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Cannavaro, parole  al miele per Berardi «Mi ricorda Cavani» 

Cannavaro, parole  al miele per Berardi «Mi ricorda Cavani» 

Il capitano del Sassuolo: «Hanno la stessa fame di gol Acerbi è proprio un leone, Di Francesco un maestro»

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Berardi in crisi? Il gioiello neroverde può consolarsi con le parole di miele che ha speso per lui Paolo Cannavaro: in un’intervista originale, con tanto di prova canora, il difensore napoletano s’è raccontato alla trasmissione Nero e Verde, in onda su Tele Reggio, e ha dimostrato di avere come sempre le idee chiare.
IL MISTER “Di Francesco - spiega Cannavaro - è un allenatore che ti convince. Ti entra nella testa e ti dà quelle poche indicazioni che realmente ti servono per far meglio in campo. E’ un istruttore e nel calcio gli allenatori dovrebbero essere tutti come lui”.
IL LEONE “Acerbi è un ragazzo che è ritornato in modo devastante, per è stato una grande sorpresa. Il soprannome “Leone” è azzeccatissimo per lui, ha una forza interiore enorme. Ci sta insegnando tanto e può insegnare tanto, in particolare ai giovani”.
COME CAVANI “Quello che ho visto in Berardi l’ho visto in un solo giocatore in carriera, in Cavani, per la voglia e il desiderio che ha di fare gol quando arriva davanti alla porta, sia in partita che in allenamento. È forte di testa ed è quello che lo porterà in una grande squadra e a vincere tanto in carriera”.
GIOVANI “Ora le società si stanno svegliando. Si deve dare ai giovani italiani fiducia e la possibilità di crescere, cosa che per tanti anni non è stata fatta: solo così possono arrivare i nuovi Nesta, Buffon, Cannavaro. Ora il nostro campionato sta intraprendendo la strada giusta”.
ESTERO “Io dico sempre che sto vivendo un’esperienza calcistica all’estero, perché dal punto di vista della cultura sportiva per me è così. I vecchietti che in bicicletta arrivano per vedere l’allenamento, l’applauso spontaneo per una giocata nella partitella: sono tutte cose che in Italia non siamo abituati a conoscere. In Italia si sente soltanto di tifosi che vanno agli allenamenti per protestare o minacciare: per questo dico che qui mi sento all’estero”.
Giacomo Gullo

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