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Canarini attenti: il Padova attacca con la... difesa 

Canarini attenti: il Padova attacca con la... difesa 

I veneti hanno la miglior retroguardia non solo per gol subiti Brevi: «Ma i gialli sono cambiati e Capuano per me è ostico»

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Alla vigilia della sfida d’andata tra Padova e Modena, giocata il 29 ottobre all’Euganeo, l’avventura di Oscar Brevi sulla panchina dei biancoscudati era già ad un bivio, anzi, pareva più avviata verso l’esonero. Il successo per 1-0 contro i canarini, maturato grazie alla rete di Alfageme, stravolse lo scenario, perché da quel giorno il Padova iniziò a volare tenendo il passo del Venezia capolista. Non a caso la formazione veneta si trova al terzo posto a 9 giornate dal termine della stagione regolare, ad 8 punti dalla vetta ma ad appena uno dal secondo posto occupato dal Parma, piazzamento che garantirebbe l’accesso ai playoff saltando la prima fase. Sarà dunque un Padova voglioso di non fermare la propria corsa quello che domenica, alle 16,30, si presenterà al Braglia per provare a dare un nuovo dispiacere ad un Modena che, dal canto suo, si trova obbligato a rimettersi in marcia dopo essere ripiombato in zona playout. Lo spauracchio dei canarini sarà senza dubbio rappresentato dal parco attaccanti biancoscudato, giocatori anche di categoria superiore come Altinier, Neto Pereira, De Cenco e Alfageme. I numeri, però, dicono che la miglior arma d’attacco del Padova è la… difesa: sono infatti 22 le reti incassate in 29 gare, appena 3 nelle 10 del girone di ritorno. C’è di più: sono difensori il re degli assist, il brasiliano Emerson, è il vicecapocannoniere della squadra, quel Russo che ha messo a segno 7 reti grazie soprattutto al suo ruolo di rigorista. Di questo, ma anche della sfida con il Modena, ha parlato proprio ieri Brevi: «La squadra si sta confermando solida e rocciosa, ma non deve fermarsi. Non abbiamo una situazione tale da poter fare calcoli, il Venezia può permettersi un passo falso mentre per noi ogni partita è fondamentale. Il Modena ha cambiato marcia rispetto all’andata anche grazie al nuovo allenatore: ne ho viste parecchie di partite, è retrocesso dalla B e ha valori importanti. Ho avuto occasione di conoscere Capuano, è una persona preparata e un bravo allenatore, mi sta pure simpatico. Rivincite? Non ricordavo che a Rimini fosse stata l’ultima mia partita in panchina, ricordo invece che quando ero a Como non riuscimmo a vincere con la sua Paganese. Così fu promosso il Verona».
Marco Costanzini

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