fuori dal campo
Sta per iniziare un’altra partita: quella che riguarda lo stadio
C’è un’altra partita pronta ad essere giocata fuori dal campo mentre il Modena sarà impegnato nel rush finale per conquistare la salvezza, destinata comunque ad entrare nel vivo solo a campionato...
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C’è un’altra partita pronta ad essere giocata fuori dal campo mentre il Modena sarà impegnato nel rush finale per conquistare la salvezza, destinata comunque ad entrare nel vivo solo a campionato concluso per non ostacolare squadra e tifosi. La prossima settimana, precisamente giovedì 20, scade l’ultimatum dato da Comune e Istituto per il Credito Sportivo ad Antonio Caliendo, pena la decadenza della convenzione per la gestione dello stadio Braglia. Il presidente del club gialloblù è moroso da inizio anno, avendo accumulato un ritardo nel pagamento delle rate del mutuo superiore al limite – ne è concessa al massimo una in arretrato – ma da mesi promette di saldare quella relativa a giugno 2016, per un totale di 130.877 euro, con l’intento poi di sedersi attorno ad un tavolo con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore Guerzoni per discutere dei problemi relativi ai costi di gestione e manutenzione. Proporrà, sempre Caliendo, l’ipotesi di fare causa alla ditta che rifece il manto erboso dello stadio due estati fa. Il Comune, dal canto suo, sa bene che così facendo si avvicinerà sempre più il 30 giugno, quando di nuovo le rate in arretrato saranno due e il problema si riproporrà. Per questo motivo, lanciando l’ultimatum un mese fa, aveva sottolineato ogni azione a sua tutela nel caso in cui la gestione del Braglia dovesse tornare a sue spese, con tanto di pagamento delle rate del mutuo tramite la fideiussione di garanzia depositata presso il Credito Sportivo. A Caliendo è richiesto il pagamento delle rate di giugno e dicembre 2016, dell’imposta comunale sulla pubblicità e del tabellone luminoso, mai acceso, per una cifra che da 261.754 euro lievita fino a circa 268.000 euro. La partita relativa allo stadio, a stagione sportiva ormai conclusa, assumerà un significato di assoluta rilevanza anche nell’ottica del futuro del Modena. Se si andrà allo scontro, il Comune ha intenzione di sfrattare la società dagli uffici di viale Monte Kosica, obbligando il club a trovare altri spogliatoi, campi di allenamento e forse anche di gioco per la prossima stagione. Caliendo verrebbe messo per la prima volta davvero alle strette e le vicende societarie potrebbero non dipendere più dalla sola ostinata volontà dell’attuale proprietà di andare avanti.
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