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Capuano ha restituito il Modena al campionato

Capuano ha restituito il Modena al campionato

Look eccentrico, scrofe assatanate, ma da 4 turni i gialli hanno un tecnico vero Ora Caliendo e Pavarese diano a Eziolino quel che serve per uscire dalla melma

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Frank Zappa, leggendario chitarrista degli anni 80, pretendeva che la sua Gibson suonasse come un maiale sudato. Eziolino Capuano, da quattro partite sulla panchina del Modena, descrive i suo giocatori come scrofe assatanate. Ma qual è il suono di un maiale sudato, come sono le scrofe assatanate? Il primo è sicuramente un mistero, al secondo quesito, con un po’ di immaginazione, è più facile rispondere. Fatto sta che se Zappa ha regalato pagine leggendarie alla storia del rock, Eziolino ha restituito alla guida delle sue “cruel pigs” il Modena al campionato di Lega Pro. Consegnamo Zappa alla storia della musica, teniamoci il presente gialloblù rappresentato da Capuano il quale, forse per omaggiare Modena che lo ha adottato e lo sta acclamando, ha scelto anche per la panchina un look che assomiglia tanto a quello di Sandrone, l’amata maschera della città a capo della Famiglia Pavironica. Doppiopetto, risvoltino nei pantaloni per lasciare la caviglia scoperta in modo che risalti il colore della calza studiato ad hoc per fare pendant con cravatta e fazzolettino nel taschino della giacca. Un damerino della panchina dentro al quale però ruggisce la belva, anzi probabilmente un’altra scrofa assatanata con gli occhi da assassina.

Ezio Capuano, nonostante non abbia il phisique du role da modello di Ármani, cura il suo look, ma anche quello della squadra, un’armata Brancaleone con Pavan, ma da quattro turni qualcosa di decisamente più guardabile e apprezzabile per chi ama il fashion pallonaro. Per quindici giornate, il Modena ha offerto, tranne qualche sporadica eccezione, il volto peggiore di se stesso. Ora si fa guardare nel gioco e apprezzare nello spirito. Tutti i giocatori, che avevano toccato il minimo a livello professionale, sono tornati sui valori che si attribuivano loro alla vigilia del campionato. Giorico, ora capitano, è di nuovo un grande metronomo, Basso sembra rinato, Laner non è più un plantigrado per non parlare del ritrovato Popescu. E citiamo solo i casi più eclatanti di rinascita. Diakite va a corrente alternata, ma a San Benedetto e col Gubbio ha dimostrato di non essere un ectoplasma. Tulissi è bravo e con Eziolino si diverte. Perchè quando si gioca a calcio e non a Subbuteo è normale che scatti la molla giusta. Capuano, che cita Russell Crowe nel Gladiatore a menadito, che probabilmente conosce anche la Thurandot esaltando i suoi uomini col Vincerò di Pavarotti, ha avuto un merito: allenare bene una squadra che invece non lo era. Ha scelto un modulo, il 3-5-1-1, gli uomini giusti dando loro fiducia senza scaravoltare la formazione di partita in partita con le scelte più astruse. Il campo ha parlato: da San Benedetto c’è un altro Modena il quale, nonostante abbia fallito, perchè davanti non segnano nemmeno con la matita, la possibilità di scalare la classifica nel doppio confronto salvezza col Fano (0-0) e col Mantova (ko per 1-0) finendo addirittura all’ultimo posto, può finalmente cominciare a giocare il suo campionato. Risalire non sarà affatto semplice, ma se Caliendo e Pavarese daranno a Capuano quel che serve in attacco, il Braglia continuerà a cantare Eziolino Olè e a chiamare i gialli sotto la curva invece di mandarli a lavorare. E a Modena i personaggi come Ezio Capuano, veri e ruspanti alla Nardini e alla Luppi per non parlare dei grandi giocatori modenesi del passato, piacciono.

Paolo Vecchi

@PaoloVp305

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