Capuano: «Modena, che occasione»
Il tecnico alla vigilia del recupero di oggi (14,30) a Macerata: «Possiamo uscire dai playout, quando sono arrivato sembrava impensabile»
MODENA Riscattare la sconfitta immeritata nel derby con la Reggiana e sfruttare il recupero con la Maceratese per uscire dalla zona playout. Con questo pensiero il Modena si è messo in viaggio verso le Marche, dove alle 14,30 di oggi sarà di scena contro i biancorossi dell’ex Armando Perna nella gara rinviata due settimane fa a causa delle abbondanti nevicate e di un terremoto che non concede tregua a tutto il Centro Italia. Le parole di Ezio Capuano, oggi regolarmente in panchina non essendo stato squalificato ma solo ammonito dal giudice sportivo, hanno esplicitato alla perfezione le intenzioni dei canarini: «Siamo di fronte ad un’occasione quasi incredibile, perché abbiamo la possibilità di lasciare l’inferno per la prima volta da quando mi sono seduto su questa panchina. Fino a qualche settimana fa sembrava impensabile o, perlomeno, nessuno avrebbe mai creduto di potersi trovare in una situazione simile in così poco tempo. Il recupero di Macerata, invece, ci concede questa possibilità e vi assicuro che c’è la massima voglia da parte di tutti di non lasciarcela sfuggire. Con tanta rabbia in corpo, quella che almeno personalmente provo ancora dopo la sconfitta immeritata nel derby. Tutti sapete quanto avrei voluto vincere quella partita, per regalare una grande gioia alla marea di gente che ci ha sostenuto e ripagare l’entusiasmo che ho visto crescere in pochissime settimane attorno alla squadra. Con la schiettezza che mi contraddistingue, però, vorrei aggiungere altro, fare una richiesta precisa ai tifosi alla luce di tutti gli episodi negativi dei quali il Modena è stato vittima nelle mie partite e anche prima». L’uscita dal campo prettamente tecnico è stato il colpo di teatro con il quale Capuano, allenatore che la sa lunga avendo avuto a che fare in più di vent’anni con ogni tipo di situazione dentro e fuori dal campo, ha tentato di compattare ancor più l’ambiente non solo nei confronti suoi e della squadra: «Ho quasi 500 panchine alle spalle, quindi parlo da vecchio. Per quanto io abbia sempre detto di capire la delusione dei tifosi dopo una retrocessione ed un campionato non all’altezza, penso che per il bene di tutti sarebbe opportuno smettere di contestare la società almeno durante le partite. Ai tifosi chiedo di provarci, di vedere se la situazione cambia, perché c’è una salvezza in ballo ed è bene remare tutti verso questo obiettivo. A fine campionato tireremo le somme, perché il Modena è dei modenesi e resterà sempre tale, non è senz’altro mio o di Caliendo, quindi come prima cosa va salvato da un disonore quale sarebbe la retrocessione nei dilettanti. La contestazione aiuta non solo gli avversari ma inconsciamente porta anche gli arbitri a darci addosso, negandoci rigori clamorosi come accaduto nel derby».
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