Modena, il bomber di gennaio è quasi una garanzia
Lega Pro. Bruno, Ardemagni, Cellini, Greco e Granoche: grandi attaccanti sempre dal mercato di riparazione
MODENA. Tra oggi e domani il Modena abbraccerà Matteo Guazzo, l’attaccante scelto dal ds Gigi Pavarese per iniziare a sistemare il vero punto debole del Modena: il 34enne di Acqui Terme firmerà un contratto fino al giugno del 2018, sperando che la sua avventura all’ombra della Ghirlandina possa essere ben più ricca di soddisfazioni personali rispetto ai 14 mesi vissuti con la maglia del Parma.
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Pur avendo festeggiato il ritorno del club crociato in Lega Pro un anno dopo il fallimento e la ripartenza dai dilettanti, infatti, prima con Apolloni e poi con D’Aversa in panchina Guazzo ha sempre trovato spazio quasi esclusivamente da subentrato, segnando tre sole reti. Fino a due anni e mezzo fa era stato bomber da doppia cifra in D con il Rovigo, in C2 con Como, Melfi e Salernitana e in C1 nella stagione vissuta per metà a Salerno e per metà a Chiavari. Chiaro quale sia il suo obiettivo ed anche la speranza del Modena, che su di lui ha puntato per provare a risolvere l’ormai annoso problema del gol. In fondo non gli si chiederebbe tanto, ma semplicemente di gonfiare ogni tanto la rete, quello che tutti gli attaccanti della rosa a disposizione di Capuano non hanno saputo fare. La storia dice che, quando il Modena nel mercato invernale ha cercato una punta, spesso ha azzeccato la scelta trovando anche i gol.
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Nell’ultimo decennio è sempre accaduto, o meglio da gennaio 2007 al 2014, perché nelle ultime due sessioni invernali di calciomercato l’accoppiata Caliendo-Taibi non è mai riuscita a trovare una punta: dai sogni di Ebagua e il presunto contratto firmato e poi stracciato da Galabinov fino alla scelta dello scorso anno di attendere il rientro di Granoche dal suo secondo grave infortunio senza accorgersi che il Modena era e sarebbe poi rimasto il peggior attacco della serie B. Ben diversa, come detto, la storia degli anni precedenti: Bruno, acquistato a gennaio 2007, segnò 3 sole reti nei primi sei mesi ma poi ne firmò altri 47 nelle tre stagioni successive, Greco (2011) si presentò con 8 gol in 17 gare, Cellini (2012) portò il suo bottino a quota 7 in 13 giornate nello stesso periodo in cui Ardemagni, con 7 in 20, gettava le basi di una stagione che lo avrebbe visto diventare vicecapocannoniere della B con la maglia gialloblù grazie a 23 reti.
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Ancor meglio fece Granoche (2014): 10 gol in 18 partite per trascinare il Modena ai playoff assieme a Babacar, poi 19 più uno ai playout per diventare capocannoniere e re dei bomber della serie cadetta, oltre ai 6 inutili della passata stagione. Modena, spesso, ha risvegliato gli attaccanti che sembravano sulla via di un lento declino; a volte per bravura, altre per fortuna, ciò che serve anche ora.
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