Signori, l’Azimut: ciao ciao Verona
di Fabio Rossi
PalaPanini in piedi: da domenica la semifinale con la Lube
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Avviso ai naviganti: Modena c’è, batte 3-1 Verona al PalaPanini in gara 3, sopravvive nei quarti ad una serie a dir poco “complicata” ed ora è lì, scampato il pericolo, con tutte le altre grandi, pronta a difendere quel triangolino tricolore che porta con orgoglio cucito al petto. Esattamente sette giorni dopo, il PalaPanini racconta tutta un’altra storia: festeggia l’Azimut, rinata a nuova vita, se ne torna in spogliatoio nello sconforto Verona, eliminata per il terzo anno di fila nei quarti alla bella. Destino crudele per i veneti, ma verdetto “onesto”, perché anche una Modena ancora alla ricerca di se stessa è nettamente superiore a una Calzedonia che la qualificazione l’ha gettata al vento in casa, in quel folle primo set perso in gara 2. Verona esce comunque a testa altissima, perché non si è fatta travolgere, come in tanti pensavano alla vigilia di gara 3, ma ha mostrato cuore e attributi, riaprendo la sfida sullo 0-2 e giocandosela fino al 18-17 in favore di Modena nel quarto set.
Verona da applausi, quindi, il che rende ancor più grandi i meriti di una Azimut capace di metterla sotto prima con due set perfetti o quasi e di rispedirla infine al mittente con un finale di quarto parziale degno di una finale scudetto.
BATTUTA E MURO
L’Azimut dimostra con i fatti che con il servizio che si ritrova può mettere in ginocchio chiunque: nella metà campo di Verona piovono ace come meteore dal cielo, saranno 11 alla fine, ma il dato straordinario è che tutti i componenti del sestetto si iscrivono al tiro a segno. Pazzesco. Ci sono poi buone notizie per coach Tubertini e arrivano dal muro, ben 9 quelli messi a referto. Se si pensa che Verona chiude il match con 0 (sì, zero, avete capito bene) ace e 3 soli muri, il 3-1 finale è alla fine anche generoso con gli ospiti.
TUTTI PER UNO....
In questa ennesima “gara senza ritorno” emerge l’eccezionalità di un gruppo che riesce sempre a trovare anche quello che non ... c’è: prendiamo i due centrali, Holt e Le Roux, cecchini in battuta, attenti a muro, ma inesistenti in attacco (1 su 10 per il francese, 4 su 12 per lo statunitense). “No problem”, perché Travica, che parte titolare in tutti i set, e Orduna, che gli dà respiro giocando, anche bene, palloni importanti, esaltano a turno il triangolo di palla alta: così Petric chiude con il 47% e 7 su 15, Vettori devasta Verona quando conta, cioè nel finale del match, e Ngapeth, super, anche se non ripete gara 2, basta e avanza per spiegare a tutti chi vincerà la partita alla fine.
DJURIC ESCE PRESTO
L’uscita di scena di Djuric nel primo set per problemi fisici è l’altra discriminante da “pollice verso” nei confronti di Verona: Stern che lo sostituisce, non demerita, ma senza l’opposto titolare è chiaro che Verona perde molte delle chance di poterla spuntare.
Kovacevic e Randazzzo fanno la voce grossa (50% per entrambi, ma sono un mezzo disastro in ricezione, con 9 ace subiti in due. Con numeri del genere, speranze di vittoria, meno di zero.
LA PARTITA
Momenti di una bella da aggiungere alla collezione delle “pietre miliari” del volley modenese.
Primo set che vede gli ospiti condurre fino al 13-12. Poi Modena dice “basta”. Ace di Holt, palla a Ngapeth, muro di Vettori (21-17) e i giochi sono fatti. Chiude Holt sul 25-21.
Set numero 2: Verona prova quel che può per invertire il trend e mette il naso avanti sul 12-11 (Vettori, out). Non basta, perché in battuta ci va Le Roux e addio equilibrio. Modena cambia passo e si stacca come e quando vuole. Mai un’emozione fin quando Travica affida ancora a Holt il compito di scrivere 25-19 e 2-0 sul tabellone elettronico.
