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Pelloni: «Il segreto è non pensare a cosa fanno gli altri»

Pelloni: «Il segreto è non pensare a cosa fanno gli altri»

«Tattiche non se ne possono fare perché le giornate sono lunghe e le difficoltà tante dalla mattina alla sera»

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Stefano Pelloni, quarantenne imprenditore appassionato pilota, è un esperto di motorally tanto da testare la moto con cui parteciperà a questa gara fino alla partenza.

Dopo la rovinosa caduta alla sua seconda volata al Africa Eco Race 2016, come stai e cosa ti è rimasto di quella brutta avventura ?

«Ora bene, ma a dir il vero sono rimaste tante cose a partire dal dispiacere di essermi allenato tanto e di aver buttato via tutto troppo presto, la consapevolezza comunque di certi errori che non vanno commessi e sicuramente ho conservato un bagaglio di esperienza importante. Purtroppo nella prima edizione fu colpa della moto complice una preparazione errata, nel 2016 l’errore è stato mio con una brutta caduta tanto che i postumi di quell’infortunio mi sono costati sei mesi di stop nei quali non mi sono potuto allenare. Ora parto per questa terza mia partecipazione con molta più esperienza, con una moto molto più preparata dall'amico Michele e desideroso di vedere quel che succederà».

Il centauro vignolese, pilota del Team Movisport e Moto Club AMX, gareggerà in sella alla Ktm 450 Rally nella unica categoria delle 450.

Ma con Paolo Ceci, che ti darà anche assistenza, sarà amicizia o sarete avversari?

«Avversari no di sicuro, chiaramente in queste gare uno fa quello che può o riesce a fare, sono da considerare giorno dopo giorno. Bisogna vedere come vanno le cose in gara, se ci saranno le occasioni di poterci aiutare a vicenda io sono assolutamente per la coalizione, non ho avversari. Un errore da non commettere è proprio quello di vedere gli altri come avversari perché questa gara la devi fare con te stesso e non contro gli altri. Farla senza pensare agli avversari è certamente la ricetta migliore che cercherò di usare per questa edizione. Con Paolo Ceci c'è un'amicizia da tanti anni e sono molto contento di fare una gara di questo tipo con lui, vista anche la sua maggior esperienza che mi potrà essere utile».

Parliamo della gara: hai già visto il percorso hai pensato ad una tattica?

«Di tattiche non se ne possono fare perché le giornate sono lunghe e le difficoltà tante dalla mattina alla sera e quindi credo che fare delle tattiche a tavolino sia sbagliato. Bisogna vivere alla giornata cercsando di portare la moto al bivacco della sera, poi il risultato penso venga da sè. Il passo c'è, sono un po’ meno allenato per colpa dell'infortunio riportato lo scorso anno che non mi ha permesso di essere al top ma ci proverò».

Vista la gara suddivisa in due parti, una più veloce e l'altra tecnica tra la sabbia, quale sarà la tua parte favorevole?

«Nei tratti veloci mi trovo molto a mio agio e magari soffro un po’ di più nella seconda parte,più navigata e tecnica nella sabbia anche se soffrirò come tutti gli altri partecipanti che avranno anche loro difficoltà. Diciamo che forse la prima parte mi si addice di più anche se bisogna stare attenti e risparmiarsi per portare la moto al giorno di riposo per proseguire poi con la seconda parte».

Sei alla tua terza partecipazione, l'appuntamento finale sarà sul Lago Rosa di Dakar: quante possibilità ti dai?

«Il mio obiettivo è quello di tagliare il traguardo del Lago Rosa perché credo di avere esperienza, moto, team, e compagnia giusta per arrivare in fondo. Poi, come dico sempre, queste gare possono essere condizionate an che solo da una sciocchezza e quindi fare pronostici è difficile. Ma sicuramente quest'anno puntiamo al Lago Rosa».

Claudio Flori

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