Di nuovo le campane a festa dopo 553 giorni
Tifosi in piazza a Maranello. Il sindaco Morini: «Vettel parla in italiano del nostro comune: stupendo»
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MARANELLO. A Maranello sono tornate a suonare le campane, dopo la vittoria conquistata della Ferrari al Gran Premio d’Australia, prima gara del Mondiale di F.1.
Grande soddisfazione a Maranello, dove l’Auditorium Enzo Ferrari era pieno di tifosi, che hanno esultato ed applaudito a lungo Sebastian Vettel e Kimmi Raikkonen.
Il primo brivido lo hanno vissuto quando Vettel è rientrato ai box, per il primo ed unico cambio gomme. Il forte pilota della Ferrari è riuscito, anche grazie all’ottimo lavoro del team, a rientrare in pista davanti alla Mercedes di Luis Hamilton. «Sono felice di questa vittoria - ha sottolineato l’Ing. Mauro Forghieri - perché evidenzia il grande lavoro svolto dalla squadra».
«E’ stata una vittoria molto bella – ha commentato Massimiliano Morini, Sindaco di Maranello - Una grande soddisfazione, perché frutto del lavoro svolto in Ferrari. È stata una vittoria tecnica, di potere, da parte del nostro cavallino. Ritengo che questo sia un ottimo inizio di stagione, che non può far altro che far sperare in una grande stagione di F.1. La Ferrari ha vinto per merito, non per un errore altri e questo è importante».
Don Paolo Monelli non era questa mattina a Maranello, ma è bastata una sua telefonata per dare le necessarie indicazioni e far di nuovo suonare le campane, come da tradizione, nella città del Cavallino, dopo 553 giorni di astinenza dalla vittoria nel Gran Premio di Singapore del 20 settembre 2015. Intorno alle nove del mattino, poco dopo il taglio del traguardo, dunque, i 248 tifosi Ferrari che hanno assiepato già da prima delle sette l'auditorium - dove era trasmessa in diretta la gara di F1 in Australia - hanno potuto esultare accompagnati dai rintocchi della vittoria, come racconta il sindaco, Massimiliano Morini: «Che bello ascoltare Vettel in tv mentre parla di Maranello, in italiano peraltro. Sono elementi positivi, di attaccamento al territorio. È stato bellissimo, l'inizio di un percorso che tutta la città sognava. Anche tra i tecnici, per esempio, abbiamo visto tanti italiani, perché il presidente ha deciso così. Ed è un aspetto molto positivo».
Edda Ansaloni
Grande soddisfazione a Maranello, dove l’Auditorium Enzo Ferrari era pieno di tifosi, che hanno esultato ed applaudito a lungo Sebastian Vettel e Kimmi Raikkonen.
Il primo brivido lo hanno vissuto quando Vettel è rientrato ai box, per il primo ed unico cambio gomme. Il forte pilota della Ferrari è riuscito, anche grazie all’ottimo lavoro del team, a rientrare in pista davanti alla Mercedes di Luis Hamilton. «Sono felice di questa vittoria - ha sottolineato l’Ing. Mauro Forghieri - perché evidenzia il grande lavoro svolto dalla squadra».
«E’ stata una vittoria molto bella – ha commentato Massimiliano Morini, Sindaco di Maranello - Una grande soddisfazione, perché frutto del lavoro svolto in Ferrari. È stata una vittoria tecnica, di potere, da parte del nostro cavallino. Ritengo che questo sia un ottimo inizio di stagione, che non può far altro che far sperare in una grande stagione di F.1. La Ferrari ha vinto per merito, non per un errore altri e questo è importante».
Don Paolo Monelli non era questa mattina a Maranello, ma è bastata una sua telefonata per dare le necessarie indicazioni e far di nuovo suonare le campane, come da tradizione, nella città del Cavallino, dopo 553 giorni di astinenza dalla vittoria nel Gran Premio di Singapore del 20 settembre 2015. Intorno alle nove del mattino, poco dopo il taglio del traguardo, dunque, i 248 tifosi Ferrari che hanno assiepato già da prima delle sette l'auditorium - dove era trasmessa in diretta la gara di F1 in Australia - hanno potuto esultare accompagnati dai rintocchi della vittoria, come racconta il sindaco, Massimiliano Morini: «Che bello ascoltare Vettel in tv mentre parla di Maranello, in italiano peraltro. Sono elementi positivi, di attaccamento al territorio. È stato bellissimo, l'inizio di un percorso che tutta la città sognava. Anche tra i tecnici, per esempio, abbiamo visto tanti italiani, perché il presidente ha deciso così. Ed è un aspetto molto positivo».
Edda Ansaloni
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