E Guidetti ritorna sul trono d’Europa
di Fabio Rossi
Volley. Batte Conegliano e centra il terzo successo in Champions League, tutti ottenuti alla guida del Vakifbank Istanbul
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“Un anno fa abbiamo subito une bella lezione nella finale persa contro Casalmaggiore, una lezione che ci è servita”.
Eccolo, Giovanni Guidetti, eccolo tornare nel posto che gli compete, cioè sul trono d’Europa. Un trionfo annunciato, dopo il successo del giorno prima in semifinale contro l’Eczacibasi dell’amico-nemico, sempre sportivamente parlando, Massimo Barbolini.
Che il Vakifbank del tecnico modenese fosse favorito alla vigilia della final four del Palaverde era nella logica del volley, che poi la squadra turca trasformasse in un trionfo la due giorni di Treviso era invece tutto da dimostrare, perché appena 12 mesi prima, proprio come ricordato dal diretto interessato, “contro la Pomì non era andata proprio nel migliore dei modi”.
ASCESA IRRESISTIBILE
Giocare una final four di Champions è il sogno di qualsiasi allenatore, pensate quindi quanta strada abbia fatto il ragazzino di San Faustino che da giovane scriveva su questo quotidiano, facendo anche arrabbiare (e tanto) giocatrici che all’epoca andavano per la maggiore. Lui sognava di diventare come Kiraly, ma era troppo basso e all’epoca non esisteva ancora il libero: Giovannino, figlio di Adriano e nipote di Paolino, bruciò le tappe e soprattutto, sbaragliò la concorrenza. Una ascesa irresistibile, la sua e in tempi relativamente brevi: a 28 anni era già a Melbourne a fare da secondo ad Angiolino Frigoni sulla panchina azzurra. Una scalata costruita con sacrifici reali e senza mai rifiutare una opportunità, andando dove lo chiamavano e avevano una chance da offrirgli: da Spezzano di Walter e Silvana Magnani, i primi a credere in lui, agli Usa in una pionieristica lega Uspva, passando per le panchine di Vicenza, Modena, Chieri, Firenze, sedendosi su quella della Bulgaria, prima della lunga parentesi con la Germania e dell’esperienza con l’Olanda, portata con un prodigio ad un passo dalla medaglia olimpica a Rio de Janeiro
TURCHIA NEL DESTINO
Istanbul e il Paese della Mezza Luna: era scritto questo, però, nel destino di Giovanni Guidetti. Andò al Vakifbank quando in tanti avrebbero rifiutato una simile opportunità, era il 2008, sono passati 9 anni e lì ha scritto la storia della società e anche quella della sua vita. In Turchia Giovanni Guidetti si è sposato con Bahar Toksoi, sua ex giocatrice, ed ha avuto una figlia, Allison. Alcuni mesi fa ha accettato anche la guida della Nazionale, che prima aveva sempre rifiutato, una sfida impossibile o quasi da vincere, che è pronto ad affrontare. In Turchia si dice possa tutto o quasi, vero e proprio Erdogan del volley, per la gioia del suo procuratore Donato Saltini, che lo prese in scuderia quando era un illustre “signor nessuno” ritrovandosi oggi il numero 1 dei tecnici mondiali in campo femminile.
SEI VOLTE IN FINALE
Il trionfo di Treviso è il terzo di Giovanni Guidetti in Champions League, competizione con cui il coach di Modena ha sempre avuto un rapporto di “amore-odio”. La vittoria nella prima Champions del 2011, battendo Fenerbahce e Rabita Baku in final four lo consacrò sul palcoscenico continentale, quella del 2013, la stagione “senza sconfitte con 47 vittorie in 47 partite, ne fece uno dei più grandi della storia del volley. Ma la stessa Champions League gli diede anche delusioni inattese, come la sconfitta di un anno fa contro la Pomì Casalmaggiore, uno 0-3 brutale in finale a Cremona, o quella del 2014 contro il Kazan di Gamova, o ancor peggio l’eliminazione nei quarti di finale ad opera delle francesi del Cannes.
BRACCIA AL CIELO
Quelle alzate ieri da Giovanni dopo il successo contro l’Imoco. Un trionfo importantissimo, non solo perché il terzo della carriera, ma perché a Istanbul “la Champions League è sempre il primo obiettivo stagionale”.
Un successo fondamentaleperché arrivato subito dopo il più clamoroso ko subito da quando allena in Turchia, cioè l’eliminazione in semifinale dei play off. Un successo costruito schierando tutti i suoi pezzi da 90 che in campionato insieme non possono giocare, cioè Kimberly Hill, Zhu Ting, (ricevuta da Lang Ping in dono proprio per vincere la Champions), Rasic e Sloetjes. Un successo che Giovanni Guidetti si godrà a Istanbul in famiglia nel suo appartamento con vista sul Bosforo, facendo magari un blitz da mamma e papà in Strada Cadiane e dalla claque di amici di Modena sempre presenti nella sua vita, prima di rimettersi in discussione alla guida della Nazionale. La Turchia vuole andare ai Mondiali del 2018, per riuscirci ha scelto lui: riuscirà a vincere anche questa scommessa?
