Il Carpi perde al Matusa: terzo ko, crisi e... paura
Terranova al 20’ lancia i ciociari in vetta, biancorossi in zone poco tranquille
FROSINONE. Sembra non avere fine la crisi del Carpi: con la fresca capolista Frosinone rimedia la terza sconfitta consecutiva, si allontana dalla zona playoff e si avvicina a quella playout, ora a sei punti. Un solo mese fa erano 11. A chi pensa sia un'eresia parlare di salvezza consigliamo di dare un occhio alla classifica delle ultime sei giornate, che vede i biancorossi solissimi sull'ultimo gradino, a quota due punti, di cui uno nel ritorno. Per intenderci: squadre da tempo impantanate sul fondo, come Avellino o Trapani, nello stesso tempo ne hanno fatti rispettivamente 12 e 9. Di questo passo la retrocessione non sarà più solo uno spauracchio, ma una prospettiva concreta. Neppure ci si può consolare con una delle litanie classiche del mondo del calcio, "crisi di risultati ma non di gioco", perché anche al "Matusa" i biancorossi sono riusciti a farsi pericolosi dalle parti di Bardi un paio di volte e niente più, in preoccupante continuità con le precedenti gare giocate contro Benevento e Cesena. Per vincere, i padroni di casa non hanno dovuto fare nient'altro che il minimo indispensabile, sfruttando l'inzuccata di un rinforzo arrivato a gennaio: Terranova.
Risorse a cui fin qui non ha attinto il Carpi, che non ha avuto nulla né da Fedato e Jelenic, tantomeno da Beretta. Minimo sindacale per Mbakogu, che non ha fatto molto di più di quello che ha sempre combinato Lasagna. A loro attenuante c'è la confusione totale che sembra regnare dalle parti di via Marx: la società cede Catellani e il suo pedigree, valeva 18 punti nelle nove partite giocate da seconda punta, perché la squadra non regge i due attaccanti e poi vede rinnegare le proprie convinzioni dopo una ventina di giorni quando in campo scende il 4-4-2. Non resta che appellarsi al fatto che chi ha girato a fine andata a quota 32 ha valori, qualità e forze che non possono essere state improvvisamente disperse. Devono riemergere, a partire dal delicatissimo incontro col Brescia di sabato prossimo, quando servirà un Carpi disposto a sbucciarsi le ginocchia pur di conquistare i tre punti che mancano dall'inizio del nuovo anno.
INIZIO IN SALITA
In avvio, l'undici del Frosinone si discosta pochissimo da quello che una settimana fa espugnò il "Francioni" di Latina nel derby. Due gli avvicendamenti, già annunciati alla vigilia: il portiere Bardi torna al suo posto dopo aver scontato un turno di squalifica mentre il nuovo arrivato Terranova esordisce in difesa al posto di Matteo Ciofani, bloccato in settimana dall'influenza. In casa biancorossa, mister Castori torna al 4-4-2, con Beretta a fianco di Mbakogu in attacco. Sull'esterno Fedato è preferito a Bifulco, mentre in difesa si rivedono Poli a sinistra e Gagliolo al centro. Quest'ultimo indossa la fascia da capitano ed è una novità. Lasagna è tra i rincalzi per un attacco influenzale, mentre Sabbione non è neppure in panchina. Palla subito tra i piedi dei padroni di casa, che ci provano con Dionisi da fuori, Belec mette in angolo, poi sbuca il Carpi in una delle sue azioni più classiche: Mbakogu in pressing su Krajnc, il rimpallo favorisce Beretta che controlla malissimo e permette a Bardi di bloccare in uscita. Un colpo di testa di Mbakogu è l'ultimo sussulto degli ospiti, che di lì a due minuti finiscono sotto, perché tutti si dimenticano di Terranova, libero di inzuccare da un paio di metri sul cross di Soddimo. Chiudono le ostilità un colpo di testa di Kranjc e una traversa su punizione di Soddimo con palla che sbatte sul ginocchio di Belec ed esce rocambolescamente in corner. Reazione biancorossa non pervenuta.
FROSINONE SULLE UOVA
Non devono fare granché, i padroni di casa, per conservare il vantaggio. Il Carpi cerca di alzare il pressing e avanzare i terzini, nel primo tempo bloccati, ma crea pochissimo. Un colpo di testa di Mbakogu e un tiro da fuori di Lollo sono tutto quanto prodotto in 45 minuti. A poco servono anche gli ingressi di Lasagna e Bifulco. Al Frosinone basta controllare, rimettendo la testa fuori solo allo scadere, con una ripartenza orchestrata da Dionisi e conclusa alle stelle da D. Ciofani. Al 93' Mbakogu arriva in ritardo su Airaudo e prende il secondo giallo. Oltre al danno la beffa: col Brescia non ci sarà.
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