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Pavullo e Valsa, multa e due gare a porte chiuse 

Pavullo e Valsa, multa e due gare a porte chiuse 

Il giudice stanga economicamente i club per responsabilità oggettiva e allontana i genitori dallo stadio

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Il giudice sportivo della delegazione Figc di Modena, Nicola Baisi, continua nella linea della fermezza, applicando a dovere il regolamento ed emettendo sentenza esemplari, che al momento risultano l’unica forma di tutela contro il calcio violento. Già la settimana scorsa, dopo i fatti di Rivara-Cortilese, il giudice aveva disposto squalifiche pesantissime e si ripete anche stavolta, con 24 ore di anticipo rispetto al solito comunicato ufficiale del giovedì, dopo quanto accaduto sugli spalti durante la gara di Allievi Interprovinciali, Pavullo-Valsa Gold. In sostanza si replica quanto disposto praticamente un anno fa per Fiorano-Solierese, stessa categoria e stesso finale di gara incandescente in tribuna, con arbitro costretto a sospendere la gara e ragazzini atterriti ad implorare i genitori di smetterla. Per entrambe le società arrivano perciò due partite a porte chiuse e partita persa a tavolino (sul campo il Pavullo stava vincendo 2-0). Il club del Frignano dovrà pagare anche mille euro di multa, a fronte dei 1200 euro inflitti al Valsa.
Ecco alcuni stralci del comunicato ufficiale: dal rapporto di gara e dal relativo supplemento emerge che, al minuto 33 del secondo tempo di gioco, l’attenzione dell’arbitro veniva attratta dall’atteggiamento dei giocatori di entrambe le squadre i quali, interrompendo lo svolgimento del gioco, si riversavano in prossimità della tribuna. L’arbitro poteva avvedersi che sugli spalti era in atto una rissa che coinvolgeva il pubblico composto dai genitori dei ragazzi. L’arbitro, interrompeva momentaneamente la partita onde consentire ai giocatori accorsi in prossimità della tribuna di sedare gli animi dei corrissanti. Tuttavia, nonostante l’intervento dei calciatori, visibilmente atterriti per quanto stava accadendo, i genitori sostenitori di entrambe le squadre persistevano nel proseguire la condotta violenta sferrando calci e pugni. A questo punto l’arbitro, appurata l’impossibilità di portare regolarmente a termine la partita, decretava la sospensione definitiva della gara, ravvisando la carenza delle condizioni psicofisiche in capo ai giocatori, anche in considerazione della sussistenza di un reale pregiudizio per l’incolumità dei partecipanti. Per tali ragioni, l’arbitro richiedeva espressamente l’intervento dell’autorità di Pubblica Sicurezza. Le conseguenze sanzionatorie non possono prescindere da questa valutazione per irrogare alle società oggettivamente responsabili il prescritto trattamento sanzionatorio. Poichè i sostenitori di entrambe le società devono essere ritenute responsabili della mancata regolare conclusione della partita, le società dovranno rispondere oggettivamente dei fatti: perdita della gara per entrambe; trattamento sanzionatorio commisurato alla particolare gravità dei fatti, tenuto altresì delle circostanze attenuanti che, considerata la fattiva collaborazione dei dirigenti della società ospitante a far cessare gli accadimenti, appaiono sussistenti».
Un altro segnale è stato dato dalla giustizia sportiva provinciale, in attesa degli accertamenti di carabinieri e Digos che a breve dovrebbero concludere gli accertamenti e disporre i divieti - di un anno - di accesso alle manifestazioni sportive. Intanto, però, le società continuano a muoversi e in molte hanno ribadito la volontà di affrontare il problema genitori anche con provvedimenti non semplici da far digerire: chiusura degli stadi o addirittura sospensione dei campionati. Finora non è stato così, ma al prossimo episodio di cronaca sui campi di gioco non si potrà più fare affidamento solo al buonsenso del giudice sportivo di Modena.

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