Travica: «Io e Orduna ci stimiamo»
Volley Azimut. Il regista ospite di “Barba e Capelli”: «Quando entra uno di noi lo fa sempre in modo positivo»
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Dragan Travica ha avuto un grande impatto nell'Azimut, dopo il suo arrivo a sorpresa alla vigilia dei playoff. Dopo un inizio di stagione trascorso in Iran e due mesi fermo in attesa di una chiamata, il palleggiatore si è messo a disposizione di Tubertini con umiltà e dedizione prendendosi Modena, trascinandola in semifinale scudetto. Travica ha parlato di tutti i temi caldi ieri sera, ospite della puntata di “Barba e Capelli” andata in onda su Trc.
UN'OCCASIONE SPRECATA
Ovviamente non si poteva non partire da gara 1. «Ce la siamo giocata alla pari domenica, anzi ad un certo punto avevamo il pallino del match in mano. Ma il volley, come sempre, insegna che bisogna sempre stare sul pezzo. Ci siamo bloccati in momento decisivo del match, ci siamo incastrati sulle battute di Cester. Ma siamo consapevoli che gli abbiamo messo un pensiero in testa, anche se a questi livelli le occasioni vanno sfruttate. Abbiamo visto una Lube sottotono rispetto all'ultimo mese. Anche noi, però, abbiamo commesso errori, non riuscendo ancora ad esprimerci al meglio. Dobbiamo mettergli il fiato sul collo e fargli perdere fiducia».
CHAMPIONS E TUBERTINI
Domani per l'Azimut la decisiva sfida di Champions. «Resovia ha sempre delle squadre complete con una panchina lunga. Vincere là è stata un'impresa. Dovremo stare attenti domani, è una gara di Champions e può succedere sempre di tutto. Bastano due ore a bomba per guadagnare il golden set. La Champions penso sia la manifestazione più bella, ti confronti con grandi squadre. Partecipare alla Final Four organizzata in Italia sarebbe una emozione in più». Capitolo allenatore. «“Tubo” è una grandissima persona. Ha tantissime competenze tecniche, ha una marcia in più. Inoltre conosce benissimo l'ambiente di Modena. Ha un grande cuore, e in certi gruppi questa cosa può dare un qualcosa in più. Per esempio Modena, l'anno scorso, con Lorenzetti al comando era perfetta, lui era la chiave».
NGAPETH E ORDUNA
Travica passa poi dei suoi nuovi compagni di squadra. «Io sono arrivo in un momento delicato, ma posso dire che lo spogliatoio è sanissimo, c'è una bellissima energia ed atmosfera. Tecnicamente credo si possa fare meglio, ci sono però ancora tante partite per crescere. Ngapeth è una goduria, è il classico giocatore a cui dai la palla a prescindere. C'è anche l'altra faccia della medaglia, ovvero che rischi di mettere fuori gli altri attaccanti che sono tutti fortissimi se servo molto il francese. Se siamo tutti in giornata per noi è facile fare risultato, sappiamo che Ngapeth non può vincere da solo. Io e Orduna ci stimiamo. Lui ha delle bellissime mani, si allena tantissimo. Io posso dare qualcos'altro alla squadra a livello di centimetri e altre cose. Abbiamo talmente tanto rispetto per noi e per la squadra che quando uno entra è sempre positivo».
TRA PRESENTE E FUTURO
Il palleggiatore conclude analizzando il suo presente ed il suo futuro. «Adesso mi faccio abbastanza schifo tecnicamente parlando. Credo di poter dare molto di più. Ma due mesi senza toccare la palla incidono parecchio. Però mi sono aggrappato all'esperienza e alla mia voglia di giocare in queste settimane. Avevo proprio voglia di tornare a giocare a pallavolo. Il prossimo anno voglio tornare a giocare in Italia. Se rimarrei a Modena? Assolutamente si, ci mancherebbe. Però non ci sto pensando, tutto passa dal presente e il futuro lo scopri vivendo. Io ho tanti sogni nella mia testa. Ma sono maturo, so che è bellissimo sognare, ma la cosa importante è solo lavorare e fare bene».
Francesco Cottafava
UN'OCCASIONE SPRECATA
Ovviamente non si poteva non partire da gara 1. «Ce la siamo giocata alla pari domenica, anzi ad un certo punto avevamo il pallino del match in mano. Ma il volley, come sempre, insegna che bisogna sempre stare sul pezzo. Ci siamo bloccati in momento decisivo del match, ci siamo incastrati sulle battute di Cester. Ma siamo consapevoli che gli abbiamo messo un pensiero in testa, anche se a questi livelli le occasioni vanno sfruttate. Abbiamo visto una Lube sottotono rispetto all'ultimo mese. Anche noi, però, abbiamo commesso errori, non riuscendo ancora ad esprimerci al meglio. Dobbiamo mettergli il fiato sul collo e fargli perdere fiducia».
CHAMPIONS E TUBERTINI
Domani per l'Azimut la decisiva sfida di Champions. «Resovia ha sempre delle squadre complete con una panchina lunga. Vincere là è stata un'impresa. Dovremo stare attenti domani, è una gara di Champions e può succedere sempre di tutto. Bastano due ore a bomba per guadagnare il golden set. La Champions penso sia la manifestazione più bella, ti confronti con grandi squadre. Partecipare alla Final Four organizzata in Italia sarebbe una emozione in più». Capitolo allenatore. «“Tubo” è una grandissima persona. Ha tantissime competenze tecniche, ha una marcia in più. Inoltre conosce benissimo l'ambiente di Modena. Ha un grande cuore, e in certi gruppi questa cosa può dare un qualcosa in più. Per esempio Modena, l'anno scorso, con Lorenzetti al comando era perfetta, lui era la chiave».
NGAPETH E ORDUNA
Travica passa poi dei suoi nuovi compagni di squadra. «Io sono arrivo in un momento delicato, ma posso dire che lo spogliatoio è sanissimo, c'è una bellissima energia ed atmosfera. Tecnicamente credo si possa fare meglio, ci sono però ancora tante partite per crescere. Ngapeth è una goduria, è il classico giocatore a cui dai la palla a prescindere. C'è anche l'altra faccia della medaglia, ovvero che rischi di mettere fuori gli altri attaccanti che sono tutti fortissimi se servo molto il francese. Se siamo tutti in giornata per noi è facile fare risultato, sappiamo che Ngapeth non può vincere da solo. Io e Orduna ci stimiamo. Lui ha delle bellissime mani, si allena tantissimo. Io posso dare qualcos'altro alla squadra a livello di centimetri e altre cose. Abbiamo talmente tanto rispetto per noi e per la squadra che quando uno entra è sempre positivo».
TRA PRESENTE E FUTURO
Il palleggiatore conclude analizzando il suo presente ed il suo futuro. «Adesso mi faccio abbastanza schifo tecnicamente parlando. Credo di poter dare molto di più. Ma due mesi senza toccare la palla incidono parecchio. Però mi sono aggrappato all'esperienza e alla mia voglia di giocare in queste settimane. Avevo proprio voglia di tornare a giocare a pallavolo. Il prossimo anno voglio tornare a giocare in Italia. Se rimarrei a Modena? Assolutamente si, ci mancherebbe. Però non ci sto pensando, tutto passa dal presente e il futuro lo scopri vivendo. Io ho tanti sogni nella mia testa. Ma sono maturo, so che è bellissimo sognare, ma la cosa importante è solo lavorare e fare bene».
Francesco Cottafava
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