E spunta il sestetto dei sogni
Bruninho-Quiroga, Giani-Van de Goor, Cantagalli-Ngapeth, libero Rossini. In panchina Velasco
Bruno Mossa de Rezende e Raul Quiroga in diagonale principale, Luca Cantagalli e Earvin Ngapeth in posto 4, Andrea Giani e Bas Van de Goor al centro, con libero Salvatore Rossini. Allenatore Julio Velasco. E' questo il sestetto dei sogni dei cinquanta anni di storia della pallavolo modenese, votato da tutti i tifosi giallobù. Un sestetto favoloso, un sestetto che fonde insieme tutta la storia della società geminiana, dai primi anni con Quiroga fino ad arrivare alla coppia Bruninho-Ngapeth. C'erano quasi tutti i giocatori che hanno scritto la storia di Modena ieri sera, con il Pala Pani che ha riservato un caloroso applauso ad ognuno di loro. Anche alcuni assenti illustri, su tutti Andrea Giani bloccato a letto dell'influenza.
Il momento più toccante della serata è stato il video messaggio di Bas Van de Goor. Il gigante olandese non è potuto venire al Pala Panini perché sta combattendo un linfoma. «Non posso esserci perché sto facendo la chemioterapia. Però voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno pensato e, sopratutto, voglio dire che indosso ancora la maglia più bella del mondo», e Van de Goor mostra con fierezza la maglia gialla della Las Daytona e nel Tempio del Volley parte un applauso emozionante. Sono stati tantissimi i messaggi arrivati da tutto il mondo da innumerevoli campioni che non hanno potuto presenziare alla festa: Rajzman, Andrea Anastasi, Andrea Gardini, Bernardinho e, soprattutto, suo figlio, Bruninho.
“O rey” sta giocando in Brasile e non è potuto venire in Italia, ma non poteva non lasciare un messaggio. Il brasiliano è stata la chiave del ritorno al successo di Modena. «Ringrazio tutti per avermi ricevuto con affetto. Ho vissuto gioie indimenticabili a Modena, sono onorato di aver fatto parte di questa società. Modena vincerà lo scudetto anche quest'anno».
Paolino Guidetti come sempre è stato irresistibile, scatenando tutto il pubblico e ricordando le prime annate della Panini. Il “prof” ha raccontato due aneddoti: quando cercava di convincere i suoi giocatori a fare video e li invogliava promettendogli anche alcuni filmini porno, e quando Giuseppe Panini aveva portato lui e la squadra a fare un “brunch”, quando nessuno sapeva che cosa fosse.
Poi è arrivato il momento dell'altro grande ospite della serata, Mauricio.
«Io ho vinto tantissimo nella mia carriera, anche due ori olimpici. Però il mio successo più grande è stato quello di giocare a Modena. Una città e una tifoseria indimenticabili, mi dispiace per tutti quei giocatori che non hanno mai indossato la casacca gialloblù».
Sul palco si sono alternati i presidenti della storia canarina: Antonio Panini, in rappresentanza di suo padre Giuseppe, Giovanni Vandelli, Pietro Peia, Giulio Grani, Gino Gibertini e Catia Pedrini. Nella lunga storia della Panini c'è anche una storica squadra femminile, nel lontano 1966/67.
Una formazione unica, anche perché era praticamente un altro sport.
«Che ruolo facevo? Li ho fatti praticamente tutti», racconta Camilla Lugli, una delle tantissime giocatrici che all'epoca ricoprivano tutti i ruoli sul campo.
Francesco Cottafava
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