Sassi: "Il Sassuolo ha pagato cara l'Europa League"
Il vicepresidente: "I tanti infortuni hanno condizionato la stagione. La linea italiana e dei giovani è un orgoglio"
SASSUOLO E' probabilmente meno addentro alle vicende neroverdi rispetto a un tempo, ma Sergio Sassi era e resta un riferimento importante. Un po' perché lo dice la storia (dal padre Claudio, grande presidente, fino al lavoro ai fianchi che ha permesso alla società neroverde di finire a Giorgio Squinzi), un po' perché anche se è in trasferta lontano dall'Italia, per Sassi gli aggiornamenti sul Sassuolo sono un rito. A maggior ragione è presente al Mapei ogni volta che può, c'era anche nell'ultima sfortunata partita contro il Chievo e comunque le parole di Sassi non sono mai banali, tutt'altro. "Questa stagione purtroppo è nata un po' storta - esordisce - anche perché abbiamo affrontato per la prima volta una competizione europea. Non dico che abbiamo sottovalutato questo aspetto, anzi, ma è vero che il doppio impegno ci ha oggettivamente tolto qualcosa, come era successo in passato ad altre squadre meno blasonate. E' stato uno scotto da pagare forse inevitabile, ma anche il grande numero di infortunati è probabilmente in parte legato a questo doppio impegno. Il Sassuolo, poi, ha una politica societaria che mi piace molto e che è corretta, quella di puntare su calciatori tendenzialmente giovani e italiani, ne ho parlato tante volte con Squinzi trovandomi perfettamente in sintonia e del resto il Sassuolo non può che avere questo tipo di politica societaria. E' vero, però, che alcuni ragazzi che non erano stati presi per giocare così tanto, ma per farli crescere, si sono trovati a giocare molto spesso a causa degli infortuni. E' chiaro che qualcosa abbiamo pagato alla lunga. Per qualche settimana ho avuto anche un po' di timore che potessimo essere effettivamente risucchiati nelle zone calde della classifica, poi ci siamo ripresi anche sotto il profilo dei risultati". Ora forse il difficile sarà proprio trovare le motivazioni per chiudere bene la stagione, nonostante la situazione di classifica non abbia grandi prospettive: "I ragazzi devono trovare le motivazioni in se stessi e sono certo che Di Francesco saprò essere come sempre molto bravo. Devo anche dire che l'arrivo a gennaio di un giocatore esperto come Aquilani, un buon gestore del centrocampo, è stato importante. Ci siamo accorti, in questa stagione, di quanto sia importante per questa squadra un giocatore del carisma di Francesco Magnanelli, che ci è mancato davvero parecchio". Sassi chiude con uno sguardo di speranza su futuro: "Tutto serve, da una stagione come questa si possono trarre indicazioni positive, sono certo che il Sassuolo potrà tornare a lottare per conquistarsi un posto al sole".
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