opinioni allo stabilimento del Cavallino
L’orgoglio degli operai «Speriamo sia davvero un nuovo inizio»
di Enrico Vincenzi
MIRANDOLA. Si respirava un'aria ricca di orgoglio, ieri mattina, a Maranello, presso lo stabilimento Ferrari. Sebastian Vettel ha riportato alla vittoria il marchio di Maranello dopo anni, dando...
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MIRANDOLA. Si respirava un'aria ricca di orgoglio, ieri mattina, a Maranello, presso lo stabilimento Ferrari. Sebastian Vettel ha riportato alla vittoria il marchio di Maranello dopo anni, dando apparentemente ragione alle mosse operate da Marchionne e risvegliando la gioia dei tifosi, che ieri hanno festeggiato per le vie del paese. Che il legame con Maranello sia molto forte, del resto, lo dimostrano le frasi pronunciate da Vettel dopo la vittoria: «Questa è per noim questa è per Maranello». Un posto speciale tra i tifosi della Ferrari lo occupano gli operai: il ritorno alla vittoria per il Cavallino ha infatti significato molto per loro, che hanno espresso sentimenti di orgoglio per l'appartenenza alla casa automobilistica maranellese. «Siamo emozionatissimi», dicono Fabrizio Caiazzo, Mariano Bonfatti ed Andrea Soffianti. «Lavoro qui da quando avevo i capelli», dice orgoglioso Fabrizio, che, insieme ai suoi colleghi, puntualizza che fa «parte della squadra di là», alludendo a quella che si occupa delle corse. «Finalmente siamo tornati in alto», commenta Francesco Muzzupappa al rientro in fabbrica. «Spero che quest'anno faremo un gran campionato, sono molto fiero», dice Filippo D'Amico, che lavora alla carrozzeria. Filippo non è certo l'unico ad esprimere speranza per un ritorno in auge del nome Ferrari dal punto di vista sportivo: «Speriamo sia un inizio, visto che ne abbiamo bisogno, dopo anni», dice Caiazzo. Oltre all'orgoglio, infatti, era ben presente nei lavoratori della Ferrari un senso di sollievo, di rinnovata speranza. «Era ora», sono state parole pronunciate da molti. Tra di loro c'è Massimiliano Lìcari: «Finalmente, ci voleva», esclama all'uscita dallo stabilimento. «Dopo la vittoria ci si sente bene» dice Francesco Landi. Secondo lui, «ci voleva il cambiamento in società, ci voleva la vittoria, anche per essere un po' più contenti, come lavoratori, sia per l'orgoglio che per le vendite». Qualcuno ha ironizzato sul fatto che la vittoria mancasse da tempo: «È stata un'esperienza nuova, da dieci anni a questa parte», dice Aldo Belli.
Nel frattempo, anche in paese l'entusiasmo è vivo e vegeto, tanto che c'è chi vorrrebbe vedere maggiori celebrazioni dal punto di vista pubblico: «non ho visto una bandiera della Ferrari sventolare o esposta come alcuni anni fa - commenta Giovanni Ferrari -. Dopo tanti anni di astinenza ci vuole un poi di entusiasmo, anche solo per i turisti. Approfittimo delle occasioni positive per festeggiare». Che il turismo ne abbia guadagnato, secondo chi lavora nel settore, si può già vedere: «È molto bello essere tornati alla vittoria, è un sentimento che si vede anche nei clienti che vengono a fare i tour», ha detto una guida turistica.
Nel frattempo, anche in paese l'entusiasmo è vivo e vegeto, tanto che c'è chi vorrrebbe vedere maggiori celebrazioni dal punto di vista pubblico: «non ho visto una bandiera della Ferrari sventolare o esposta come alcuni anni fa - commenta Giovanni Ferrari -. Dopo tanti anni di astinenza ci vuole un poi di entusiasmo, anche solo per i turisti. Approfittimo delle occasioni positive per festeggiare». Che il turismo ne abbia guadagnato, secondo chi lavora nel settore, si può già vedere: «È molto bello essere tornati alla vittoria, è un sentimento che si vede anche nei clienti che vengono a fare i tour», ha detto una guida turistica.
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