Rivara-Cortilese. Bovio: «Chiedo scusa a tutti»
«Le porgo a Quarta il giocatore che è stato colpito, alle due società, ai compagni, a Credi, al mondo del calcio. Sono tanto pentito, ma il Daspo, per favore, no»
CARPI «Chiedo scusa a tutti». Vincenzo Bovio torna sui fatti del derby di Seconda G tra Rivara e Cortilese. «Volevo scusarmi con Riccardo Quarta, il ragazzo che è stato colpito - spiega il giocatore - e con tutta la società del Rivara. Chiedo scusa ai miei compagni, a tutta la Cortilese e chiedo scusa anche a Vincenzo Credi (presidente della Figc di Modena). Chiedo scusa a tutto il calcio in generale. So che i bambini vengono a vedere le partite ed episodi così non devono assolutamente accadere».
Il trentenne è stato messo fuori rosa dalla società di Carpi. È pronto a rinunciare al calcio, ma spera di non incorrere nel Daspo. Il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, teme, lo danneggerebbe per il lavoro. «Non ho denunce penali da nessuna parte - riprende il centrocampista - e sto portando a casa i soldi per la famiglia. Mio padre è invalido dopo essere caduto da un tetto di Carpi durante il terremoto. Sono una brava persona fuori, ma se sei accerchiato ti viene la paura. Comunque, non mi appellerò, non farò ricorso. Accetto di essere messo fuori rosa, qualunque sarà la squalifica. Sarebbe fondamentale non prendere il Daspo per il mio lavoro».
Aggiunge di aver avuto l'occasione di chiedere scusa alla famiglia del giocatore colpito. «Sono stato percosso anch'io alla mano - riferisce Bovio - e in ospedale ho trovato i genitori del giocatore che ho colpito. Mi hanno detto che la denuncia da parte loro non ci sarà. Ho anche scritto al giocatore via social network. Mi ha risposto il padre, dicendomi che era ancora molto arrabbiato. Gli ho voluto a ogni modo ribadire le mie scuse. Mi sono pentito per quello che ho fatto». Su Bovio si esprime il presidente della società. «Non sarà più in eterno un giocatore della Cortilese - aggiunge Maurizio Magagnoli, numero uno del club della frazione di Carpi - perché i miei giocatori sanno che chi fa le risse è fuori. Tuttavia, con il Daspo può avere problemi sul lavoro. Radiamolo dal calcio, ma lasciamolo lavorare. Due partite fa aveva subito un fallo di reazione e non ha fatto niente». L'atleta vuole ricominciare dallo sport.
«Inizierò a fare nuoto - spiega Bovio - perché sto avendo problemi alla schiena per via del mio lavoro. Così non dovrò più mangiare alla sera alle 22 dopo un allenamento e otto ore di lavoro oppure molto prima in occasione di una partita».
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