Gazzetta di Modena

Sport

Azimut fantasma: naufragio a Verona

Azimut fantasma: naufragio a Verona

Sconfitta pesantissima, ora è a rischio anche il quarto posto

4 MINUTI DI LETTURA





Azimut fantasma, a Verona è naufragio: la Calzedonia le rifila un 3-0 che fa male, tanto male, più nello spirito che in una classifica in cui i campioni d’Italia vedono ora a serio rischio anche il quarto posto, insidiato loro proprio dai veneti.

Giornata nera, proprio come il cielo plumbeo che fuori dispensa pioggia senza interruzione: al Pala Olimpia va anche peggio, diluvia addirittura su una squadra che doveva dare segnali di reazione “vera” (Craiova valeva come faticosa scampagnata, nulla più) dopo il ko nella final four di Coppa Italia contro Trento. Sperava in un riscatto certamente coach Piazza, visto deluso e quasi avvilito dalla scarsa attitudine al combattimento dei suoi ragazzi, credevano in una impresa i tifosi, arrivati in Veneto numerosi e molto più indomabili dei loro beniamini: nulla di tutto questo. Si potrebbe discutere di numeri (26 errori con 18 battute sbagliate e 8 attacchi out, troppi), percentuali (3 ace diretti subiti e 32% di doppio più in ricezione), ma ad impressionare, per una volta, purtroppo in modo negativo, è l’atteggiamento di squadra, anzi di una “non squadra”, perché Petric e compagni sembrano tutto, nei tre set quasi imbarazzanti che giocano, o non giocano, tranne una squadra. In questa SuperLega non ci sono squadre di fenomeni, ma squadre che lottano, come lottava Modena un tempo e come invece fatica a fare adesso. La sconfitta in Coppa Italia ha tolto certezze e consapevolezza: se Modena vorrà difendere il suo scudetto e tentare di arrivare in fondo alla Champions dovrà memorizzare la figura imbarazzante rimediata a Verona e ripartire da quella.

Questo per quanto riguarda il gruppo, quanto al resto, cioè i singoli, i conti son presto fatti: Ngapeth, dopo un inizio pigro, almeno ci ha provato, poche le tracce del passaggio degli altri, forse l’orgoglio di un Petric apparso non al meglio, Holt viene spedito in campo nella speranza di salvare la baracca, ma è visibilmente tirato in volto e ininfluente. E se i singoli sono i primi a mostrare rassegnazione è chiaro che la squadra è destinata ad affondare, cosa puntualmente avvenuta. Modena, che ha comunque il potenziale per passare dalle difficoltà a nuovi trionfi, ha anche un’altra strada aperta, quella di ricorrere al mercato inserendo prima della fine della regular season un giocatore che non sia ancora sceso in campo in Italia. Le voci da tempo si rincorrono, dal ritorno di Bruninho all’ingaggio di un posto 4 come Kaziyski o Sander per arrivare all’inserimento nella trattativa che Piacenza sta portando avanti per arrivare a Simon. Solo voci, chiaro, ma voci che potrebbero anche tramutarsi in realtà, perché quando sei Modena puoi perdere a testa alta, lottando, non come contro una pur ammirevole Calzedonia.

Sì, perché alla “non partita” dell’Azimut hanno fatto da contraltare il match coraggioso di Verona, l’aggressività di Kovacevic, l’estro di Baranowicz, le perle di Randazzo e Djuric, un grande Anzani. Tutta gente che sapeva di avere una sola chance, vincere da 3 contro Modena, per provare ad avvicinarla al quarto posto, e non se l’è fatta sfuggire.

Aggressione perfetta dalla zona di battuta, grande attenzione a muro, contrattacco sempre efficace, cioè la partita quasi perfetta, vinta 3-0. Quasi, perché anche ad una povera Azimut come quella del Pala Olimpia è bastata una fiammata d’orgoglio sullo 0-2, 21-24 per arrampicarsi ai vantaggi e dare non l’impressione, ma la speranza, che tutto potesse cambiare in pochi istanti. Un servizio in rete di Le Roux e una rigiocata messa a terra da Djuric hanno però scritto il finale più giusto per un match che l’Azimut non ha mai realmente iniziato a giocare trovandosi sotto 2-0 senza nemmeno accorgersene. Modena avrà ora tutto il tempo per trasformare il ko di Verona in un brutto incubo da cui risvegliarsi in fretta, per riuscirci dovrà iniziare a dimenticare ogni alibi, perché se anche il capitano di mille successi, Nemanja Petric dichiara “Non abbiamo un gioco”, forse è il caso di porsi qualche interrogativo. Trovando le giuste risposte in tempi brevi l’Azimut può ancora regalare ai suoi tifosi grandi soddisfazioni, con l’encefalogramma piatto visto a Verona, invece, sicuramente no.

Fabio Rossi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google