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Travica: «Basta poco e tornerà il sole»

di Francesco Cottafava
Travica: «Basta poco e tornerà il sole»

Volley Azimut. Il regista: «Modena ha una grande passione ed è il bello di questa città. Avevo voglia di tornare in Italia»

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Dragan Travica è sbarcato a Modena e, da ieri, è iniziata la sua seconda avventura con la maglia gialloblù. L'ex palleggiatore della nazionale è l'innesto voluto da Andrea Sartoretti per cercare di risollevare le sorti dell'Azimut in questo finale di stagione. Travica si è messo a disposizione di coach Tubertini e si è presentato toccando senza paura tutti gli argomenti all'ordine del giorno.

IL RITORNO A MODENA

Innanzitutto il suo ritorno a Modena dopo la brutta stagione 2008-09. «E stata una trattativa nata all'improvviso: ho ricevuto una chiamata tre giorni fa, poi ci sono state varie chiacchierate e ci siamo decisi di provare a fare qualcosa insieme per il bene di questa squadra. Avevo tanta voglia di tornare a casa. Ho 30 anni e ho fatto tante esperienza all'estero, anche di vita. Adesso ho voglia di stabilità. Modena è la città dei miei migliori amici. Dal punto di vista sportivo è passata talmente tanta acqua sotto i ponti che non è nemmeno giusto parlarne. E' andata come è andata, è normale che i giocatori siano amati o meno amati. Io ho sempre rispettato me stesso, ho sempre rispettato le maglie che ho indossato. Questo per me basta e avanza. Andiamo avanti, senza dimenticare il passato ma lasciandolo da parte».

DARO' IL 120%

C'è grande curiosità per vedere che ruolo ricoprirà Travica all'interno del gruppo. «Ho parlato poco con la società e con l'allenatore. In questi due mesi ho corso il rischio di stare fermo per aspettare qualcosa di ambizioso. E' arrivata questa chiamata e sono felicissimo di averla colta. Io non mi aspetto niente. Da professionista ed amante del volley darò il 120%. Ho voglio di allenarmi, ho voglia di dare una mano. Se questa mano sarà direttamente in campo oppure da fuori, non è una scelta che spetta a me. Io gioco sempre per vincere, per far risultato e per divertirmi».

I PROBLEMI DELL'AZIMUT

Modena in questo momento sta vivendo un periodo di grande crisi. «Giovedì sera ho visto la partita contro la Lube. Prima non ho seguito tantissimo perché volevo un attimo staccare dopo l'esperienza in Iran. Io credo che l'Azimut non si discuta come squadra, dispone di individualità pazzesche. Sicuramente le problematiche degli ultimi tempi hanno tolto un po' di confidenza a una squadra a cui è sempre stata riconosciuta la grande fiducia nei propri mezzi. Le situazioni difficili ti tolgono un po' di entusiasmo, il problema però mi sembra recuperabile. Dal punto di vista tecnico posso dir poco, conosco solo i giocatori che sono tutti fenomenali».

CONTESTAZIONE DEI TIFOSI

A peggiorare le cose c'è anche una forte contestazione da parte dei supporter.

«I tifosi sono il settimo uomo in campo. Credo che tante volte il passaparola rovini la realtà: non ci sono giocatori che giocano per un'altra maglia o per cambiarla. Tutti giocano per vincere e per far divertire il pubblico. Quando non arrivano i risultati si arriva a mettere in dubbio qualsiasi atteggiamento e qualsiasi segnale. Purtroppo in questo mondo cinico bisogna fare risultato, poi tutti torneranno a sorridere ed abbracciarti come prima. Modena ha una grande passione e la passione può sfociare in qualche atteggiamento estremo, ma credo che sia la forza ed il bello di questa città. Basta pochissimo per fare tornare il sole».

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