Eccolo, Giovanni Guidetti, eccolo tornare nel posto che gli compete, cioè sul trono d’Europa. Un trionfo annunciato, dopo il successo del giorno prima in semifinale contro l’Eczacibasi dell’amico-nemico, sempre sportivamente parlando, Massimo Barbolini.
Che il Vakifbank del tecnico modenese fosse favorito alla vigilia della final four del Palaverde era nella logica del volley, che poi la squadra turca trasformasse in un trionfo la due giorni di Treviso era invece tutto da dimostrare, perché appena 12 mesi prima, proprio come ricordato dal diretto interessato, “contro la Pomì non era andata proprio nel migliore dei modi”.
ASCESA IRRESISTIBILE
Giocare una final four di Champions è il sogno di qualsiasi allenatore, pensate quindi quanta strada abbia fatto il ragazzino di San Faustino che da giovane scriveva su questo quotidiano, facendo anche arrabbiare (e tanto) giocatrici che all’epoca andavano per la maggiore. Lui sognava di diventare come Kiraly, ma era troppo basso e all’epoca non esisteva ancora il libero: Giovannino, figlio di Adriano e nipote di Paolino, bruciò le tappe e soprattutto, sbaragliò la concorrenza. Una ascesa irresistibile, la sua e in tempi relativamente brevi: a 28 anni era già a Melbourne a fare da secondo ad Angiolino Frigoni sulla panchina azzurra. Una scalata costruita con sacrifici reali e senza mai rifiutare una opportunità, andando dove lo chiamavano e avevano una chance da offrirgli: da Spezzano di Walter e Silvana Magnani, i primi a credere in lui, agli Usa in una pionieristica lega Uspva, passando per le panchine di Vicenza, Modena, Chieri, Firenze, sedendosi su quella della Bulgaria, prima della lunga parentesi con la Germania e dell’esperienza con l’Olanda, portata con un prodigio ad un passo dalla medaglia olimpica a Rio de Janeiro
TURCHIA NEL DESTINO
Istanbul e il Paese della Mezza Luna: era scritto questo, però, nel destino di Giovanni Guidetti. Andò al Vakifbank quando in tanti avrebbero rifiutato una simile opportunità, era il 2008, sono passati 9 anni e lì ha scritto la storia della società e anche quella della sua vita. In Turchia Giovanni Guidetti si è sposato con Bahar Toksoi, sua ex giocatrice, ed ha avuto una figlia, Allison. Alcuni mesi fa ha accettato anche la guida della Nazionale, che prima aveva sempre rifiutato, una sfida impossibile o quasi da vincere, che è pronto ad affrontare. In Turchia si dice possa tutto o quasi, vero e proprio Erdogan del volley, per la gioia del suo procuratore Donato Saltini, che lo prese in scuderia quando era un illustre “signor nessuno” ritrovandosi oggi il numero 1 dei tecnici mondiali in campo femminile.
SEI VOLTE IN FINALE
Il trionfo di Treviso è il terzo di Giovanni Guidetti in Champions League, competizione con cui il coach di Modena ha sempre avuto un rapporto di “amore-odio”. La vittoria nella prima Champions del 2011, battendo Fenerbahce e Rabita Baku in final four lo consacrò sul palcoscenico continentale, quella del 2013, la stagione “senza sconfitte con 47 vittorie in 47 partite, ne fece uno dei più grandi della storia del volley. Ma la stessa Champions League gli diede anche delusioni inattese, come la sconfitta di un anno fa contro la Pomì Casalmaggiore, uno 0-3 brutale in finale a Cremona, o quella del 2014 contro il Kazan di Gamova, o ancor peggio l’eliminazione nei quarti di finale ad opera delle francesi del Cannes.
BRACCIA AL CIELO
Quelle alzate ieri da Giovanni dopo il successo contro l’Imoco. Un trionfo importantissimo, non solo perché il terzo della carriera, ma perché a Istanbul “la Champions League è sempre il primo obiettivo stagionale”.
Un successo fondamentaleperché arrivato subito dopo il più clamoroso ko subito da quando allena in Turchia, cioè l’eliminazione in semifinale dei play off. Un successo costruito schierando tutti i suoi pezzi da 90 che in campionato insieme non possono giocare, cioè Kimberly Hill, Zhu Ting, (ricevuta da Lang Ping in dono proprio per vincere la Champions), Rasic e Sloetjes. Un successo che Giovanni Guidetti si godrà a Istanbul in famiglia nel suo appartamento con vista sul Bosforo, facendo magari un blitz da mamma e papà in Strada Cadiane e dalla claque di amici di Modena sempre presenti nella sua vita, prima di rimettersi in discussione alla guida della Nazionale. La Turchia vuole andare ai Mondiali del 2018, per riuscirci ha scelto lui: riuscirà a vincere anche questa scommessa?
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