«Non vedo l’ora di fare la prossima»
«Non vedo l'ora di correre la prossima. Passerà molto tempo, perché c'è da metabolizzarla e rispettare il percorso che ci siamo posti, ma la voglia di riprovarci è più viva che mai». Si può partire...
«Non vedo l'ora di correre la prossima. Passerà molto tempo, perché c'è da metabolizzarla e rispettare il percorso che ci siamo posti, ma la voglia di riprovarci è più viva che mai». Si può partire dalla fine, per raccontare lo stato d'animo di Alessandro Giacobazzi. «Non è andata proprio come speravo, ma è stata una bella esperienza. Sono un po' dispiaciuto per il crono, ma so di valere molto meno: l'ho finita con i denti, imparando quanto siano lunghi 42 chilometri ed ho capito che l'esperienza sia l'elemento fondamentale in maratona». Partenza a razzo del gruppo di testa, Alessandro corre in solitaria tutta la prima parte di gara, transitando in 16'17" al 5° km, a 32'42" al 10° e con un passaggio alla mezza da manuale sul piano di marcia, in 1h09'45". «Sino alla mezza mi sentivo perfetto, poi il brutto è arrivato dal 25° al 29°. Purtroppo lo stomaco ha iniziato a crearmi qualche problema, mi era già capitato: ho dovuto fermarmi un paio di volte, ho perso qualche minuto e soprattutto il ritmo».
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