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Mandelli: «Ho dormito nello stesso hotel dell’86» 

di Giancarlo Cappellini
Mandelli: «Ho dormito nello stesso hotel dell’86» 

Il tecnico bissa il titolo vinto da giocatore 31 anni fa: «Una finale bellissima, bravi a tenere botta nei momenti di difficoltà. Ma potevamo chiuderla prima»

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NOSTRO SERVIZIO DA VIAREGGIO. Con la vittoria di ieri Paolo Mandelli entra in un club decisamente ristretto e prestigioso: quello dei magnifici sette che hanno vinto il Torneo di Viareggio sia da giocatore, sia da allenatore. E che l’impresa fosse nell’aria Mandelli lo aveva intuito fin dall’arrivo nella Perla del Tirreno da un particolare molto significativo: «Ho capito che l’impresa era a portata di mano quando ho visto l’hotel dove eravamo alloggiati, lo stesso di 31 anni fa. Sono segnali...».
Tornando alla finale, palpitante, il mister della Primavera neroverde inevitabilmente si scioglie: «Sono davvero molto emozionato e provo le stesse sensazioni di quando ho vinto da giocatore. Il Viareggio è sempre quello, passano gli anni, ma il prestigio, l’ambiente e l’atmosfera che si respirano rimangono intatte». Mandelli, poi, analizza la partita: «Intanto devo dire che è stata una finale bellissima, come raramente capita di vedere. Siamo partiti molto bene, poi abbiamo avuto un passaggio a vuoto alla fine del primo tempo e il gol incassato allo scadere ha un po’ demoralizzato i ragazzi, che si rendevano conto di marciare a un regime più basso dei loro avversari. L’Empoli, poi, è una squadra molto forte e fisicamente tosta. Il nostro merito è stato quello di non mollare mai e fra secondo tempo e i supplementari le migliori occasioni per chiuderla le abbiamo avute noi. Abbiamo sofferto, ma siamo stati caparbi e alla fine è arrivata questa splendida vittoria che dà prestigio a tutti noi e alla società».
La Coppa Carnevale sollevata dopo quattro scontri diretti risolti ai rigori. C’è un segreto? «Sì che c’è - risponde serafico Mandelli - l’importante è che chi lo calcia faccia gol e che il portiere li pari». Si ritorna per un attimo alla doppietta giocatore-allenatore nell’albo d’oro dei vincitori. Se la aspettava? «All’inizio sinceramente no. Poi mano a mano che andavamo avanti ho visto crescere fiducia e consapevolezza e allora ho iniziato a crederci per davvero. E poi sono convinto che fosse già tutto scritto. Era destino che vincessi da allenatore con Francesco Palmieri nel ruolo di responsabile del settore giovanile». Un successo che fa davvero onore al Sassuolo e al suo settore giovanile. «È stato un cammino intenso e adesso arrivano le soddisfazioni. Ora pensiamo al campionato. Siamo messi bene e andiamo avanti per cercare di raggiungere il nostro obiettivo, i playoff».

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