Azimut strepitosa: vince e va alla bella
dI Fabio Rossi
Primo set soffertissimo, poi i gialli cancellano la Calzedonia
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INVIATO A VERONA. Lo scudetto è salvo, l’incubo è finito: si torna al PalaPanini. Dopo cinque notti dii tormento, l’Azimut espugna l’Agsm Forum, batte 3-0 la Calzedonia e porta in perfetta parità la serie dei quarti di finale dei play off. Sarà gara 3, in programma domenica alle 18, a decidere chi affronterà in semifinale la Lube.
Nella sfida senza appello Modena dimostra che qualcuno forse potrà anche batterla, ma eliminarla senza combattere, questo no. Non accadrà mai. Nella partita della vita Tubertini si inventa una staffetta decisiva tra Orduna e Travica, il resto lo fanno i nervi saldi di tutti i gialloblù, bravi a subire all’inizio l’arrembaggio dei veneti per colpirli poi non appena le certezze dei rivali si sono sciolte come neve al sole. Verona, per il terzo anno consecutivo, rischia ora di uscire di scena dopo aver avuto a disposizione un match ball per le semifinali. Modena, scampato il pericolo, può invece sorridere all’idea di una sfida con la Lube molto meno scontata di quanto qualcuno pensi.
LA PARTITA
In campo ci va Orduna, giusto così. Modena tipo, con Le Roux-Holt al centro, tanto per fugare ogni dubbio se aveste anche solo immaginato di vedere Piano titolare.
Verona di dubbi invece non può averne dopo l’impresa del PalaPanini: diagonali Baranowicz-Djuric, Randazzo-Kovacevic in 4, Anzani-Zingel centrali, Giovi libero.
3-0 Calzedonia con attacco out di Vettori, 3-2 sull’ace di Le Roux. Modena cerca Kovacevic in ricezione, Verona avanti di un break fino al 5-4, poi Petric subisce la battuta veneta e Modena ritorna a -3. Verona è davanti, ma sbaglia un’infinità di battute e subisce il secondo ace (con videocheck) di Le Roux. Sul contrattacco di Djuric e il nuovo + 3 Calzedonia (14-11). Tubertini spende il primo time out e gioca la carta Travica, in campo in prima linea. Verona comanda fino al 19-16, poi, proprio come in gara 1, inizia a sentire il fiato sul collo: Kovacevic non chiude, Ngapeth sì (18-19). Modena cambia marcia: muro sul serbo: 19-19. Sorpasso quando Randazzo sbaglia il palleggio sul 21-21. Verona si accinge a perdere un set dominato, Modena a vincerlo con il minimo sforzo: muro di contenimento su Djuric, il primo, rigiocata a Ngapeth e 24-22. Lo stesso francese chiude al secondo set ball: 25-23, 1-0 Azimut.
UN ALTRO MONDO
Facce diverse al cambio campo: Modena sorride e scioglie il braccio, Verona accusa il colpo e si ritrova in un istante sotto 8-3. Quasi una sentenza. In campo c’è Travica che gioca semplice, cioè come serve. Randazzo spara out il pallone dell’11-6 Azimut, Verona ci prova con un muro su Holt e un contrattacco di Djuric: 11-9. Muro sul bilancere di Ngapeth: 13-12. Sul 14-13 ci si gioca il set : palla pazzesca che Verona non chiude, Modena sì. 15-13.
E a cascata, arrivano il 16-13 e il 17-13 dopo una difesa da cineteca di Rossini. Sul 18-14 l’Azimut è padrona non solo del parziale, ma anche della partita. Il 20-15 prelude a un 2-0 per i gialloblù che è solo questione di tempo.
L’Azimut arriva al set ball sul 24-21, se ne vede cancellare un paio, ma trova in un bolide di Earvin “Le Roi” Ngapeth (che sfiora il muro) il punto del 25-23, 2-0. La sensazione è quella di aver appena fatto 6 al superenalotto.
L’ULTIMO SFORZO
Ora comanda l’Azimut: gialli avanti 14-8. Arriva l’ultimo disperato tentativo di reazione della Calzedonia che ci mette tutto quanto le rimane. Il cuore dei veneti produce il “quasi impossibile. Verona risale fino al 15-13, Dentro Orduna in seconda linea.
Verona rigioca per il pareggio, ma non chiude, Petric mantiene Modena avanti di 2 (16-14). C’è di nuovo partita, vibrante, rovente. Pareggio a 17 con fallo in palleggio di Orduna. Djuric attacca out, Modena di nuovo a +2 sul 19-17. Rientra Travica in prima linea. Vettori decide di alzarsi il voto in pagella l e sceglie il momento migliore, bolide del 21-18. Fine bonus per la Calzedonia, Ngapeth contrattacca per il 22-18. Djuric riduce a 2 i punti di vantaggio di Modena (22-20), ma c’è sempre un Ngapeth di troppo tra le due squadre (23-20). Vettori inchioda Djuric ed è 24-21, match ball Azimut. In battuta va Ngapeth e scaraventa un proiettile calibro 38 nella metà campo della Calzedonia: 25-21, 3-0. Gli Irridiucibili cantano “Il volley siamo noi”. Se ne riparla domenica, ma nessuno a memoria d’uomo ha mai vinto una bella al PalaPanini, fate un po’ voi cosa aspettarvi per gara 3.
