I “muri” del Fiandre aspettano i fuoriclasse
Ciclismo. Van Avermaet, Gilbert, Boonen e Sagan tra i favoriti. Corridori italiani con poche possibilità
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ANVERSA (Belgio). Il Giro delle Fiandre numero 101, in programma oggi, promette spettacolo e, mai come quest'anno, presenta un rebus così inestricabile, sul nome del possibile vincitore. Il nome più gettonato, nella corsa dei muri, è quello dell'olimpionico su strada a Rio, Greg Van Avermaet (Bmc); ma ci sono altri beniamini di casa che puntano al successo, sia pure per motivi diversi. Da Philippe Gilbert (Quick-Step Floors) al suo compagno di squadra Tom Boonen, ma soprattutto al bi-campione del mondo Peter Sagan. E se Van Avermaet è il corridore più in forma, come testimonia la leadership nella classifica del World tour, per effetto delle tre vittorie nelle classiche del Nord (Omloop Het Nieuwsblad, E3 Harelbeke e Gand-Wevelgem), i suoi antagonisti hanno confermato di essere in crescita.
Fuori dal pronostico il ciclismo italiano che sarà al via con Pozzato, Colbrelli, Trentin, per fare dei nomi, ma difficilmente potrà permettersi un protagonista sul podio. Lo stesso vale per Bertazzo, Draperi, Fonzi, Mareczko e Turrin, mentre Quinziato e Oss cercheranno di dare una mano a Van Avermaet; l'elenco prosegue con Bettiol (Cannondale), Felline (Trek), Gatto (Astana), Moscon, Puccio (Sky), Guarnieri (Fdj), Consonni, Guardini, Marcato, Modolo, Troia, Zurlo e Pasqualon. Il percorso, di oltre 260 chilometri, si snoderà sul solco della tradizione, con il ritorno del leggendario Muur, o Grammont, una salita che, per tanti anni, è stata il simbolo autentico della Ronde, e che per cinque edizioni gli organizzatori hanno scartato: verrà affrontata a un centinaio di chilometri dal traguardo, ma può ugualmente incidere sulla corsa.
L'ultimo muro verrà affrontato a 13 chilometri dal traguardo e a quel punto i giochi potrebbero essere fatti. O forse no.
Fuori dal pronostico il ciclismo italiano che sarà al via con Pozzato, Colbrelli, Trentin, per fare dei nomi, ma difficilmente potrà permettersi un protagonista sul podio. Lo stesso vale per Bertazzo, Draperi, Fonzi, Mareczko e Turrin, mentre Quinziato e Oss cercheranno di dare una mano a Van Avermaet; l'elenco prosegue con Bettiol (Cannondale), Felline (Trek), Gatto (Astana), Moscon, Puccio (Sky), Guarnieri (Fdj), Consonni, Guardini, Marcato, Modolo, Troia, Zurlo e Pasqualon. Il percorso, di oltre 260 chilometri, si snoderà sul solco della tradizione, con il ritorno del leggendario Muur, o Grammont, una salita che, per tanti anni, è stata il simbolo autentico della Ronde, e che per cinque edizioni gli organizzatori hanno scartato: verrà affrontata a un centinaio di chilometri dal traguardo, ma può ugualmente incidere sulla corsa.
L'ultimo muro verrà affrontato a 13 chilometri dal traguardo e a quel punto i giochi potrebbero essere fatti. O forse no.
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