Fosse l’Azimut di un anno fa basterebbe il terzo set per archiviare la pratica, ma questa Azimut ancora perfetta non è: pausa di riflessione in casa gialloblù, Verona spara tutto quello che le resta e accorcia (20-25, 1-2).
Bellissimo il parziale numero 4, perché Verona non vuole arrendersi. Ci pensa Vettori ad abbatterla letteralmente dalla linea dei 9 metri, 25-19, 3-1.
Verona da applausi, quindi, il che rende ancor più grandi i meriti di una Azimut capace di metterla sotto prima con due set perfetti o quasi e di rispedirla infine al mittente con un finale di quarto parziale degno di una finale scudetto.
BATTUTA E MURO
L’Azimut dimostra con i fatti che con il servizio che si ritrova può mettere in ginocchio chiunque: nella metà campo di Verona piovono ace come meteore dal cielo, saranno 11 alla fine, ma il dato straordinario è che tutti i componenti del sestetto si iscrivono al tiro a segno. Pazzesco. Ci sono poi buone notizie per coach Tubertini e arrivano dal muro, ben 9 quelli messi a referto. Se si pensa che Verona chiude il match con 0 (sì, zero, avete capito bene) ace e 3 soli muri, il 3-1 finale è alla fine anche generoso con gli ospiti.
TUTTI PER UNO....
In questa ennesima “gara senza ritorno” emerge l’eccezionalità di un gruppo che riesce sempre a trovare anche quello che non ... c’è: prendiamo i due centrali, Holt e Le Roux, cecchini in battuta, attenti a muro, ma inesistenti in attacco (1 su 10 per il francese, 4 su 12 per lo statunitense). “No problem”, perché Travica, che parte titolare in tutti i set, e Orduna, che gli dà respiro giocando, anche bene, palloni importanti, esaltano a turno il triangolo di palla alta: così Petric chiude con il 47% e 7 su 15, Vettori devasta Verona quando conta, cioè nel finale del match, e Ngapeth, super, anche se non ripete gara 2, basta e avanza per spiegare a tutti chi vincerà la partita alla fine.
DJURIC ESCE PRESTO
L’uscita di scena di Djuric nel primo set per problemi fisici è l’altra discriminante da “pollice verso” nei confronti di Verona: Stern che lo sostituisce, non demerita, ma senza l’opposto titolare è chiaro che Verona perde molte delle chance di poterla spuntare.
Kovacevic e Randazzzo fanno la voce grossa (50% per entrambi, ma sono un mezzo disastro in ricezione, con 9 ace subiti in due. Con numeri del genere, speranze di vittoria, meno di zero.
LA PARTITA
Momenti di una bella da aggiungere alla collezione delle “pietre miliari” del volley modenese.
Primo set che vede gli ospiti condurre fino al 13-12. Poi Modena dice “basta”. Ace di Holt, palla a Ngapeth, muro di Vettori (21-17) e i giochi sono fatti. Chiude Holt sul 25-21.
Set numero 2: Verona prova quel che può per invertire il trend e mette il naso avanti sul 12-11 (Vettori, out). Non basta, perché in battuta ci va Le Roux e addio equilibrio. Modena cambia passo e si stacca come e quando vuole. Mai un’emozione fin quando Travica affida ancora a Holt il compito di scrivere 25-19 e 2-0 sul tabellone elettronico.
Fosse l’Azimut di un anno fa basterebbe il terzo set per archiviare la pratica, ma questa Azimut ancora perfetta non è: pausa di riflessione in casa gialloblù, Verona spara tutto quello che le resta e accorcia (20-25, 1-2).
Bellissimo il parziale numero 4, perché Verona non vuole arrendersi. Ci pensa Vettori ad abbatterla letteralmente dalla linea dei 9 metri, 25-19, 3-1.
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