Nella sfida senza appello Modena dimostra che qualcuno forse potrà anche batterla, ma eliminarla senza combattere, questo no. Non accadrà mai. Nella partita della vita Tubertini si inventa una staffetta decisiva tra Orduna e Travica, il resto lo fanno i nervi saldi di tutti i gialloblù, bravi a subire all’inizio l’arrembaggio dei veneti per colpirli poi non appena le certezze dei rivali si sono sciolte come neve al sole. Verona, per il terzo anno consecutivo, rischia ora di uscire di scena dopo aver avuto a disposizione un match ball per le semifinali. Modena, scampato il pericolo, può invece sorridere all’idea di una sfida con la Lube molto meno scontata di quanto qualcuno pensi.
LA PARTITA
In campo ci va Orduna, giusto così. Modena tipo, con Le Roux-Holt al centro, tanto per fugare ogni dubbio se aveste anche solo immaginato di vedere Piano titolare.
Verona di dubbi invece non può averne dopo l’impresa del PalaPanini: diagonali Baranowicz-Djuric, Randazzo-Kovacevic in 4, Anzani-Zingel centrali, Giovi libero.
3-0 Calzedonia con attacco out di Vettori, 3-2 sull’ace di Le Roux. Modena cerca Kovacevic in ricezione, Verona avanti di un break fino al 5-4, poi Petric subisce la battuta veneta e Modena ritorna a -3. Verona è davanti, ma sbaglia un’infinità di battute e subisce il secondo ace (con videocheck) di Le Roux. Sul contrattacco di Djuric e il nuovo + 3 Calzedonia (14-11). Tubertini spende il primo time out e gioca la carta Travica, in campo in prima linea. Verona comanda fino al 19-16, poi, proprio come in gara 1, inizia a sentire il fiato sul collo: Kovacevic non chiude, Ngapeth sì (18-19). Modena cambia marcia: muro sul serbo: 19-19. Sorpasso quando Randazzo sbaglia il palleggio sul 21-21. Verona si accinge a perdere un set dominato, Modena a vincerlo con il minimo sforzo: muro di contenimento su Djuric, il primo, rigiocata a Ngapeth e 24-22. Lo stesso francese chiude al secondo set ball: 25-23, 1-0 Azimut.
UN ALTRO MONDO
Facce diverse al cambio campo: Modena sorride e scioglie il braccio, Verona accusa il colpo e si ritrova in un istante sotto 8-3. Quasi una sentenza. In campo c’è Travica che gioca semplice, cioè come serve. Randazzo spara out il pallone dell’11-6 Azimut, Verona ci prova con un muro su Holt e un contrattacco di Djuric: 11-9. Muro sul bilancere di Ngapeth: 13-12. Sul 14-13 ci si gioca il set : palla pazzesca che Verona non chiude, Modena sì. 15-13.
E a cascata, arrivano il 16-13 e il 17-13 dopo una difesa da cineteca di Rossini. Sul 18-14 l’Azimut è padrona non solo del parziale, ma anche della partita. Il 20-15 prelude a un 2-0 per i gialloblù che è solo questione di tempo.
L’Azimut arriva al set ball sul 24-21, se ne vede cancellare un paio, ma trova in un bolide di Earvin “Le Roi” Ngapeth (che sfiora il muro) il punto del 25-23, 2-0. La sensazione è quella di aver appena fatto 6 al superenalotto.
L’ULTIMO SFORZO
Ora comanda l’Azimut: gialli avanti 14-8. Arriva l’ultimo disperato tentativo di reazione della Calzedonia che ci mette tutto quanto le rimane. Il cuore dei veneti produce il “quasi impossibile. Verona risale fino al 15-13, Dentro Orduna in seconda linea.
Verona rigioca per il pareggio, ma non chiude, Petric mantiene Modena avanti di 2 (16-14). C’è di nuovo partita, vibrante, rovente. Pareggio a 17 con fallo in palleggio di Orduna. Djuric attacca out, Modena di nuovo a +2 sul 19-17. Rientra Travica in prima linea. Vettori decide di alzarsi il voto in pagella l e sceglie il momento migliore, bolide del 21-18. Fine bonus per la Calzedonia, Ngapeth contrattacca per il 22-18. Djuric riduce a 2 i punti di vantaggio di Modena (22-20), ma c’è sempre un Ngapeth di troppo tra le due squadre (23-20). Vettori inchioda Djuric ed è 24-21, match ball Azimut. In battuta va Ngapeth e scaraventa un proiettile calibro 38 nella metà campo della Calzedonia: 25-21, 3-0. Gli Irridiucibili cantano “Il volley siamo noi”. Se ne riparla domenica, ma nessuno a memoria d’uomo ha mai vinto una bella al PalaPanini, fate un po’ voi cosa aspettarvi per gara 3.
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