Popescu: «Rigore su Diop»
di Paolo Vecchi
«Sconfitta immeritata e che fa male, ma testa sul Padova»
4 MINUTI DI LETTURA
INVIATO A VENEZIA. Novanta minuti più o meno perfetti, novanta minuti in cui la mission impossibile era diventata... possible. Contro il pronostico, contro una classifica che separava Venezia e Modena di 32 punti, una voragine che sul campo i gialli hanno mascherato fino al termine del tempo regolamentare. Ma ci sono cinque minuti di recupero da giocare e nell’extra time Geijo, lo statuario centravanti arancioneroverde, si ricorda di avere un allenatore, Pippo Inzaghi, che il gol lo trovava in qualsiasi momento: svetta su una punizione di Bentivoglio e infila Manfredini confezionando la beffa. Venezia più forte, ma il Modena di ieri non meritava di perdere. Per aver tenuto testa alla corazzata che con pieno merito sta dominando il campionato, per non aver sbagliato praticamente nulla in fase difensiva fino al recupero e per aver anche saputo creare qualche grattacapo a Domizzi e compagni su un campo, quello del Penzo, in cui si respira tutta la voglia di una città che non vede l’ora di tornare nel calcio che conta sostenuta dalla forza finanziaria e dall’ambizione di Joe Tacopina.
L’esplosione del Venezia al fischio finale per la vittoria insperata e l’allungo sul Parma la dice tutta sull’euforia che regna in Laguna e si scontra con l’amarezza dei gialli per un punto perso quando ormai era nel sacco e per la permanenza in zona playout al quint’ultimo posto staccati di una lunghezza dal Mantova capace di fermare il Parma al Martelli.
Capuano si presenta al Penzo con il 3-5-1-1: Manfredini tra i pali, Milesi tra Ambrosini e Fautario in difesa e Giorico basso a centrocampo alle spalle di Laner e Schiavi. Calapai e Popescu i due esterni della formazione gialloblù che davanti propone Nolè a supporto di Diop.
Inzaghi si oppone con un 4-3-3 pieno di ex: Facchin in porta, Zampano, Cernuto, Domizzi e Garofalo compongono la linea arretrata mentre Bentivoglio si sistema alle spalle di Falzerano e Soligo. Davanti Geijo tra Moreo e Marsura. Mentre sugli spalti tifosi gialloblù e dell’Unione festeggiano un gemellaggio storico, sul campo il Venezia parte a razzo. Inzaghi, anche alla luce del pari del Parma a Mantova, vuole un ulteriore scatto in classifica. Soligo e compagni lo accontentano e si lanciato all’assalto dei gialli. Che, però, non ci stanno a fare da comparsa e vogliono giocarsela. E se la giocano. Primo obiettivo impedire alla catena di sinistra dei lagunari, Garofalo-Marsura, di far danni come all’andata. Calapai con l’ausilio di Laner e Ambrosini entra bene in partita e svolge il suo compito. Ma il Venezia ha una forza d’urto enorme: al 3’ Zampano fuori di poco, tre minuti dopo miracolo di Manfredini su Geijo. Al 7’ tocca al Modena: cross di Calapai, torre di Schiavi in mezzo all’area dove si avventa Diop che anticipa Nolè, probabilmente meglio posizionato, mancando lo specchio della porta. Il Venezia non molla e al 18’ su un’uscita sbagliata di Manfredini, Ambrosini respinge sulla linea una conclusione di Marsura. Ci prova Moreo, Diop risponde, attimi di tensione nel finale di tempo tra Garofalo, Diop e Fautario e Modena che torna negli spogliatoi forte di uno 0-0 meritato per la capacità di tenere il campo e di gestire anche bene il pallone in uscita. Nella ripresa stesso copione: Venezia a testa bassa e subito pericoloso con Moreo, pressione al massimo degli uomini di Inzaghi, ma il Modena c’è e non trema anche se concede troppe palle inattive agli uomini di Inzaghi. Al 79’ Diop controlla una gran pallone in area, ma entra in contatto con Cernuto e invoca un rigore che, però, Amoroso non concede. Ne chiede uno anche il Venezia per un fallo di mano nell’area gialloblù su una punizione di Garofalo. Capuano, che aveva inserito Remedi per Schiavi e Olivera per Laner, fa entrare anche Basso per Popescu.
