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Basta un gol per mettere i gialli ko 

Già dieci sconfitte su 15 per 1-0. L’anemia dell’attacco resta il vero problema

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Per un punto Martin perse la cappa. Anche il Modena spesso ha fatto come il Martino del famoso detto popolare, cioè ha perso non la cappa, ma la partita, per un punto, inteso ovviamente come gol. Troppe volte infatti è bastato un solo punto, un misero golletto, segnato dagli avversari, per condannare i gialli alla sconfitta. Soprattutto perché al Modena, un altrettanto misero golletto almeno per pareggiare, quasi mai è riuscito. Finora i gialli sono andati in svantaggio per primi in 17 gare e solo quattro volte hanno centrato una rimonta: a San Benedetto Basso ha firmato l’1-1 dopo la rete dei marchigiani, mentre con il Teramo, sia all’andata che nel ritorno, il Modena ha saputo risalire dallo 0-1 iniziale al 2-1 finale, idem contro l’Ancona al Braglia. Nelle altre tredici occasioni invece il vantaggio degli avversari è diventato una condanna. Un ripetersi di situazioni negative che lo stesso Capuano domenica dopo la sconfitta con il Padova ha sottolineato: “Perdiamo sempre per 0-1” - ha commentato sconsolato. Non sempre con quel punteggio, per la verità, ma quasi… Soprattutto troppe volte i canarini perdono per un solo gol di scarto: è già successo in 12 sconfitte sulle 15 complessive. E Capuano non ha sbagliato di tanto con la sua frase, visto che 0-1 è stato il risultato finale di ben dieci partite dei gialli, dieci su trenta, cioè un terzo. Solo a Parma (1-3), Santarcangelo (0-2) e in casa con il Pordenone (0-2) il punteggio finale è stato numericamente più pesante per il Modena. Insomma, se fanno gol per primi gli avversari, c’è sempre da tremare perché statisticamente quel vantaggio iniziale prelude a una probabile sconfitta. Almeno così è andata finora. Quali le cause? La principale rimanda ovviamente a quello che Capuano, oltre che l’andamento stesso del campionato, ha indicato come il più serio problema di questa squadra, cioè la grande difficoltà a segnare quei punti che servono a non perdere… la cappa e le partite. Un problema facilmente prevedibile, tanto che l’allenatore nel dopo-Padova aveva detto: “Lo sapevo già dal 31 gennaio”. Cioè dalla fine del mercato invernale, dal quale, è noto, si aspettava anche un altro attaccante.
Claudio Romiti

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