L’Inter fa turnover Con la Lazio dentro Banega e Palacio
Domani nei quarti di Coppa Italia unica punta sarà il Trenza E domenica sarà Juve. Buffon: «Stanno meglio del Real»
MILANO. Tutto procede come da programma. L’Inter di Pioli ha archiviato il settimo successo consecutivo in campionato e ora è già tempo di pensare alla Coppa Italia, con i nerazzurri che affronteranno la Lazio a San Siro domani sera nei quarti di finale, con la vincente destinata ad affrontare in semifinale Roma o Cesena.
La squadra ha lavorato divisa in due gruppi: seduta in palestra per chi ha giocato contro il Pescara, allenamento sul campo per tutti gli altri. Domani Pioli dovrebbe giocare con Medel e Murillo centrali di difesa, D’Ambrosio e Ansaldi terzini; a centrocampo spazio a Kondogbia e Gagliardini (quest’ultimo in ballottaggio con Brozovic); Eder, Banega e Gabigol dovrebbero supportare l’unica punta, il “Trenza” Palacio, sempre che il tecnico nerazzurro riesca a fare a meno di Maurito Icardi. La probabile formazione (4-2-3-1): Carrizo; D'Ambrosio, Murillo, Medel, Ansaldi; Kondogbia, Gagliardini; Eder, Banega, Gabriel Barbosa; Palacio.
Quello contro la Lazio è il secondo impegno di una settimana caldissima, che si concluderà con la sfida contro la capolista Juventus allo Stadium. E ieri, al termine del match contro il Sassuolo, Gigi Buffon ne ha parlato ai microfoni di Sky: «In questo momento l'Inter sta meglio del Real Madrid e del Barcellona. Abbiamo un rispetto grandissimo nei loro confronti perché realmente hanno, come singoli e come squadra, un potenziale enorme e lo abbiamo provato sulla nostra pelle all'andata. Quello - ha aggiunto il portiere della nazionale - ci deve servire da monito per non ricommettere degli errori di sufficienza nella partita di domenica. Sarà una partita delicata, una partita importante, che non possiamo toppare». La Juve se ha o palesa dei problemi dipendono solo dalla tenuta mentale - ha continuato il n.1 bianconero - come tutte le grandissime squadre. Quando pensi che il più sia fatto e la vittoria di un titolo sia ormai certificata e assodata è il momento in cui paghi dazio, perché lo sport è la metafora più chiara della vita: quando smetti di lottare, pensi che le cose siano facili, perdi tutto. Ogni tanto qualche sconfitta fa bene, è salutare».
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