Panini, quando le favole diventano realtà
I campioni di ieri e quelli di oggi insieme al palasport per celebrare i 50 anni di una storia che è diventata leggenda
Chissà se quando il Prof. Anderlini bussò alla porta del Commendator Panini chiedendogli 500mila lire per costruire una squadra di pallavolo avrebbe mai immaginato di scrivere la prima pagina di quella che sarebbe diventata prima storia e poi leggenda.
E nessuno saprà mai se quei ragazzi che si allenavano alla palestra del Liceo Tassoni in cuor loro avrebbero mai solo pensato che anche grazie a loro oggi Modena sarebbe stata considerata la “culla della pallavolo mondiale”. Certo è che grazie al contributo di tutti quelli che ne hanno fatto parte il Gruppo Sportivo Panini ha festeggiato ieri i 50 anni dalla data di fondazione. E lo ha fatto con una serata a dir poco indimenticabile, in cui la gente comune, che ha tifato, sostenuto e trepidato per i suoi meravigliosi campioni ha avuto il privilegio di trovarsi fianco a fianco con chi li ha fatti innamorare della pallavolo.
Oltre cento i giocatori di ogni generazione e cinque decenni che infischiandosene di tutto hanno cancellato ogni impegno e non sono voluti mancare all’appuntamento, oltre tremila gli appassionati che potranno raccontare per sempre “Io c’ero”. Sul palco solo il meglio a condurre l’evento: Lorenzo Dallari, ex giocatore, decollato nella sua carriera prestigiosa a suon di “A segno” su Antenna 1 negli Anni Ottanta e con lui Antoine, cioè il “numero 1”.
COMMOZIONE BAS
Sembra ieri quando lui volava sopra ogni muro, oggi, purtroppo, combatte una dura battaglia per la vita: il primo video messaggio per il popolo della Panini è quello di Bas Van de Goor, parole che hanno toccato il cuore di tutti.
CINQUE DECENNI
Storia di una leggenda in cinque puntate, una per ogni decennio. 1970, il primo scudetto: eccoli i reduci dalla prima impresa tricolore e anche in questo caso la domanda è legittima: avrebbero mai immaginato Nannini, Montorsi, Giovenzana che oggi nel 2016 il totale dei trionfi tricolori sarebbe stato di 12?
Applausometro in tilt per la Panini 1986, rappresentata da Quiroga, Cantagalli, Bernardi e Lucchetta e in video dal divino Julio Velasco. Poi, in rapida successione, ecco l’Era Daytona, 3 scudetti, 3 Champions League, 1 Supercoppa, 1 Coppa delle Coppe e 1 Coppa Confederale, con il presidente più vincente di sempre, Giovanni Vandelli e un Luca Cantagalli, forse il più grande di sempre in maglia gialloblù.
Tanta roba davvero, quasi da pelle d’oca, fino al trionfale ingresso degli eroi di oggi, assemblati dalla presidentessa Catia Pedrini e capaci nella stagione scorsa di cesellare un “Triplete” ineguagliabile o quasi.
IL RICORDO DI “PEPPINO”
Al presidente federale Carlo Magri è toccato il compito più facile e arduo al tempo stesso: celebrare l’uomo da cui tutto ebbe origine, Giuseppe Panini, ma altrettanto avrebbe meritato anche tutta la famiglia e in primis il fratello Benito. Il sindaco Muzzarelli ha voluto premiare Antonio, il figlio del Commendatore, uno di coloro, buon sangue non mente, che diede origine alla “Cordata dei Campioni”, da cui partì la nuova scalata di Modena.
Prossima fermata, dopo 12 scudetti, la quinta Champions League e magari, presto, molto prima di quanto si pensi, un’altra meravigliosa festa, in Piazza Grande questa volta per una città intera.
Fabio Rossi
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