L’Italia c’è ma con la Spagna sarà dura
di Alessandro Bernini
Dopo aver battuto l’Albania i ragazzi di Ventura attesi dal test con l’Olanda. Il vero obiettivo però è il match di settembre
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FIRENZE. «Sta nascendo un gruppo vero, possiamo fare qualcosa di importante». Forse ha ragione Giampiero Ventura, c’è qualcosa di intrigante nel suo progetto. Il bello è però anche il brutto: « “Sta nascendo” significa che non c’è ancora e l’Italia non ha tempo per aspettare. Qui ci si gioca la partecipazione a Russia 2018, mancarli sarebbe un fallimento.
Il bilancio. Gli azzurri lasciano Palermo con la prima vittoria “casalinga” della gestione Ventura (2-0, De Rossi su rigore e Immobile). Bene, perché certe partite nascondono trappole e scivolare significa precipitare. Poi però bisogna fare un’analisi più profonda. Qualche perplessità resta. Non tanto sugli uomini (i giocatori sono questi, non vediamo grandi esclusi) quanto sul gioco. Manovra spesso lenta, Candreva e Insigne quasi mai isolati per l’uno contro uno, poca profondità, anche una convivenza Belotti-Immobile non così naturale. La speranza di vedere un’Italia spumeggiante è presto naufragata. Abbiamo vinto perché comunque oggi tra Italia e Albania ci sono sempre due se non tre categorie a livello di qualità dei giocatori. Ma in un contesto di squadra, questo dislivello si è un po’ perso. Questo non significa che Ventura non deve battere la sua strada. Il 4-2-4 è affascinante, dopotutto anche il suo predecessore Antonio Conte ci ha pensato spesso. L’importante è creare un impianto di gioco solido. Contro la Spagna non potremo essere così spenti in attacco lasciando oltretutto Verratti e De Rossi soli davanti alla difesa. Perché altrimenti quelli ci tagliano a fette.
Parla Buffon. Quella di venerdì è stata una serata storica per Gigi Buffon. Partita numero 1000 in carriera, porta imbattuta e squadra vincente. Meglio di così... «Abbiamo rischiato in tre o quattro situazioni. Fortunatamente, non abbiamo pagato dazio. Per alcuni questa era una gara da vincere facilmente, ma chi conosce il calcio sa che non ci sono partite semplici e loro sono in grande ascesa. Proprio perché conosco il calcio, guardo gli altri portieri perché non si finisce mai di imparare. Non perché ho raggiunto quasi la fine della mia carriera devo smettere di aggiornarmi». Buffon ha anche parlato della sospensione del match per il lancio di petardi e fumogeni: «È stata una partita corretta. Poi c’è sempre uno sparuto gruppo di 50 o 100 persone che vogliono salire alla ribalta e farci vedere che sono incivili. Ma non mi sono spaventato, sono cose che succedono».
Immobile felice. Soddisfatto anche Ciro Immobile, l’autore del gol che ha chiuso la sfida: «È stata una bella partita. Ho la fiducia del mister e questo mi permette di giocare concentrato al massimo».
E ora l’Olanda. Weekend carico per gli azzurri. Che martedì tornano in campo, stavolta ad Amsterdam contro l’Olanda (ore 20.45). Ventura, che venerdì non ha effettuato neanche una sostituzione, prepara una rivoluzione. Per dare spazio a tutti e anche per far felici le big del nostro campionato, che non vedranno spremuti i loro giocatori. Ci sarà dunque spazio per Donnarumma, Darmian, Parolo, Gagliardini, Eder e anche il 4-2-4 potrebbe lasciar spazio al 4-3-3.
Barzagli a casa. Sicuramente sarà assente Andrea Barzagli che ha lasciato il ritiro per motivi personali. Quasi certamente comunque non avrebbe giocato.
L’Olanda è in crisi, la nazionale sembra entrata in un tunnel buio e senza fine. Ma in casa loro è sempre bene andarci con un’armatura solida, considerando che l’Italia nelle amichevoli ha un andamento molto diverso da quello delle partite ufficiali: nelle qualificazioni mondiali ed europee non perde dal 2007, nelle sfide senza punti l’ultimo ko è curiosamente ancora con la Francia nello scorso settembre, per giunta in casa.
