Tubertini: «Con tre schiacciatori così il nostro livello sale»
di Davide Ferrari
Il tecnico: «Il passaggio del turno contro i polacchi è stato l’ingresso in questo bel salone delle feste»
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Volto tirato ma soddisfatto a fine gara per il tecnico dell’Azimut Lorenzo Tubertini.
«In questo momento c’è molta gioia. Vincere una partita così è tanta roba perché siamo partiti un mese fa che faticavamo a rimanere in campo per un po’ di tempo concentrati e lucidi, oggi invece abbiamo dimostrato di sapere restare in partita per due ore alla pari contro un avversario molto forte. Sono molto contento e soddisfatto, devo dire bravi ai ragazzi che hanno avuto fiducia nelle cose che ci siamo detti e in quello che abbiamo preparato, mi stanno ripagando con una grande gioia».
Una gara nella quale Modena ha giocato da squadra: «Quando cominciamo ad avere i tre schiacciatori che girano come oggi - commenta Tubertini - siamo più tranquilli con il cambio palla, possiamo stare nella fase break con meno stress, e il livello inevitabilmente si alza. Il gruppo ha dimostrato di saper stare in campo anche quando non tutti gli elementi riuscivano a rendere al meglio, però è ovvio che il livello sta crescendo, la squadra lo sente, e ha dimostrato di volere continuare questo percorso da protagonista».
Una vittoria che dà un altro segnale importante in un periodo di partite decisive, e nella quale Modena si è dimostrata in grado di avere la meglio nei delicatissimi punto a punto di fine set: «Ho chiesto a inizio settimana ai ragazzi il passaggio in Champions per entrare in questo “salone delle feste”, un salone in cui entrare liberi e col gusto di stare in campo come meglio sappiamo fare. Devo ringraziare tutta la squadra per come si è espressa. Oggi abbiamo tenuto un buonissimo cambio palla, che ci ha permesso di rimanere nel match anche su palloni difficili. Sappiamo di avere i giocatori capaci di risolvere anche situazioni complicate, tutti stasera hanno dimostrato di sapere restare nella partita sempre con grande lucidità e con la pazienza di aspettare il punto giusto per chiudere la partita».
L’ultima battuta è per gli occhiali di Rossini, che ha giocato con le lenti protettive dopo una botta subita. Tubertini sorride: «L’ho visto comunque molto reattivo e sicuro, quindi se deve essere così vorrei mettere gli occhiali a tutti».
Analisi lucida per il tecnico della Lube Chicco Blengini: «Chi non si aspetta che le partite siano così tirate forse è la squadra che ha meno chance. Queste partite sono così, come saranno così quelle di Champions. Poi il risultato può essere favorevole all’una o all’altra squadra, ma l’intensità è questa. Sono due squadre costruite per arrivare in fondo in tutte le competizioni, che sanno benissimo che ai playoff si azzera tutto e si gioca su un ring, non su un campo di pallavolo. Quindi bisogna accettare questo livello di competizione, nel quale uno o due palloni fanno la differenza. Oggi Modena ha confermato una regolarità e un’importanza al servizio di un livello davvero unico, noi paradossalmente abbiamo retto addirittura meglio che in gara 1, ci è mancato qualcosa a muro. Bisogna mettersi nella testa che sarà così, punto a punto, vista la qualità delle squadre in ogni partita chi molla prima rischia di farsi sfuggire i set. Ora – conclude Blengini - credo che questi giorni in più di sosta serviranno un po’ a tutti, sia per un maggior recupero fisico, sia per sistemare alcune fasi di gioco».
«In questo momento c’è molta gioia. Vincere una partita così è tanta roba perché siamo partiti un mese fa che faticavamo a rimanere in campo per un po’ di tempo concentrati e lucidi, oggi invece abbiamo dimostrato di sapere restare in partita per due ore alla pari contro un avversario molto forte. Sono molto contento e soddisfatto, devo dire bravi ai ragazzi che hanno avuto fiducia nelle cose che ci siamo detti e in quello che abbiamo preparato, mi stanno ripagando con una grande gioia».
Una gara nella quale Modena ha giocato da squadra: «Quando cominciamo ad avere i tre schiacciatori che girano come oggi - commenta Tubertini - siamo più tranquilli con il cambio palla, possiamo stare nella fase break con meno stress, e il livello inevitabilmente si alza. Il gruppo ha dimostrato di saper stare in campo anche quando non tutti gli elementi riuscivano a rendere al meglio, però è ovvio che il livello sta crescendo, la squadra lo sente, e ha dimostrato di volere continuare questo percorso da protagonista».
Una vittoria che dà un altro segnale importante in un periodo di partite decisive, e nella quale Modena si è dimostrata in grado di avere la meglio nei delicatissimi punto a punto di fine set: «Ho chiesto a inizio settimana ai ragazzi il passaggio in Champions per entrare in questo “salone delle feste”, un salone in cui entrare liberi e col gusto di stare in campo come meglio sappiamo fare. Devo ringraziare tutta la squadra per come si è espressa. Oggi abbiamo tenuto un buonissimo cambio palla, che ci ha permesso di rimanere nel match anche su palloni difficili. Sappiamo di avere i giocatori capaci di risolvere anche situazioni complicate, tutti stasera hanno dimostrato di sapere restare nella partita sempre con grande lucidità e con la pazienza di aspettare il punto giusto per chiudere la partita».
L’ultima battuta è per gli occhiali di Rossini, che ha giocato con le lenti protettive dopo una botta subita. Tubertini sorride: «L’ho visto comunque molto reattivo e sicuro, quindi se deve essere così vorrei mettere gli occhiali a tutti».
Analisi lucida per il tecnico della Lube Chicco Blengini: «Chi non si aspetta che le partite siano così tirate forse è la squadra che ha meno chance. Queste partite sono così, come saranno così quelle di Champions. Poi il risultato può essere favorevole all’una o all’altra squadra, ma l’intensità è questa. Sono due squadre costruite per arrivare in fondo in tutte le competizioni, che sanno benissimo che ai playoff si azzera tutto e si gioca su un ring, non su un campo di pallavolo. Quindi bisogna accettare questo livello di competizione, nel quale uno o due palloni fanno la differenza. Oggi Modena ha confermato una regolarità e un’importanza al servizio di un livello davvero unico, noi paradossalmente abbiamo retto addirittura meglio che in gara 1, ci è mancato qualcosa a muro. Bisogna mettersi nella testa che sarà così, punto a punto, vista la qualità delle squadre in ogni partita chi molla prima rischia di farsi sfuggire i set. Ora – conclude Blengini - credo che questi giorni in più di sosta serviranno un po’ a tutti, sia per un maggior recupero fisico, sia per sistemare alcune fasi di gioco».
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