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Dossier inviati Corsa tra Parigi Los Angeles e Budapest

ROMA. Chiamatela pure medaglia d'oro del rimpianto, i Giochi dell' «avrei voluto, non ho potuto», il de profundis del sogno olimpico o semplicemente nemesi a cinque cerchi, ma ieri - scherzo del...

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ROMA. Chiamatela pure medaglia d'oro del rimpianto, i Giochi dell' «avrei voluto, non ho potuto», il de profundis del sogno olimpico o semplicemente nemesi a cinque cerchi, ma ieri - scherzo del destino, nel giorno più lungo di Virginia Raggi che quel sogno ha infranto - segna anche ufficialmente l'addio alla speranza olimpica di Roma 2024. Perché il 3 febbraio è la data fissata dal Cio per l'invio da parte dei comitati organizzatori delle altre città candidate (Parigi, Los Angeles e Budapest) dell'ultima parte del dossier olimpico. Una scadenza che il Coni non potrà rispettare e che farà cadere definitivamente il sipario sulla candidatura capitolina. Una fine annunciata, da quel 29 settembre quando la Raggi la bocciò senza mezzi termini, mettendo governo e Coni con le spalle al muro. Un rammarico che diventa ancora più grande - in vista della scelta che sarà fatta il 13 settembre a Lima - se si pensa alle parole del presidente del Cio Bach («Non c'è dubbio che il progetto di Roma 2024 avrebbe lasciato un'eredità positiva e sostenibile») e alle difficoltà oggettive delle città antagoniste: l'effetto Trump su Los Angeles - con l'Iran che ha vietato l'ingresso di atleti Usa ai Mondiali di wrestling, in risposta all'ordine esecutivo del neopresidente che vieta i visti ai cittadini dei Paesi a maggioranza musulmana - l'ennesimo episodio terroristico a Parigi e i dissensi in Ungheria tra comitato promotore e Premier Orban che rischiano di compromettere la già fragile candidatura di Budapest. Ad oggi la capitale francese (che svela il nuovo slogan «Made for sharing» sotto la Tour Eiffel) sembra essere la favorita nella corsa, se non altro perché proprio nel 2024 saranno cento anni dall'ultima edizione francese dei Giochi. Di contro, c'è la sfilza di attentati che ha colpito la capitale negli ultimi due anni e che non ha certamente rafforzato l'immagine della città in termini di sicurezza. Los Angeles dovrebbe poter contare su un budget maggiore rispetto alle rivali, senza dimenticare che il made in Usa la rendono sinonimo di sicuro successo. La candidatura più debole appare Budapest.

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