Amichevoli o no, in ogni caso le brutte figure internazionali non piacciono a nessuno. E anzi l’Italia oggi ha bisogno di alzare ancora un po’ l’asticella della sua credibilità.
Il bilancio. Gli azzurri lasciano Palermo con la prima vittoria “casalinga” della gestione Ventura (2-0, De Rossi su rigore e Immobile). Bene, perché certe partite nascondono trappole e scivolare significa precipitare. Poi però bisogna fare un’analisi più profonda. Qualche perplessità resta. Non tanto sugli uomini (i giocatori sono questi, non vediamo grandi esclusi) quanto sul gioco. Manovra spesso lenta, Candreva e Insigne quasi mai isolati per l’uno contro uno, poca profondità, anche una convivenza Belotti-Immobile non così naturale. La speranza di vedere un’Italia spumeggiante è presto naufragata. Abbiamo vinto perché comunque oggi tra Italia e Albania ci sono sempre due se non tre categorie a livello di qualità dei giocatori. Ma in un contesto di squadra, questo dislivello si è un po’ perso. Questo non significa che Ventura non deve battere la sua strada. Il 4-2-4 è affascinante, dopotutto anche il suo predecessore Antonio Conte ci ha pensato spesso. L’importante è creare un impianto di gioco solido. Contro la Spagna non potremo essere così spenti in attacco lasciando oltretutto Verratti e De Rossi soli davanti alla difesa. Perché altrimenti quelli ci tagliano a fette.
Parla Buffon. Quella di venerdì è stata una serata storica per Gigi Buffon. Partita numero 1000 in carriera, porta imbattuta e squadra vincente. Meglio di così... «Abbiamo rischiato in tre o quattro situazioni. Fortunatamente, non abbiamo pagato dazio. Per alcuni questa era una gara da vincere facilmente, ma chi conosce il calcio sa che non ci sono partite semplici e loro sono in grande ascesa. Proprio perché conosco il calcio, guardo gli altri portieri perché non si finisce mai di imparare. Non perché ho raggiunto quasi la fine della mia carriera devo smettere di aggiornarmi». Buffon ha anche parlato della sospensione del match per il lancio di petardi e fumogeni: «È stata una partita corretta. Poi c’è sempre uno sparuto gruppo di 50 o 100 persone che vogliono salire alla ribalta e farci vedere che sono incivili. Ma non mi sono spaventato, sono cose che succedono».
Immobile felice. Soddisfatto anche Ciro Immobile, l’autore del gol che ha chiuso la sfida: «È stata una bella partita. Ho la fiducia del mister e questo mi permette di giocare concentrato al massimo».
E ora l’Olanda. Weekend carico per gli azzurri. Che martedì tornano in campo, stavolta ad Amsterdam contro l’Olanda (ore 20.45). Ventura, che venerdì non ha effettuato neanche una sostituzione, prepara una rivoluzione. Per dare spazio a tutti e anche per far felici le big del nostro campionato, che non vedranno spremuti i loro giocatori. Ci sarà dunque spazio per Donnarumma, Darmian, Parolo, Gagliardini, Eder e anche il 4-2-4 potrebbe lasciar spazio al 4-3-3.
Barzagli a casa. Sicuramente sarà assente Andrea Barzagli che ha lasciato il ritiro per motivi personali. Quasi certamente comunque non avrebbe giocato.
L’Olanda è in crisi, la nazionale sembra entrata in un tunnel buio e senza fine. Ma in casa loro è sempre bene andarci con un’armatura solida, considerando che l’Italia nelle amichevoli ha un andamento molto diverso da quello delle partite ufficiali: nelle qualificazioni mondiali ed europee non perde dal 2007, nelle sfide senza punti l’ultimo ko è curiosamente ancora con la Francia nello scorso settembre, per giunta in casa.
Amichevoli o no, in ogni caso le brutte figure internazionali non piacciono a nessuno. E anzi l’Italia oggi ha bisogno di alzare ancora un po’ l’asticella della sua credibilità.
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