Ippodromo Ghirlandina, beffa politica
La classificazione avrebbe premiato l’impianto, ma il Ministero ferma tutto
La grande crisi dell'ippica di questi anni passa anche attraverso l'incapacità di riuscire a cambiare pagina, di segnare una svolta a livello di scelte. C'era l'opportunità di creare le basi per cercare di uscire da una situazione si stallo ormai assodata ma all'ultimo momento si è fatta marcia indietro. Ci riferiamo alla classificazione degli ippodromi, che avrebbe dovuto partire dall'inizio del 2017 e che invece è stata bloccata quando era in dirittura d'arrivo. Una classificazione basata sull'efficienza degli impianti e che avrebbe premiato gli ippodromi virtuosi come quello della nostra città. L'ippodromo Ghirlandina in questi ultimi tre anni di reggenza Arletti ha infatti sostenuto uno sforzo consistente per stare al passo con le direttive del ministero e per offrire al pubblico un prodotto qualitativamente superiore. Ciò era stato premiato perché il Ghirlandina sarebbe stato inserito in fascia due, cioè fra gli ippodromi più qualificati a livello nazionale. Poi, come detto, il dietrofront del ministero, che per non scontentare altri ippodromi, ha deciso di sospendere ogni nuova regolamentazione, inclusa quella della classificazione. Al proposito si è attivato il senatore modenese Stefano Vaccari che, con un preciso e significativo intervento, ha chiesto delucidazioni al ministro Martina. In sostanza, Vaccari chiede di tutelare gli ippodromi come quello del Ghirlandina, che sono riusciti a corrispondere alle richieste del ministero per garantire un livello di offerta qualitativo e che per ottenere ciò hanno anche investito parecchio in termini economici. Questo -se i criteri di classificazione fossero stati rispettati- avrebbe permesso alla società Modenese di godere di importanti sovvenzioni economiche e di conseguenza di proseguire nella sua ricerca di valorizzazione. Riportiamo uno stralcio dell'intervento di Vaccari per spiegare meglio la sostanza della classificazione:
“Il nuovo decreto introdotto dal decreto n.681 prevede la collocazione dei singoli ippodromi in ruoli'…'Il ruolo garantisce un controllo sistematico circa le performances dei singoli ippodromi, con un monitoraggio costante delle prestazioni degli ippodromi medesimi, atto a garantire che le sovvenzioni (effettuate con fondi pubblici) siano giustificate dalla qualità del servizio (pubblico) reso”.
La sospensione della classificazione lascia dunque le cose come stanno e permette a ippodromi poco virtuosi di mantenere una retribuzione incongrua anche ricorrendo a escamotage come dichiarare un numero di cavalli in allenamento nettamente superiore a quello reale per rientrare in parametri che assicurino contributi statali sostanziosi. In ultima analisi, Vaccari chiede che siano attuati controlli e verifiche precise atte a dimostrare la veridicità di quanto sostenuto da taluni ippodromi. Solo in questo modo si potranno premiare gli ippodromi effettivamente virtuosi.
Giulio Luppi
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