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Chiossi: «Amo il Modena, normale dare il massimo»

di Marco Costanzini
Chiossi: «Amo il Modena, normale dare il massimo»

Lega Pro. Il 17enne centrocampista, ora infortunato, ha firmato il primo contratto da “prof”: «Un premio agli sforzi dei miei genitori e al nostro vivaio»

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Federico Chiossi ha già chiuso il suo 2016, ma di questo anno solare così disgraziato per il Modena è una delle pochissime note liete, la sorpresa più piacevole in mezzo a tante delusioni. Uno scontro di gioco con Bajner lo ha tolto dai giochi sin dai primissimi allenamenti della gestione Capuano, procurandogli una lesione distruttiva dei muscoli obliqui addominali. Tornerà ad allenarsi in gruppo a ridosso di Natale, per provare a mettersi in luce anche con il nuovo tecnico canarino alla ripresa del campionato, nel frattempo ha vissuto l’emozione di firmare a soli 17 anni il suo primo contratto da professionista, a distanza di un mese e mezzo da quel 22 ottobre che resterà sempre impresso nei suoi ricordi e che ovviamente coincide con il suo debutto a sorpresa tra i “grandi” nella sfida casalinga con il Venezia. «Per certi versi è stato come vivere un sogno ad occhi aperti – ha raccontato ieri il giovane centrocampista – perché di certo non mi sarei aspettato che tutto potesse accadere così in fretta. Debuttare in prima squadra è stata una gioia enorme, mettere la firma sul mio primo contratto da professionista una ricompensa agli sforzi fatti dalla mia famiglia e a chi ha contribuito alla mia crescita. Devo dire grazie al Modena, a tutto il settore giovanile e a mister Pavan per avermi concesso un’opportunità del genere, ammetto che i tanti infortunati squadra hanno contribuito a far sì che il mio debutto diventasse realtà». Chiossi ha colto la palla al balzo, servendo l’assist per il gol di Bajner ed incantando tutti per la personalità messa in campo. Un segreto? La sua passione sfegatata per i colori gialloblù: «Gioco nella mia squadra del cuore, nella mia famiglia si è sempre tifato Modena anche se io sono il più sfegatato: fino ad un anno fa ero in curva per ogni partita! Se con ogni maglia darei il cento per cento in campo, l’amore per quella canarina mi porta a dare il centoventi». Ed ora c’è da conquistare spazio anche con Capuano: «Peccato per l’infortunio, ma il nuovo mister mi sta vicino e mi fa sentire importante. Stando fuori ho notato ancora meglio quanto abbia dato sin dal suo arrivo. Nel poco tempo che avuto a disposizione ha già dato una scossa, vedo una squadra rivoluzionata prima di tutto sotto l’aspetto mentale». Oltre al calcio, ci sono da concludere gli studi di ragioneria al Barozzi: «Conciliare le due cose non è semplice, bisogna “farsi il mazzo” e rinunciare a gran parte del tempo libero che ha ciascun ragazzo della mia età, ma lo faccio volentieri».

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