C'è un Modena che vince ma in... curva
Sabato scorso gli eroi della "Longobarda" Ungari, Mayer e Pasini ospiti della Montagnani, poi arriva anche Quaglia
MODENA Un affetto tale da esplodere in applausi scroscianti degni dei grandi eroi. Perché questa è l’accoglienza - commovente - che ha riservato la Curva Montagnani a Rubens Pasino, Luca Ungari e Mauro Mayer, sabato durante Modena-Forlì. Tre giganti che hanno reso grande quella Longobarda dei miracoli che ha consegnato alle pagine di storia un Modena vincente ed indimenticabile. Come indimenticabili sono il rispetto e la stima che legano il tifo gialloblù a questi giocatori che hanno saputo farsi amare e ricordare non solo per le loro gesta sul campo. Emozioni vere per uomini veri. Uomini che a distanza di anni sono stati osannati dalla Montagnani alla stregua degli idoli che sono stati. Idoli della normalità, di chi non si è mai montato la testa nemmeno quando aveva tutte le ragioni per farlo, di chi ha conservato nel tempo quella semplicità tipica dei grandi. Tipica di chi torna tra i tifosi di casa sua, si scatta foto con tutti, ride, scherza, guarda la partita con loro e si sente uno di loro. E in cambio riceve un rispetto senza eguali. Perché è lo stesso rispetto che si è guadagnato correndo su quel terreno verde, sudandosi le vittorie e anche le sconfitte, credendoci sempre e onorando una maglia che è il simbolo di una storia centenaria e di una città intera. Una città che calcisticamente meriterebbe molto di più di quello che si trova oggi davanti agli occhi. Un Modena che arranca, delude, svilisce e che non è neanche lontano parente della Longobarda. E così sabato, in Curva Montagnani, il tifo era tutto per loro. Per Pasino, Ungari, Mayer, poi raggiunti da Andrea Quaglia dopo la partita, con tanto di striscione a testimoniarlo: “Chi la nostra maglia ha onorato, da noi non verrà mai dimenticato”. Un amore e una riconoscenza impagabili. Che hanno commosso e sorpreso proprio i diretti interessati “Vai allo stadio nella città che ti ha adottato per vedere una partita, pensando semplicemente di rivedere qualche amico, e sperando che vada bene per i colori che per tanti anni sono stati la tua vita, e ti ritrovi senza fiato - ha scritto ieri su Facebook l’”avvocato” Luca Ungari - con la pelle d’oca ed un nodo in gola che ti fa volare agli anni più belli della tua vita, alle più grandi soddisfazioni personali e professionali, ad un calore e ad una magia che riemergono in un secondo come se non fossero mai passati. Grazie a tutti i ragazzi che ci hanno fatto questo fantastico regalo. Grazie Modena”.
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