa neutralizzato da un miracolo di Andrenacci.

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Morale: la partita col Fano poteva essere un bel trampolino di lancio per l'era Capuano, mister che ha ridato un'anima al Modena, ma che non può sopperire anche a carenze di organico risolvibili solo in sede di mercato. Forse anche il gioco dei cambi non è stato proprio favorevole a Eziolino che ha tentato inutilmente la carta Ravasi quando probabilmente era meglio giocarsi la stazza di Bajner nell'area avversaria. Manca Giorico, il metronomo dei gialli, per squalifica e al suo posto davanti alla difesa arretra Laner che non ha le stesse caratteristiche del tamburino sardo. Schiavi e Besea sono i due interni, Calapai e Basso completano il reparto centrale sugli esterni. Dietro Cossentino si piazza tra Accardi e Popescu a protezione di Manfredini. Davanti Diakite e Tulissi in trequarti. Il Fano si mette a specchio sul 3-5-1-1 di Capuano, ma in realtà il modulo è un 5-3-1-1 perché Lanini e Taino stanno decisamente più bassi rispetto a Calapai e Basso. Tra i pali dei marchigiani c'è Andrenacci, Torta, Zullo e Ferrani i tre difensori degli amaranto che in mezzo si propongono con Carotti metodista dietro a Schiavini e Gabbianelli; Borrelli è a supporto di Gucci in attacco. Il Fano parte deciso e cerca di sorprendere Manfredini con un gran destro di Lanini deviato in angolo dal portiere canarino. Al 3' episodio molto dubbio in area ai danni di Diakite, ma l’arbitro Lorenzin lascia correre. In una decina di minuti, però, il Modena cambia volto e prende in mano il pallino.

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La pressione dei canarini è intensa, Schiavi sfiora il vantaggio su punizione, ma di occasioni vere non se ne vedono. Tutto bene fino alla trequarti dove, però, il giochino si ingolfa. Nella ripresa, brivido su un tiro iniziale di Gucci, poi solo Modena. Al 54' Capuano inserisce Ravasi per Besea e passa al 3-4-3. Laner e Schiavi si allineano in mezzo, Ravasi e Tulissi si alzano al fianco di Diakite. Fuori anche Calapai per Minarini che si piazza a sinistra con Basso spostato a destra. Proprio Minarini al 78' regala una palla d'oro a Diakite che si mangia il gol dei gol solo davanti al portiere. Il Modena le prova tutte all'86' il Braglia scatta in piedi su un bolide di Basso su cui Andrenacci si supera. Forcing finale, ma non c'è trippa per gatti. E la classifica resta un disastro coi gialli terzultimi a quota tredici. L'applauso della Curva è una magra consolazione.

@PaoloVp305

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