Liu Jo, quando il successo arriva dalla panchina
Volley A1 femminile. Garzaro dall’inizio, gli ingressi di Bianchini e Caracuta: così coach Gaspari ha cambiato la storia del match con la Pomì Casalmaggiore
E adesso la Liu Jo Nordmeccanica applaude la sua panchina: mai come a Cremona sabato sera, infatti, la vittoria, e che vittoria, porta la firma a caratteri cubitali di chi in genere le partite le segue da fuori.
BIANCHINI SUPER
Partiamo da chi la palla la picchia e davvero senza paura? Marika Bianchini non si è fatta mancare nulla contro la Pomì, leggere lo score personale per credere. Doppia cifra alla fine per la mancina di Bagno a Ripoli con 12 punti, uno più pesante dell’altro, di cui 10 in attacco, 1 ace (e tanti mezzi punti) in battuta, ed anche un muro. 5 i contrattacchi trasformati con freddezza in break point, saldo personale di + 11 tra vinte/perse. La ragazza, del resto, non è proprio l’ultima arrivata, se si pensa che nella sua ancor giovane carriera ha vinto uno scudetto, proprio con la Pomì, ha giocato in Francia nel Cannes, e in campo giovanile ha collezionato medaglie con la nazionale. Per lei quest’anno non tantissime occasioni per giocare con continuità, ma davanti ha la Brakocevic, brava Marika quindi a prendere al volo l’occasione che le si è presentata quando coach Gaspari ha richiamato l’opposta serna in panchina all’inizio del terzo set.
GARZARO QUASI DA 100%
Numeri da assoluta Mvp del match anche per Ilaria Garzaro, la centrale che non delude mai. In campo dall’inizio al posto di Heyrman, la ragazza di Noventa vicentina ha esibito tutto il suo repertorio. In attacco, il vero punto di forza, ha sfiorato il 100%, con un 12 su 14 per un 86% degno delle migliori attaccanti cubane di un tempo, per celebrare il suo inserimento tra le titolari, Ilaria ci ha messo anche 3 bei muri, 8 break point e lo stesso saldo (+11) della Bianchini. Per lei anche il primo match concluso in doppia cifra in questo campionato, con un bel 15 a tabellino.
Una bella soddisfazione per un’atleta che vanta tre scudetti conquistati con la Scavolini Pesaro prima di iniziare una collezione di maglie da Guinness dei primati, ben 6 in 7 stagioni, per arrivare anche in quetso caso in doppia cifra: 10 le sue società da quando gioca a pallavolo.
CARACUTA PERFETTA
Se Francesca Ferretti ha bisogno di qualche momento di relax, c’è chi non la da rimpiangere, ovvero Valeria Caracuta. Non che Alessandra Petrucci fosse da meno, ma dopo l’infortunio subito dalla “vice” di inizio stagione, a Cremona la scelta di affidarsi a Caracuta ha dato ampiaente i suoi frutti. Gaspari l’ha gettata nella mischia anche nel rovente finale di quarto set e per lei sono stati...”problemi zero”.
Prelevata da Palmi, poco prima che la società calabrese salisse agli onori della cronaca sportiva e “non” per l’ingaggio del transgender brasiliano Tifanny, anche la Caracuta, a 29 anni quanto a squadre nella sua carriera non scherza essendo la liu Jo la decima della serie. Buone mani e visione del gioco sempre lucida ne fanno una carta importantissima che coach Gaspari può sempre pescare dal mazzo.
CATERINA BOSETTI
Merita la citazione, perché ha giocato palloni importanti, ma va inquadrata in un contesto diverso perché lei è più una titolare aggiunta che si divide con Marcon l’onore e l’onere di giocarsela con tutti. Sua la chirurgica ultima palla toccata dal muro Pomì.
Fabio Rossi
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