Pazza, pazza Liu Jo: domina, soffre, vince
Ozsoy di nuovo ai box, ma le bianconere piegano Scandicci
MODENA. Brava, molto brava a vincere una partita che si era complicata maledettamente, ma anche imperdonabile per non averla chiusa in tre set come avrebbe potuto e dovuto: questa la sintesi della solita “maledetta domenica” di una Liu Jo che al PalaPanini prima domina, poi soffre e infine trova la forza per evitare almeno una beffarda sconfitta.
Chi pretendeva i tre punti per agganciare le avversarie di turno, la Savino del Bene, ha tutte le ragioni del mondo per dichiararsi “non completamente soddisfatto” (sul 2-0, 20-18 mancava davvero solo il canonico “game, set and match” per accomodarsi al bar), ma chi di pallavolo ne ha vista, e tanta, come gli appassionati di Modena, sa anche apprezzare la forza morale di una squadra che ha rischiato davvero di perderla, quella partita già vinta. E sa anche riconoscere a Brakocevic e compagne di aver giocato fino alla parte finale del terzo set in modo pressoché perfetto e di averlo saputo fare senza il martello di riferimento, Neriman Ozsoy, di nuovo infortunata (questo sì che è un guaio in prospettiva Coppa Italia...): la schiacciatrice turca deve fare i conti con un nuovo problema muscolare, non alla coscia che già l’ha costretta a un lungo top, occorsole durante la sfida con Baku e tenuto avvolto dal mistero dalla società fino alla sfida con Scandicci.
Ecco perché la vittoria contro la Savino del Bene vale doppio, perché strappata con una prova perfetta per quasi tre set e con il cuore in un finale di match a dir poco emozionante. Sì, perché al di là dei mille pensieri, funesti, passati per la mente in un quarto set da dimenticare, va detto che i 2000 e oltre presenti al PalaPanini nelle due ore e oltre di battaglia non si sono certo annoiati. Il merito va anche delle toscane e al loro coach Chiappafreddo, che senza paura ha estratto dalla panchina prima Sara Loda, strepitoso il suo ingresso, al posto del fantasma di Aurea Cruz, poi Zago per una Havlickova lontana dai tempi in cui trascinava Busto, infine Crisanti, sì, proprio l’ex Modena, primatista mondiale di sfortuna per infortuni ad un ginocchio, entrata per Arrighetti. Spazio anche per Scacchetti, che a Modena è cresciuta pallavolisticamente. Tutte bravissime e capaci di esaltarsi nella seconda parte del match con una Adenizia invalicabile a muro (10 personali). Brava Scandicci ad arrampicarsi fino al tie break, ma davvero da applausi la Liu Jo per quasi tre set letteralmente dominati, con Marcon-Bosetti a mettere il pallone a terra, e Brakocevic imprescindibile terminale offensivo per Ferretti. Una strepitosa ed imprendibile Heyrman si era aggiunta quasi come voce solista (11 su 18, 61% in attacco) ad un coro in cui già spiccavano le difese di Leonardi. Detto questo, ed aggiunto che Ferretti nella prima parte della partita non ha fatto vedere palla a chi stava dall’altra parte della rete, aggiunto il modo in cui Leonardi presidiava la seconda linea, è facile capire come la Liu Jo avesse ben presto spiccato il volo: parziale di 9-0 per portarsi 19-10 e ammazzare la frazione di apertura, addirittura di 10-1, da 11-11 a 21-12, nel set numero 2 mandato ben presto agli archivi per un 2-0 da marcia trionfale dell’Aida. E trionfo sarebbe stato se nel set numero 3 sul 20-18 le bianconere non avessero subito troppo Sara Loda (20-20) pagando dazio su un muro subito da Bosetti (21-22). Un errore di Zago sul rigore del 25-23 per Scandicci l’ultima grande opportunità per chiudere 3-0, ma Loda, ancora lei, 9 la pagella personale, infilava l’ace del 28-26 che riapriva il match. Il quarto set faceva riapparire i fantasmi del crollo contro Busto di due settimane prima, ma stavolta Brakocevic, da capitana vera, si metteva alle spalle un brutto quarto d’ora e nel quinto e decisivo parziale trascinava le compagne: era la serba dopo i muri di Ferretti che avevano spezzato il tie break (8-3), a mettere a terra i tre punti che valevano il triplo match ball sul 14-11. Ancora qualche brivido (14-13), poi Adenizia spediva la battuta in rete, regalando alla Liu Jo una vittoria forse “imperfetta” per la classifica, ma che fa invece tanto morale per il futuro.
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