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Carletti: «Mi alzavo alle 4 di mattina, ora vivo un sogno» 

Carletti: «Mi alzavo alle 4 di mattina, ora vivo un sogno» 

Il 20enne attaccante domenica scorsa ha esordito «Lavoravo sul camion, adesso imparo da Lasagna» 

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Domenica per Cristian Carletti è arrivato il momento dell’esordio o meglio del triplo esordio: nel Carpi, in serie B e più in generale tra i professionisti. Guai, però, a definire questo traguardo come un punto di arrivo: «Deve essere una nuova partenza – le parole dell’attaccante -, di certo è stato un pomeriggio indimenticabile. Forse si poteva anche fare meglio in quei venti minuti, ma va comunque bene così». Un primo assaggio per un giovane calciatore, classe 1996, che comunque ha già una curiosa carriera da raccontare: «Ho iniziato nella Cremonese fino alla Berretti e alla prima squadra. Con i “grandi” ho partecipato a qualche ritiro e poi un problema alla schiena mi ha chiuso le porte del Venezia. Da quel momento le cose sono andate meno bene, mi è stato impedito di passare in serie D e poi l’ultimo giorno del mercato estivo mi hanno telefonato per dirmi che avrei avuto due possibilità: o allenarmi in solitaria correndo intorno al campo o giocare in Eccellenza. Sono rimasto parecchio deluso dal trattamento, per questo ho pensato e poi deciso di smettere di giocare». Dunque la Terza categoria con gli amici dell’Ariete e il lavoro: «Prima in una ditta che noleggia automezzi, poi con mio padre che ha un’azienda di trasporti. Sveglia alle tre o alle quattro e partenza con lui per le varie destinazioni dove dovevo scaricare il camion. Alla sera era poi nuovamente il momento del calcio con i miei compagni». Il tutto prima della chiamata della Pergolettese: «Esatto. Mi è stata data una grande possibilità che mi ha permesso di essere qui a Carpi. Quando ho sentito dell’interesse di Romairone non ci volevo credere». Quindi la nuova avventura in biancorosso: «L’intensità è maggiore come è maggiore la qualità. Ho tanto da imparare da questi nuovi compagni e spero di ripagare l’affetto che ho ricevuto sin da subito dei tifosi». Tifosi che immediatamente hanno apprezzato pure il suo soprannome: “toro”. «Non saprei dire perché mi è stato dato, forse per le mie caratteristiche in campo. Mi ispiro a Belotti e mi piace sfruttare la profondità proprio come vuole la filosofia del Carpi. Anche per questo credo di essere arrivato nel posto giusto».
Enrico Ballotti

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