Il Modena tiene a Fano e ha i piedi sul traguardo
di Paolo Vecchi
Basta un punto ai gialli per celebrare matematicamente la salvezza diretta
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INVIATO A FANO. Bisognava vincere per mettere al sicuro la salvezza, ma il Modena torna dal Mancini di Fano con un punto d’oro e i piedi sul traguardo che non è riuscito a tagliare nelle Marche, ma che ha saldamente a portata di mano: manca un punto da conquistare nei due confronti con Mantova e Gubbio per poter scatenare la festa per la conquista di una salvezza diretta in Lega Pro che per una città come Modena non è sicuramente un grande obiettivo, ma che per come si era messa prima dell’arrivo di Capuano era diventato quasi una chimera. A Fano è stata una battaglia, una lotta feroce per 95 minuti che il Modena ha affrontato con cuore, carattere e personalità, qualità che gli hanno permesso di terminare la stagione sui ritmi delle prime della classe conquistando il sesto risultato utile consecutivo. Pari del Teramo a Fano, Forlì ko: +5 a due turni dalla fine col vantaggio degli scontri diretti sul Teramo. Manca solo l’ultimo passo.
Capuano ritrova Fautario e Nolè e conferma la formazione che ha battuto la Sambenedettese. Il Modena si presenta al Mancini con Manfredini tra i pali e la solita difesa a tre che fa perno su Milesi e completata da Ambrosini e Fautario. Giorico è il vertice basso del centrocampo alle spalle di Remedi e Schiavi. Calapai e Popescu si piazzano sugli esterni, Nolè spalleggia Diop in attacco. Cuttone sistema il suo Fano, condannato a vincere, su un 4-rombo-due: Melegatti in porta, Lanini, Torta, Zullo e Taino nella linea arretrata. Carotti basso a centrocampo opposto a Filippini che si sistema in trequarti a supporto del due d’attacco Germinale-Melandri. Bellemo e Gabbianelli le due mezzali scelte dall’ex tecnico canarino.
Duecento tifosi canarini sono sugli spalti a sostenere i gialli. Fa caldo anche nella curva amaranto di casa. E soprattutto le fiamme si accendono sul terreno di gioco. Il Fano mostra i muscoli e prova a intimidire i gialli che, però, non si tirano indietro. Dopo pochi minuti un rumore sordo, tipo ascia di legno spezzata da un colpo secco, fa tremare: Schiavi stroncato da Carotti resta a terra mentre in campo si accende una mezza rissa. L’argentino del Modena per fortuna si rialza, ma subito dopo viene colpito ancora da una legnata da falegname che costa il giallo a Carotti. Il Fano mena, il Modena prova a fare qualcosina di più sotto l’aspetto del gioco anche se i toni agonistici e molto elevati del confronto rendono difficile mettere insieme tre passaggi di fila. Ma la maggior qualità della squadra di Capuano permette ai canarini di affacciarsi qualche volta nei pressi della porta di Menegatti. Al 18’ Giorico ci prova da fuori, ma manca il bersaglio; al 34’ Calapai mette in mezzo un bel pallone per un innocuo tuffo di testa di Nolè. Al 39’ bel cross da sinistra di Milesi per Nolè e Schiavi che mancano la deviazione. Al 46’, su un lancio di Giorico, il Modena invoca un rigore, ma l’arbitro Proietti di Terni concede solo l’angolo sui cui sviluppi Milesi che si produce in una rovesciata acrobatica fuori misura. Del Fano, in fase offensiva, non c’è traccia. Nella ripresa Capuano presenta Accardi al posto di Ambrosini a rischio di secondo giallo. Il Fano, però, ha un altro spirito e si gioca il tutto e per tutto. La squadra di Cuttone attacca a testa bassa e al 55’ Manfredini compie un autentico miracolo su una fucilata da fuori di Gabbianelli. Meladri si infila sulla destra, spara e ancora Manfredini ci mette una pezza. Dentro Fioretti per Melandri e l’attaccante al 65’ va subito a segno di testa, ma l’assistente di Proietti vede un fuorigioco e non convalida il potenziale vantaggio del Fano. Il match è incandescente, ma la sfuriata del Fano finisce qui perché il Modena si ritrova, punzecchia con Nolè, se ne frega dell’estetica anche quando in due occasioni potrebbe colpire in contropiede e chiude il gatto nel sacco.
@PaoloVp305 . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Capuano ritrova Fautario e Nolè e conferma la formazione che ha battuto la Sambenedettese. Il Modena si presenta al Mancini con Manfredini tra i pali e la solita difesa a tre che fa perno su Milesi e completata da Ambrosini e Fautario. Giorico è il vertice basso del centrocampo alle spalle di Remedi e Schiavi. Calapai e Popescu si piazzano sugli esterni, Nolè spalleggia Diop in attacco. Cuttone sistema il suo Fano, condannato a vincere, su un 4-rombo-due: Melegatti in porta, Lanini, Torta, Zullo e Taino nella linea arretrata. Carotti basso a centrocampo opposto a Filippini che si sistema in trequarti a supporto del due d’attacco Germinale-Melandri. Bellemo e Gabbianelli le due mezzali scelte dall’ex tecnico canarino.
Duecento tifosi canarini sono sugli spalti a sostenere i gialli. Fa caldo anche nella curva amaranto di casa. E soprattutto le fiamme si accendono sul terreno di gioco. Il Fano mostra i muscoli e prova a intimidire i gialli che, però, non si tirano indietro. Dopo pochi minuti un rumore sordo, tipo ascia di legno spezzata da un colpo secco, fa tremare: Schiavi stroncato da Carotti resta a terra mentre in campo si accende una mezza rissa. L’argentino del Modena per fortuna si rialza, ma subito dopo viene colpito ancora da una legnata da falegname che costa il giallo a Carotti. Il Fano mena, il Modena prova a fare qualcosina di più sotto l’aspetto del gioco anche se i toni agonistici e molto elevati del confronto rendono difficile mettere insieme tre passaggi di fila. Ma la maggior qualità della squadra di Capuano permette ai canarini di affacciarsi qualche volta nei pressi della porta di Menegatti. Al 18’ Giorico ci prova da fuori, ma manca il bersaglio; al 34’ Calapai mette in mezzo un bel pallone per un innocuo tuffo di testa di Nolè. Al 39’ bel cross da sinistra di Milesi per Nolè e Schiavi che mancano la deviazione. Al 46’, su un lancio di Giorico, il Modena invoca un rigore, ma l’arbitro Proietti di Terni concede solo l’angolo sui cui sviluppi Milesi che si produce in una rovesciata acrobatica fuori misura. Del Fano, in fase offensiva, non c’è traccia. Nella ripresa Capuano presenta Accardi al posto di Ambrosini a rischio di secondo giallo. Il Fano, però, ha un altro spirito e si gioca il tutto e per tutto. La squadra di Cuttone attacca a testa bassa e al 55’ Manfredini compie un autentico miracolo su una fucilata da fuori di Gabbianelli. Meladri si infila sulla destra, spara e ancora Manfredini ci mette una pezza. Dentro Fioretti per Melandri e l’attaccante al 65’ va subito a segno di testa, ma l’assistente di Proietti vede un fuorigioco e non convalida il potenziale vantaggio del Fano. Il match è incandescente, ma la sfuriata del Fano finisce qui perché il Modena si ritrova, punzecchia con Nolè, se ne frega dell’estetica anche quando in due occasioni potrebbe colpire in contropiede e chiude il gatto nel sacco.
@PaoloVp305 . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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