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Carnevali: «Il Sassuolo ripartirà dai suoi simboli»

di Stefano Aravecchia
Di Francesco e Magnanelli
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Di Francesco e Magnanelli

«A Magnanelli rinnoveremo il contratto e spero che Di Francesco resti con noi Fuori dal campo aumentano i nostri progetti: adesso tocca al centro sportivo»

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SASSUOLO Giovanni Carnevali tra passato, presente e futuro.

OBIETTIVI «Nonostante una classifica come questa, credo che una società al quarto anno in A come la nostra debba avere comunque delle motivazioni: la squadra ha l’obbligo di ottenere il massimo da qui alla fine. Cioè arrivare nella parte sinistra della classifica».

FALLIMENTO? NO GRAZIE «Indipendentemente dalla posizione in classifica a mio avviso è stata una stagione positiva ed importante, impreziosita da un’esperienza straordinaria come l’Europa League. Cimentarci sul palcoscenico europeo è stata una grande oppurtunità, sia a livello societario che di squadra, un’esperienza preziosa che ci servirà in futuro. In Europa, infatti, abbiamo intenzione di tornare al più presto».

NESSUN RIMPIANTO «Non ho rimpianti per l’uscita dall’Europa o per la programmazione di questa stagione. In tanti ci rimproverano di avere una rosa ristretta ma non possiamo avere i giocatori che vogliamo, come tutti dobbiamo rispettare le regole. Come anche quella del fair play finanziario. Ritengo che questa squadra si a stata costruita in modo giusto e corretto, penso che la politica giusta sia puntare su giovani italiani che quest’anno, per colpa di un’incredibile serie di infortuni, non abbiamo potuto inserire con gradualità. Inoltre quest’anno alla squadra è mancata la possibilità di fare allenamento a causa degli impegni ravvicinati. A chi ci rimprovera che dovevamo acquistare giocatori più pronti ed esperti invece che scommettere sulla linea verde, rispondo che non abbiamo voluto stravolgere la nostra politica per un’esperienza in Europa, e sono convinto che senza infortuni con questa rosa avremmo passato il turno».

CENTRO SPORTIVO «Non guardiamo solo ai risultati sul campio ma stiamo creando un patrimonio intorno al Sassuolo calcio grazie alla nostra grandissima proprietà. Il Sassuolo è una delle 78 aziende della Mapei sparse per il mondo e viene gestito con una mentalità imprenditoriale. La prima squadra è una vetrina, ma noi vogliamo realizzare un progetto a più ampio raggio che parte dai giovani. Per questo abbiamo programmato la costruzione di un centro sportivo nell’area di Cà Marta, che diventerà il nostro fiore all’occhiello».

DI FRANCESCO «Di Francesco è un grandissimo allenatore. Persona straordinaria, tecnico tra i più preparati in circolazione, ha idee e il nostro gioco lo dimostra ma ha bisogno di lavorare sul campo, cosa che nella prima parte di stagione non ha potuto fare per colpa dell’Europa League. E la squadra ne ha risentito.Se rimarrà con noi? Io lo spero, con Di Francesco c’è un progetto che stiamo portando avanti da tempo ed è con lui che vogliamo proseguirlo. La clausola da 3 milioni fa parte di una forma contrattuale, quel che conta è la sintonia. E quella c’è».

MERCATO «A gennaio il Sassuolo ha rifiutato un’offerta da 15-18 milioni della Roma per Defrel, abbiamo detto di no perchè la volontà è quella di portare a termine il campionato con i nostri giocatori. A giugno vedremo che tipo di opportunità ci saranno, ma adesso non volevamo vendere gente importante. Una questione di regola societaria, ben chiara anche ai giocatori. Anche Ranieri ha contattato personalmente Acerbi per portarlo al Leicester ma il ragazzo, di comune accordo con la società, non ha fatto una piega decidendo di rimanere con noi».

RINNOVI «A giugno non faremo delle rifondazioni, ci saranno delle cessioni di giocatori coi quali possiamo fare cassa e reinvestire. Siamo già al lavoro per individuare sostituti all’altezza di chi, eventualmente, uscirà. Noi comunque abbiamo una fortuna: a differenza di altri club non dobbiamo vendere per guadagnare, quello che portiamo avanti è un progetto sportivo ad ampio respiro che prevede investimenti come lo stadio e il centro sportivo. E da marzo penseremo ai rinnovi. Magnanelli? E’ il nostro capitano, gli rinnoveremo senz’altro il contratto».

DIRITTI TV «L’anno scorso abbiamo incassato 31 milioni grazie al sesto posto, ma quest’anno nella ripartizione dei diritti tv è stato tolto il criterio della meritocrazia. Noi, che siamo ultimi in quasi tutti gli altri parametri in base ai quali vengono distribuiti i diritti, ora prenderemo 26-27 milioni, pochi se pensiamo che club come Genoa e Samp nel riceveranno 13-14 più di noi. Così partiamo svantaggiati e dovremo colmare il gap sul mercato con delle cessioni».

 

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