Il Venezia cerca il forcing, centra un palo con Fabiano subentrato a Soligo, ci prova anche con Nicola Ferrari, ma al 90’ il risultato è ancora in parità. Al 91’ Olivera è spiazzato da un errore di Cernuto su un cross di Calapai e l’occasione sfuma. Siamo agli sgoccioli e su una punizione da destra arriva il castigo: Bentivoglio infila l’ennesimo pallone in area gialloblù per la testa di Geijo che si incunea tra Fautario e Remedi fulminando Manfredini e la missione impossible dei gialli.
@PaoloVp305 . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’esplosione del Venezia al fischio finale per la vittoria insperata e l’allungo sul Parma la dice tutta sull’euforia che regna in Laguna e si scontra con l’amarezza dei gialli per un punto perso quando ormai era nel sacco e per la permanenza in zona playout al quint’ultimo posto staccati di una lunghezza dal Mantova capace di fermare il Parma al Martelli.
Capuano si presenta al Penzo con il 3-5-1-1: Manfredini tra i pali, Milesi tra Ambrosini e Fautario in difesa e Giorico basso a centrocampo alle spalle di Laner e Schiavi. Calapai e Popescu i due esterni della formazione gialloblù che davanti propone Nolè a supporto di Diop.
Inzaghi si oppone con un 4-3-3 pieno di ex: Facchin in porta, Zampano, Cernuto, Domizzi e Garofalo compongono la linea arretrata mentre Bentivoglio si sistema alle spalle di Falzerano e Soligo. Davanti Geijo tra Moreo e Marsura. Mentre sugli spalti tifosi gialloblù e dell’Unione festeggiano un gemellaggio storico, sul campo il Venezia parte a razzo. Inzaghi, anche alla luce del pari del Parma a Mantova, vuole un ulteriore scatto in classifica. Soligo e compagni lo accontentano e si lanciato all’assalto dei gialli. Che, però, non ci stanno a fare da comparsa e vogliono giocarsela. E se la giocano. Primo obiettivo impedire alla catena di sinistra dei lagunari, Garofalo-Marsura, di far danni come all’andata. Calapai con l’ausilio di Laner e Ambrosini entra bene in partita e svolge il suo compito. Ma il Venezia ha una forza d’urto enorme: al 3’ Zampano fuori di poco, tre minuti dopo miracolo di Manfredini su Geijo. Al 7’ tocca al Modena: cross di Calapai, torre di Schiavi in mezzo all’area dove si avventa Diop che anticipa Nolè, probabilmente meglio posizionato, mancando lo specchio della porta. Il Venezia non molla e al 18’ su un’uscita sbagliata di Manfredini, Ambrosini respinge sulla linea una conclusione di Marsura. Ci prova Moreo, Diop risponde, attimi di tensione nel finale di tempo tra Garofalo, Diop e Fautario e Modena che torna negli spogliatoi forte di uno 0-0 meritato per la capacità di tenere il campo e di gestire anche bene il pallone in uscita. Nella ripresa stesso copione: Venezia a testa bassa e subito pericoloso con Moreo, pressione al massimo degli uomini di Inzaghi, ma il Modena c’è e non trema anche se concede troppe palle inattive agli uomini di Inzaghi. Al 79’ Diop controlla una gran pallone in area, ma entra in contatto con Cernuto e invoca un rigore che, però, Amoroso non concede. Ne chiede uno anche il Venezia per un fallo di mano nell’area gialloblù su una punizione di Garofalo. Capuano, che aveva inserito Remedi per Schiavi e Olivera per Laner, fa entrare anche Basso per Popescu.
Il Venezia cerca il forcing, centra un palo con Fabiano subentrato a Soligo, ci prova anche con Nicola Ferrari, ma al 90’ il risultato è ancora in parità. Al 91’ Olivera è spiazzato da un errore di Cernuto su un cross di Calapai e l’occasione sfuma. Siamo agli sgoccioli e su una punizione da destra arriva il castigo: Bentivoglio infila l’ennesimo pallone in area gialloblù per la testa di Geijo che si incunea tra Fautario e Remedi fulminando Manfredini e la missione impossible dei gialli.
@PaoloVp305 . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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