Pellegrini: «Derby tra deluse ma noi lo vogliamo vincere»
«Da troppo tempo ci manca il successo al Mapei Stadium e quella di domenica con il Bologna è una buona occasione»
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“In questa stagione ho imparato tanto, in campo e fuori. L'esperienza in Europa è stata importantissima, ma è vero che non abbiamo fatto il campionato che tutti si aspettavano e che ci aspettavamo a che noi. Il futuro? Ora non ci penso, e poi il futuro dipende dal presente”. Che Lorenzo Pellegrini fosse un ragazzo con la testa sulle spalle era noto, ma dimostra di avere anche qualche tratto filosofico nel suo parlare. L'orizzonte a brevissimo è la sfida col Bologna di domenica, ma a medio termine, oltre al campionato Europeo con la nazionale Under 21, c'è anche un mercato estivo che lo vedrà (con ogni probabilità) tornare nella sua Roma. Riavvolgiamo il nastro e ripartiamo dalla gara contro il Bologna: “Derby tra deluse? Può starci, nè noi nè il Bologna fatto campionato che tutti ci aspettavamo. Ora però è importante guardare partita dopo partita, cerchiamo di vincere e verso la fine vedremo se magari riusciremo a giocarci qualcosa. Trovare gli stimoli? Intanto non sono d'accordo con chi pensa che dietro è tutto tranquillo, dobbiamo chiudere questa situazione il prima possibile. Vinciamole tutte, poi vediamo. In particolare ci manca il successo al Mapei, vogliamo tornare a vincere in casa e questa gara contro il Bologna è davvero una bella occasione”. A Crotone Pellegrini non c'era, ha visto il Sassuolo da fuori e ha una opinione molto chiara: “A mio avviso abbiamo disputato una buona gara, siamo stati determinati e cattivi ma non era partita facile. Il Crotone ha cercato di metterci in difficoltà, c'era molto vento e non era semplice”. Pellegrini ha giocato con grande continuita nella stagione in corso: “Ho trovato tanto spazio, ma giocare tanto anche infrasettimanalmente aiuta a crescere. Adesso penso solo al Sassuolo, poi agli Europei Under 21 che rappresentano un traguardo molto importante, al futuro ci penserò più avanti. Mi sono allenato a giocare in Europa? Magari sì, soprattutto questa esperienza ci ha fatto crescere. Ti confrnti con squadre che hanno un modo diverso di giocare e di prearare le partite, questa stagione mi ha dato modo di imparare tanto sia a livello calcistico che caratteriale. Giocare queste partite ti lascia per forza qualcosa. E poi diciamolo, giocare ogni tre giorni è un sogno per tutti i calciatori”. Infine il centrocampista neroverde parla del maggior rimpianto (”Quella eliminazione in Coppa Italia è ancora una ferita aperta”) e del reparto centrale senza Magnanelli: “Il capitano è importantissimo e vederlo fuori fa male, ma anche Alberto Aquilani e il 'Missile' stanno dimostrando di sapersela cavare”.
Paolo Seghedoni
Paolo Seghedoni
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