Lo strano destino di Manfredini: da capitano a riserva
Lo scorso anno in serie B diventò titolare e quasi salvò i gialli Capuano imbattuto al debutto grazie a lui, poi le incertezze
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Fine di un amore o semplice pausa di riflessione? La storia tra il Modena e Nicolò Manfredini, dopo quasi cinque anni di fedeltà, vive forse il suo vero momento di crisi, giunta ad un bivio che solo le ultime sette giornate di campionato potranno dire se coincida o meno con il capolinea. A certificarlo è stata la panchina a sorpresa del portiere ferrarese 28enne contro l’Albinoleffe, con la promozione di Marco Costantino nell’undici titolare; portiere, quest’ultimo, che di Manfredini è conterraneo, amico e compagno di allenamenti da ormai quattro anni, fatta eccezione per la parentesi vissuta alla Torres, e che improvvisamente si ritrova a vivere a ruoli invertiti quello che accadde proprio al suo collega nella passata stagione. Parlando di “difficoltà nella gestione delle ultime partite” e di “criteri meritocratici da applicare” nel dopogara di Bergamo, Ezio Capuano ha lasciato intendere che la scelta di Costantino potrebbe essere definitiva. Le incertezze palesate da Manfredini – erroraccio nel derby di andata con la Reggiana a parte – sono state tali da consigliare il rischio di giocarsi la salvezza accantonando chi aveva provato in tutti i modi a tenere a galla il Modena in serie B per puntare sul meno esperto Costantino, che a 25 anni ha appena 16 partite tra i “prof” a curriculum? Per Capuano è un rischio ponderato, che tra i tifosi trova favorevoli e contrari quasi in egual misura. A dare il responso sarà ora il campo, quello che a Bergamo ha sorriso a Costantino, graziandolo da un errore nel finale che sarebbe pesato come un macigno. Manfredini, intanto, assapora il gusto amaro di un destino mai così strano, di nuovo “dodicesimo” di un Modena che, proprio all’inizio di questa stagione, lo aveva visto diventare suo capitano. Ironia della sorte, la scelta di declassarlo è dello stesso tecnico al quale, con il rigore parato a San Benedetto del Tronto, aveva regalato un prezioso pareggio al debutto: quel giorno, allo stadio Riviera delle Palme, pur avendo dovuto cedere i gradi di capitano a Giorico si era di nuovo rivelato baluardo gialloblù, dando la sensazione che potesse iniziare anche per lui un nuovo campionato. Invece, quindici giornate dopo, è arrivata la panchina. (m.c.)
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