Marchionne: Ferrari, bisogna accelerare
«Non siamo migliorati, ma Binotto è stata la scelta giusta»
MARANELLO. L'impegno è dare continuità. Dunque convincere Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen a proseguire in Ferrari oltre quel 2017 che li vede ancora sotto contratto. Ma per farlo serve una vettura all'altezza. In attesa che la rivoluzione di agosto 2016 (l'arrivo di Mattia Binotto, al posto di James Allison, sotto la guida di Maurizio Arrivabene) faccia il suo lavoro, si resta al dato contrattuale. C'è solo un anno per motivare Seb e Kimi a restare in rosso. Ma c'è una novità, ufficializzata ieri: il terzo pilota è il pugliese Antonio Giovinazzi, vicecampione a 23 anni di Gp2. Il senso della prossima stagione l'hanno disegnata, nel tradizionale pranzo natalizio coi cronisti di F1, il presidente e Ad Ferrari Sergio Marchionne, con Arrivabene a Binotto a fianco e Piero Ferrari di fronte. L'intenzione è riuscire a fare di questo gruppo, risultato della revisione e correzione d'agosto di un team già avviato l'anno prima, finalmente una squadra vincente. Non servono nomi nuovi, nemmeno un Paddy Lowe, Dt della Mercedes insuperabile. «Lowe è un grandissimo tecnico - dice Marchionne -. Ma siamo adeguatamente coperti, non c'è bisogno di lui. Non ci serve l'eroe, non ci manca un Lowe o un Ross Brawn. Ci mancano moltissime cose, ma la squadra è fatta da anni e non andiamo a cambiarla adesso. Se va male criticate me, lo sbaglio l'ho fatto io, non cercate capri espiatori». «Vettel e Raikkonen scadono a fine 2017 - prosegue - Per il loro futuro non abbiamo fatto ancora nulla, valuteremo durante l'anno anche disponibilità altrui e cosa fare per trattenerli. È stato un anno difficile per Vettel, la macchina non rifletteva le qualità del pilota. Per Kimi è stata la miglior stagione degli ultimi anni, vedremo le intenzioni che ha. Dipende da noi se continueranno con noi».
Arrivabene: «Vettel con noi»
«Seb non ha alcun problema - dice Arrivabene - Vuole vincere con la Ferrari. È molto chiaro. Ieri l’altro era qua a Maranello, sta lavorando molto, sia sul simulatore che sulla squadra. Fosse demotivato farebbe diversamente. È ovvio che un pilota del suo valore e della sua classe vuole una macchina adeguata. Ha dimostrato ad Abu Dhabi che quando spinge non ha un problema».
Marchionne: «Niente previsioni»
Un anno fa si disse a Maranello che era l'anno per vincere: «Non faccio più previsioni - ammette Marchionne - La cosa peggiore del 2016 è che nella stagione la vettura non è migliorata, mentre altri crescevano molto. Bisognerà fare meglio, e non è difficile. La nostra metodologia è già cambiata con l'arrivo di Mattia Binotto. Un nuovo sistema organizzativo anche per darci la tranquillità che abbiamo speso soldi e risorse nella direzione giusta».
Binotto: «Manca la vittoria»
«Quello che ci manca è la vittoria - spiega il nuovo Dt - A volte la differenza è minima, qualche decimo, ma è decisivo. Non credo che a Maranello manchino le idee o le capacità di fare una macchina vincente. In F1 però è questione di tempi. Chi arriva prima, chi è più veloce. Ci è mancato negli ultimi tempi questo: portare in pista prima degli altri la soluzione».
La nuova rossa
il 24 febbraio
La Ferrari 2017 sarà presentata il 24 febbraio a Fiorano, il giorno prima dei primi test a Barcellona. E quello stesso giorno farebbe il debutto in pista proprio a Fiorano, se sarà accolta la richiesta di un 'Filming day', test a uso degli sponsor. Poi sarà la prima gara a dire dove sia Ferrari rispetto au concorrenti. Tra cui un giorno potrebbe esserci anche l'Alfa Romeo.
L’Alfa Romeo
scalpita
«L'idea per un ritorno in F1 di Alfa Romeo c'è - risponde Marchionne che un anno fa aveva ventilato la possibilità - in qualche maniera deve trovare spazio. Se riuscisse aiuterebbe anche la Ferrari. Certo che il lancio del Suv Stelvio vuole dire che siamo presi da molti impegni, e comunque finché Alfa Romeo non produce cassa bisogna aspettare». Sarebbe un bel derby, capace di portare emozioni nuove in un asfittico Circus, in crisi di pubblico. Ma serve molto lavoro. Marchionne si aspetta infatti che quando Liberty Media avrà compiuto l'acquisto delle quote della Formula One Group che erano del fondo inglese CVC Capital Partners, pur restando Bernie Ecclestone a capo della F1 per tre anni, ci sarà più spazio per decisioni che riportino interesse e spettatori nei circuiti e davanti alle tv.
Ecclestone? Cambiare pagina
«Credo che saranno più efficaci. Bernie lo conosco per quello che ha dimostrato, ma credo abbiamo bisogno di voltare pagina. Mi aspetto cambiamenti, un livello di collaborazione con le scuderie molto più efficace, per portare gli spettatori a riempire i circuiti e davanti alle tv. Questo non lo possono fare da soli, e dunque collaboreranno di più con scuderie. Il 2017 ormai è deciso, poi dipende molto da loro». L'impegno Ferrari «dopo il 2020 è tutto da vedere», è il sottinteso. O si cambia, o dopo la fine del Patto della Concordia si rivede tutto.
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