Il ritorno ad Ascoli: Castori sfida il cuore e il suo passato
Il mister marchigiano è un grandissimo tifoso bianconero e al Del Duca nel 2011 ha conquistato un’incredibile salvezza
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San Severino Marche e Ascoli distano un’ottantina di chilometri. Mister Castori ha impiegato 56 anni per percorrerli tutti, facendo tappa sulle panchine di mezza Italia: è il 2010 quando si siede finalmente su quella dei colori che tifa sin da bambino, quando il padre lo portava a vedere la squadra di Costantino Rozzi e di Carlo Mazzone, o quando scelse Renato Campanini, attaccante e capitano dell’Ascoli di quei tempi, per descrivere il proprio idolo nel tema in classe affidatogli dalla maestra.
In quel 4 novembre prende la squadra ultima in classifica in serie B e la porta alla salvezza a dispetto di sei punti di penalizzazione. Sembra l’inizio di un connubio felice e perfetto, ma l’Ascoli è una barchetta in mare aperto, a rischio di affondare ogni giorno sommerso dalle difficoltà societarie e dai punti di penalizzazione. Sono ben dieci quando glielo portano via, dopo una sconfitta con l’Albinoleffe, a un anno esatto dall’inizio della sua avventura. Da allora, Castori è tornato al Del Duca (dove non ha mai vinto da avversario) una sola volta, pareggiando col Varese. Poi più niente, anche se il filo con i colori bianconeri non si è mai spezzato, tanto che l’Ascoli lo cercò anche lo scorso maggio, dopo l’addio traumatico di Devis Mangia. Il tecnico marchigiano preferì rimanere a Carpi, «per continuare il progetto». Per professionalità, certo, ma anche per riconoscenza, visto che in biancorosso aveva potuto coronare il suo sogno, salendo dalla Terza categoria alla serie A. Nessuno, come lui, vanta panchine e vittorie in tutte le categorie del calcio italiano. Ma la sfida con l’Ascoli non è e non potrà essere una partita come le altre, anche perché c’è un derby nel derby: sabato, infatti, mister Castori incrocerà Gian Filippo Felicioli, difensore classe ’97.
Entrambi sono nati a San Severino, il primo vive a Tolentino, il secondo a Fluminata, a 30 km di distanza: «Mio padre ha anche giocato insieme a Castori – ha rivelato al Corriere Adriatico il baby bianconero – nel Pioraco in Prima categoria».
Storie intrecciate, come quelle tra lo stesso Castori e Alfredo Aglietti: sono tre i precedenti in partite ufficiali e tutti sorridono al tecnico bianconero, con tre vittorie e nessun gol subito. Finì così anche all’andata: 2-0 per l’Ascoli a firma Riccardo Orsolini, il ragazzino cresciuto in casa già finito tra le grinfie della Juventus. Allora ci fu il coro della curva ascolana in trasferta, questa volta ci sarà un intero Del Duca pronto ad abbracciarlo. Mister Castori ricambierà, poi per 90 minuti penserà solo al Carpi e ai tre preziosissimi punti in palio.
Fabio Garagnani
In quel 4 novembre prende la squadra ultima in classifica in serie B e la porta alla salvezza a dispetto di sei punti di penalizzazione. Sembra l’inizio di un connubio felice e perfetto, ma l’Ascoli è una barchetta in mare aperto, a rischio di affondare ogni giorno sommerso dalle difficoltà societarie e dai punti di penalizzazione. Sono ben dieci quando glielo portano via, dopo una sconfitta con l’Albinoleffe, a un anno esatto dall’inizio della sua avventura. Da allora, Castori è tornato al Del Duca (dove non ha mai vinto da avversario) una sola volta, pareggiando col Varese. Poi più niente, anche se il filo con i colori bianconeri non si è mai spezzato, tanto che l’Ascoli lo cercò anche lo scorso maggio, dopo l’addio traumatico di Devis Mangia. Il tecnico marchigiano preferì rimanere a Carpi, «per continuare il progetto». Per professionalità, certo, ma anche per riconoscenza, visto che in biancorosso aveva potuto coronare il suo sogno, salendo dalla Terza categoria alla serie A. Nessuno, come lui, vanta panchine e vittorie in tutte le categorie del calcio italiano. Ma la sfida con l’Ascoli non è e non potrà essere una partita come le altre, anche perché c’è un derby nel derby: sabato, infatti, mister Castori incrocerà Gian Filippo Felicioli, difensore classe ’97.
Entrambi sono nati a San Severino, il primo vive a Tolentino, il secondo a Fluminata, a 30 km di distanza: «Mio padre ha anche giocato insieme a Castori – ha rivelato al Corriere Adriatico il baby bianconero – nel Pioraco in Prima categoria».
Storie intrecciate, come quelle tra lo stesso Castori e Alfredo Aglietti: sono tre i precedenti in partite ufficiali e tutti sorridono al tecnico bianconero, con tre vittorie e nessun gol subito. Finì così anche all’andata: 2-0 per l’Ascoli a firma Riccardo Orsolini, il ragazzino cresciuto in casa già finito tra le grinfie della Juventus. Allora ci fu il coro della curva ascolana in trasferta, questa volta ci sarà un intero Del Duca pronto ad abbracciarlo. Mister Castori ricambierà, poi per 90 minuti penserà solo al Carpi e ai tre preziosissimi punti in palio.
Fabio Garagnani
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