La ricetta di Eziolino è lo Zelocchi
Tanto lavoro sul campo per rigenerare una formazione che era allo sbando
Cinque punti in quattro partite, frutto di una vittoria, due pareggi ed una sconfitta, è il ruolino di marcia del Modena targato Capuano. Curiosamente identico a quello con il quale i canarini iniziarono il campionato sotto la gestione Pavan, ma con basi che paiono assai più solide e che trovano conferma in quanto la squadra è riuscita ad esprimere sul campo dopo essere entrata in un tunnel dal quale sembrava non ci fosse più via di uscita, almeno fino al mercato di gennaio. Il timore di tanti tifosi era che l’effetto Capuano potesse essere finito a Mantova, scontrandosi nello scontro diretto con i virgiliani e in quello di quattro giorni prima contro il Forlì con il più grande limite palesato dal Modena sin dall’inizio del campionato: l’incapacità di fare gol anche di fronte ad una mole di occasioni create esponenzialmente superiori. La partita con il Gubbio è stata la miglior risposta per allontanare questi timori, nonostante siano serviti due episodi per sbloccarla e metterla in ghiaccio. Una vittoria che non è frutto del caso, ma che è anzi è stata costruita anche sulle partite meno fortunate della gestione Capuano, quelle nelle quali il Modena aveva dato più della semplice impressione di essere finalmente una squadra e non un semplice branco di “scrofe assatanate”. Una squadra che, grazie non solo ad una impostazione aggressiva ma soprattutto ad un’organizzazione di gioco, prova a sopperire anche ai suoi limiti più evidenti. Merito del nuovo tecnico, capace di meritarsi applausi e cori dei tifosi prima di tutto per come sta provando a trascinare il Modena fuori dai guai. Senza invenzioni né troppi esperimenti, in un momento nel quale tutto questo non è concesso, con massima attenzione alla fase difensiva e riportando al centro delle operazioni chi ha il ruolo di dirigere l’orchestra, Giorico, non a caso il “suo” capitano. Tutti, d’incanto, sembrano almeno saper cosa fare. Ma non è incanto, è il lavoro settimanale ancor prima della partita, con un undici titolare che finalmente ha un volto ben delineato e non improvvisato. Non a caso il più grande rammarico di Capuano è quello di aver avuto due soli giorni per preparare lo scontro diretto con il Fano ed appena uno in più prima di quello con il Mantova.
Marco Costanzini
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