Il Milan per la cabala ma la Juve vuole la finale di Coppa
Marchisio è out, Pjanic trequartista. Allegri insegue il tris Montella: «Allo Stadium ho già vinto». Deulofeu convocato
TORINO. Più che alla «vendetta» per i precedenti stagionali, stasera (20.45) con il Milan alla Juve preme non interrompere il cammino verso la finale di Coppa. «Nessuno nella storia del calcio italiano - ricorda Allegri - l'ha mai vinta per tre volte consecutive». Nessuna smania di rivalsa per le sconfitte a San Siro e Doha: «Parlerei di una partita di calcio importante - Allegri - da dentro o fuori, ci vorrà grande equilibrio, grande testa». Terzo round con il Milan che «sta giocando molto bene». Le condizioni di partenza sono le medesime della vigilia di Juve-Lazio, data l'assenza di Marchisio. Contro i rossoneri probabile l'avanzamento di Pjanic dietro le punte visto il ritorno di Sturaro, come lo spostamento di Barzagli in posizione di terzino, dopo aver valutato «come ha recuperato Chiellini», sicura la presenza di Asamoah. Dubbi in attacco, dove Allegri deve decidere se far giocare Higuain, scelta che dipende dall’assetto schierato: l'ago della bilancia è Mandzukic, «un giocatore che può fare di tutto anche a metà campo e che ci ha dato la possibilità di giocare le palle alte». E poi Pjaca, che Allegri definisce «un predestinato», e che con il passare del tempo potrà fare il ruolo di Mandzukic.
«Io ci ho vinto 2-1 ai tempi della Fiorentina, bisogna provarci» ha sorriso Vincenzo Montella. «La Juventus è quasi imbattibile ma vogliamo giocarci le nostre chance». Non è partito Niang, che deve decidere fra una serie di destinazioni in prestito (non è convinto del Genoa, si parla di Torino, West Ham, Leicester, Liverpool e Marsiglia) visto che al Milan non trova rimedio ai suoi problemi e lo spazio è destinato a ridursi con Deulofeu, che sarà a Torino. Ha invece avuto «un impatto ottimo» Deulofeu, che dopo due allenamenti è stato convocato. Il Milan ha ottenuto 5 punti nelle ultime 5 partite, «ma battendo l'Udinese avremmo un punto in più rispetto alle prime tre giornate d'andata» è la versione di Montella. «Dispiace ammetterlo, ma la riduzione da 20 a 18 club aumenterebbe la qualità».
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