tennis: torneo di indian wells
Finale femminile tutta russa C’è la sfida Kuznetsova-Vesnina
di Paolo Rossi
INDIAN WELLS (Usa). La California spera di avere in chiusura un gran derby tra Federer e Wawrinka (forse più della Svizzera stessa) ma, intanto, a Indian Wells si ritrovano con un’altra sfida per il...
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INDIAN WELLS (Usa). La California spera di avere in chiusura un gran derby tra Federer e Wawrinka (forse più della Svizzera stessa) ma, intanto, a Indian Wells si ritrovano con un’altra sfida per il titolo, anche inedita per certi versi: quella femminile tra Svetlana Kuznetsova ed Elena Vesnina. Due russe contro (l’ultima volta s’era verificata undici anni fa: Sharapova-Dementieva), e per qualunque delle due prevalga sarà la prima volta. Per la Vesnina un assoluto debutto in finale, mentre la Kuznetsova ha sfiorato il titolo nel 2007 e nel 2008, ma non è mai riuscita a sollevare il trofeo di Indian Wells.
Sono amiche, ma non oggi. In semifinale la Kuznetsova ha prevalso sulla Pliskova con un doppio tie-break: “Sveta”, a quasi 32 anni (a giugno) s’è scrollata di dosso gli infortuni e i dubbi, e sta vivendo una seconda giovinezza. Aveva già dato segno di sé nel finale di stagione del 2016, e ha confermato il trend in questo inizio di 2017. Il suo exploit potrà in qualche maniera addolcire i pensieri di Roberta Vinci, che proprio contro di lei ha perso nel deserto californiano, e al terzo set. Oggi la Kuznetsova ha recuperato le gambe e la sua tattica migliore, quella difensiva, e così si è liberata della ceca, giocatrice sempre imprevedibile.
La Vesnina invece ha domato una Mladenovic non nella sua migliore giornata. È finita 6-3 6-4, e per la russa sarà la prima finale Wta dopo undici mesi: per arrivarci ha superato gente come Kerber e Venus Williams. «Alla fine ho avuto qualche problema perché la francese ha iniziato a giocare a braccio sciolto e mi ha messo molta pressione, io ho provato a restare calma e concentrata, punto dopo punto».
Sarà di certo una finale tra ‘vecchiette’: insieme le due ragazza dell’Armata Russa fanno infatti sessantuno anni, ed è una conferma ulteriore che al momento le giovani generazioni devo studiare, per essere competitive . «Sono già arrivata in finale dieci anni fa, splendido riprovarci di nuovo» ha detto la Kuznetsova. «Conosco Elena sin da quando avevamo dodici anni, giocavamo spesso a Sochi, in Russia. Mi aspetto un match complicato perché lei ha fatto un gran lavoro, è molto migliorata». La Vesnina, qualche anno fa, era nota soltanto per essere una buona doppista, insieme alla Makarova. In un certo qual modo ha fatto un percorso simile a quello di Sara Errani e Roberta Vinci, che hanno usato il doppio come volano per le loro carriere (discorso che vale anche per la Makarova, diventata assolutamente competitiva anche in singolare).
Difficile fare un pronostico, di sicuro si affrontano una specialista di smash e volèe e una grande passatrice da fondo campo, capace però anche di smorzate assassine e (rare) discese a rete improvvise. Nonostante si conoscano da quando erano teenagers, le due ragazze si sono affrontate solo due volte nel circuito, e il bilancio è in perfetta parità, una vittoria a testa. La prima volta fu a Dubai, 2009, e lì vinse la Vesnina. La rivincita avvenne nel 2014 a Oeiras. Si capisce quanto questi precedenti siano datati dagli anni, e come oggi sia tutto cambiato. Le due tenniste sono entrambe in fiducia, e probabilmente saranno i dettagli a fare la differenza stasera alle 20 italiane (diretta televisiva su Supertennis). Se proprio qualcuno volesse scommettere, forse dovrebbe ricordarsi che comunque la Kuznetsova ha nel palmares due titoli del Grande Slam, e dunque una maggiore esperienza.
Sono amiche, ma non oggi. In semifinale la Kuznetsova ha prevalso sulla Pliskova con un doppio tie-break: “Sveta”, a quasi 32 anni (a giugno) s’è scrollata di dosso gli infortuni e i dubbi, e sta vivendo una seconda giovinezza. Aveva già dato segno di sé nel finale di stagione del 2016, e ha confermato il trend in questo inizio di 2017. Il suo exploit potrà in qualche maniera addolcire i pensieri di Roberta Vinci, che proprio contro di lei ha perso nel deserto californiano, e al terzo set. Oggi la Kuznetsova ha recuperato le gambe e la sua tattica migliore, quella difensiva, e così si è liberata della ceca, giocatrice sempre imprevedibile.
La Vesnina invece ha domato una Mladenovic non nella sua migliore giornata. È finita 6-3 6-4, e per la russa sarà la prima finale Wta dopo undici mesi: per arrivarci ha superato gente come Kerber e Venus Williams. «Alla fine ho avuto qualche problema perché la francese ha iniziato a giocare a braccio sciolto e mi ha messo molta pressione, io ho provato a restare calma e concentrata, punto dopo punto».
Sarà di certo una finale tra ‘vecchiette’: insieme le due ragazza dell’Armata Russa fanno infatti sessantuno anni, ed è una conferma ulteriore che al momento le giovani generazioni devo studiare, per essere competitive . «Sono già arrivata in finale dieci anni fa, splendido riprovarci di nuovo» ha detto la Kuznetsova. «Conosco Elena sin da quando avevamo dodici anni, giocavamo spesso a Sochi, in Russia. Mi aspetto un match complicato perché lei ha fatto un gran lavoro, è molto migliorata». La Vesnina, qualche anno fa, era nota soltanto per essere una buona doppista, insieme alla Makarova. In un certo qual modo ha fatto un percorso simile a quello di Sara Errani e Roberta Vinci, che hanno usato il doppio come volano per le loro carriere (discorso che vale anche per la Makarova, diventata assolutamente competitiva anche in singolare).
Difficile fare un pronostico, di sicuro si affrontano una specialista di smash e volèe e una grande passatrice da fondo campo, capace però anche di smorzate assassine e (rare) discese a rete improvvise. Nonostante si conoscano da quando erano teenagers, le due ragazze si sono affrontate solo due volte nel circuito, e il bilancio è in perfetta parità, una vittoria a testa. La prima volta fu a Dubai, 2009, e lì vinse la Vesnina. La rivincita avvenne nel 2014 a Oeiras. Si capisce quanto questi precedenti siano datati dagli anni, e come oggi sia tutto cambiato. Le due tenniste sono entrambe in fiducia, e probabilmente saranno i dettagli a fare la differenza stasera alle 20 italiane (diretta televisiva su Supertennis). Se proprio qualcuno volesse scommettere, forse dovrebbe ricordarsi che comunque la Kuznetsova ha nel palmares due titoli del Grande Slam, e dunque una maggiore esperienza.
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