Sassuolo, il mago dei rigori non basta
Nel ko col Chievo il portiere Consigli ha parato il 15º in carriera (su 48): «Questione d’istinto. E che rabbia quello di Bacca...»
Domenica il suo caso ha appassionato i fantacalcisti di tutta Italia ed è quindi inevitabile chiedere ad Andrea Consigli la verità sul rigore di Inglese: «Sui social me l'hanno chiesto in molti... Io il rigore l'ho toccato ed è stato anche un tocco importante: peccato soltanto non sia servito ad evitare la sconfitta». Ma Consigli, nelle sfide dagli undici metri, qualche soddisfazione se l'è presa. Su 48 rigori affrontati in carriera, ne ha parati 15, quasi uno su tre. Numeri da specialista: «Non credo che un portiere si possa valutare da come para i rigori però è vero che questi interventi sono quelli che restano un po' di più negli occhi della gente, per un portiere è la cosa più simile ad un gol segnato... E' un aspetto in cui sono sempre stato bravo: in questa stagione ne ho parati tre ma ho il rimpianto per quello di Bacca a San Siro: sapevo che avrebbe tirato lì e all'ultimo secondo ho cambiato. Questione d'istinto, sia quando va bene che quando va male». Lo stesso istinto è quello che Consigli attribuisce al compagno di squadra Letschert, autore del fallo che al terzo minuto ha lasciato il Sassuolo in inferiorità numerica: «Un conto è analizzare un’azione a mente fredda, un conto è essere lì: siamo chiamati a prendere delle decisioni in una frazione di secondo. Letschert voleva probabilmente spostare Inglese per prendere la palla, forse ci ha messo troppo impeto». Ma in generale è tutta la difesa neroverde che contro il Chievo ha messo in mostra vecchie magagne: «Però abbiamo difeso alla grande per un tempo con un uomo in meno. Potevamo lavorare meglio come linea ma è da rimarcare la bravura di Birsa, che ha servito tre grandi palle per Inglese. Si può sempre fare meglio: la cosa su cui riflettere è che abbiamo preso gol in modo ravvicinato, non è la prima volta che succede». A Udine, fa capire Consigli, il Sassuolo andrà per voltare subito pagina: «Sono una squadra quadrata ma se giochiamo come sappiamo possiamo vincere. Una battuta d'arresto non può farci cambiare d'umore. Dobbiamo fare bene già dalla prossima perché dobbiamo arrivare a quota 40 punti il prima possibile e perché ci meritiamo di raggiungere certi risultati per l'impegno che ci mettiamo tutta la settimana».
Giacomo Gullo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
