Il Napoli fa la voce grossa La Juve frena al San Paolo
Al gol lampo di Khedira replica capitan Hamsik. Azzurri in crescita nella ripresa Il pareggio nella sfida serale riduce la distanza tra la capolista e la Roma
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NAPOLI. Non è un paradosso pensare che il punto strappato dalla Juventus al San Paolo, in virtù di un pareggio particolarmente sofferto, abbia il valore di una vittoria. In fondo, aver passato indenne l’esame di Napoli, nell’attesa di riconfrontarsi mercoledì in Coppa Italia, significa aver avvicinato ancora di più il sesto scudetto consecutivo, nonostante il vantaggio sulla Roma sia sceso a sei punti. La squadra di Allegri ha avuto il merito di adattarsi non tanto all’avversario quanto al tipo di contesa: accettando la difesa e la rimessa, accettando soprattutto l’idea di non dover spadroneggiare per forza.
Dopo appena sette minuti - scarsi - la Juventus è riuscita ad alterare l’equilibrio del risultato con il gol di Khedira, ma non per questo la partita ha perso fascino, anche perché il Napoli non si è lasciato travolgere dalla disperazione e ha continuato a giocare come se non fosse successo niente.
E molti rischi, in effetti, Buffon li ha corsi: poche parate, molti pericoli. Nel primo tempo, per due volte Hamsik e in una circostanza Insigne hanno sfiorato il pareggio, mentre sull’altro fronte Higuain non ha mai avuto uno straccio di pallone da scagliare verso la porta di Rafael. Il pressing alto dei partenopei ha obbligato la Juventus a rinculare nella propria metà campo, poco attiva nelle corsie esterne, là dove spesso Lemina e Mandzukic sono stati costretti a fare i terzini su Strinic e Hysaj. Il martellamento del Napoli è stato costante, in particolare per vie centrali, una soluzione obbligata visto che Asamoah era praticamente a uomo su Callejon e Lichsteiner su Insigne.
Comunque, a forza di insistere, il gol è arrivato con Hamsik, al quarto d’ora, in capo a un’azione bellissima e a una dormita della retroguardia. Era nell’aria, sì: poco prima, infatti, era stata annullata per fuorigioco una rete a Callejon. Il palo di Mertens, sulla boiata in appoggio di Asamoah, è stato invece il segnale di uno sbilanciamento della gara, compensata appena dall’inserimento di Cuadrado al posto di Lemina. Dybala è entrato a dieci minuti dalla fine per Marchisio, in maniera da ricostruire lo schema vincente (4-2-3-1) degli ultimi mesi. Sarri, al contrario, ha dovuto stravolgere il Napoli per colpa dei crampi che hanno frenato Hamsik e Strinic.
Dopo appena sette minuti - scarsi - la Juventus è riuscita ad alterare l’equilibrio del risultato con il gol di Khedira, ma non per questo la partita ha perso fascino, anche perché il Napoli non si è lasciato travolgere dalla disperazione e ha continuato a giocare come se non fosse successo niente.
E molti rischi, in effetti, Buffon li ha corsi: poche parate, molti pericoli. Nel primo tempo, per due volte Hamsik e in una circostanza Insigne hanno sfiorato il pareggio, mentre sull’altro fronte Higuain non ha mai avuto uno straccio di pallone da scagliare verso la porta di Rafael. Il pressing alto dei partenopei ha obbligato la Juventus a rinculare nella propria metà campo, poco attiva nelle corsie esterne, là dove spesso Lemina e Mandzukic sono stati costretti a fare i terzini su Strinic e Hysaj. Il martellamento del Napoli è stato costante, in particolare per vie centrali, una soluzione obbligata visto che Asamoah era praticamente a uomo su Callejon e Lichsteiner su Insigne.
Comunque, a forza di insistere, il gol è arrivato con Hamsik, al quarto d’ora, in capo a un’azione bellissima e a una dormita della retroguardia. Era nell’aria, sì: poco prima, infatti, era stata annullata per fuorigioco una rete a Callejon. Il palo di Mertens, sulla boiata in appoggio di Asamoah, è stato invece il segnale di uno sbilanciamento della gara, compensata appena dall’inserimento di Cuadrado al posto di Lemina. Dybala è entrato a dieci minuti dalla fine per Marchisio, in maniera da ricostruire lo schema vincente (4-2-3-1) degli ultimi mesi. Sarri, al contrario, ha dovuto stravolgere il Napoli per colpa dei crampi che hanno frenato Hamsik e Strinic.
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