Marquez è il cow boy Ma dietro di lui spunta il Dottore
MotoGp, in Texas 5ª vittoria dello spagnolo che fa hat trick Rossi in testa al mondiale grazie alla caduta di Vinales
3 MINUTI DI LETTURA
AUSTIN (Stati Uniti). Marc Marquez sul Circuito delle Americhe (Cota) di Austin, in Texas, non ha rivali. Cinque edizioni, 5 pole position ed adesso anche 5 vittorie. Il campione del mondo della Honda Hrc ha approfittato del suo feeling con il circuito a stelle e strisce ed è riuscito a fare lavorare al meglio la sua moto utilizzando le gomme Michelin della mescola più dura sia davanti che dietro. Ha saputo pazientare al via quando il compagno di squadra Daniel Pedrosa è scattato come un fulmine approfittando della gomma più morbida ma, quando la sua ha cominciato a funzionare al meglio e quelle dei suoi avversari, invece, hanno cominciato a calare, ha salutato tutti e se ne è andato, arrivando come un cavaliere solitario all’arrivo mettendo a segno l'hat-trick con pole, vittoria e giro veloce. Un successo più che meritato che non è stato minimamente sminuito dal non aver potuto battagliare con Maverick Vinales, primo sia in Qatar che in Argentina, ma caduto nelle fasi iniziali della corsa.
Fuori il giovane pilota catalano, la Movistar Yamaha si è affidata alla classe dell'immarcescibile Valentino Rossi. Il Dottore è partito bene, ha cercato di tenere il passo delle due Hrc e, quando Marquez si è involato, ha portato il suo attacco a Pedrosa, che, montando il suo stesso tipo di gomme, era un po’ in crisi. Lo ha attaccato, passato e poi si è preso anche il giusto vantaggio che ha annullato la piccola penalizzazione di tre decimi che la direzione gara gli aveva comminato per un taglio di curva a causa di una quasi collisione con la Yamaha Tech 3 di Johann Zarco.
Il nove volte campione del mondo, grazie al 3° podio consecutivo (3° a Losail e 2° in Argentina) sale a quota 56 e in virtù dello stop del compagno di team, guida la classifica della classe regina con sei lunghezze di vantaggio sul catalano e 18 sul trionfatore di Austin. L'ultima volta che il 38enne pilota di Tavullia era stato al comando era stato in Malesia nel 2015, quando passò Lorenzo prima dell'ultima discussa gara di Valencia.
Anche alle spalle dei primi tre c’è stata battaglia, soprattutto nelle fasi finali, con Cal Crutchlow con la Honda Lcr che ha passato la Yamaha Tech 3 di Johann Zarco. Con Andrea Dovizioso che ha navigato in solitario in 6ª posizione; alle sue spalle bella lotta tra Andrea Iannone e Jorge Lorenzo, con il vastese, partito indietro e risalito fino a passare chi ha preso il suo posto sulla Desmosedici. Il mallorchino, alla fine ha chiuso 9°, passato anche dalla GP17 Pramac di Danilo Petrucci.
Interviste. «È stata una gara piuttosto difficile, può esser sembrata facile dall’esterno ma non è stato così». Il pilota della Honda Marc Marquez ha commentato così la vittoria ottenuta nel Gran Premio delle Americhe. «Ho cercato di mantenere la calma all’inizio, ho scelto la gomma anteriore dura - ha aggiunto il campione del mondo - Poi la gomma ha iniziato a funzionare, ho mantenuto la testa e quando ho aperto un gap di 3-4 secondi ho iniziato a gestirlo. Dopo l’Argentina sembravo molto lontano in classifica ma il campionato è molto lungo, dobbiamo essere pazienti».
«Sono contento, siamo in vetta alla classifica, abbiamo molti punti e questo è il mio miglior risultato ad Austin». ha detto da parte sua Valentino Rossi. «È stata una gara molto difficile però sono riuscito a stare vicino alle Honda, in certi momenti perdevo qualcosa ma sono riuscito a restare lì. Dopo ho visto che Marquez ne aveva un po’ di più, infatti è andato via, ma sapevo che Dani aveva la mia stessa gomma anteriore e poteva essere al limite. Sono riuscito a superarlo e a spingere qualche giro».
Fuori il giovane pilota catalano, la Movistar Yamaha si è affidata alla classe dell'immarcescibile Valentino Rossi. Il Dottore è partito bene, ha cercato di tenere il passo delle due Hrc e, quando Marquez si è involato, ha portato il suo attacco a Pedrosa, che, montando il suo stesso tipo di gomme, era un po’ in crisi. Lo ha attaccato, passato e poi si è preso anche il giusto vantaggio che ha annullato la piccola penalizzazione di tre decimi che la direzione gara gli aveva comminato per un taglio di curva a causa di una quasi collisione con la Yamaha Tech 3 di Johann Zarco.
Il nove volte campione del mondo, grazie al 3° podio consecutivo (3° a Losail e 2° in Argentina) sale a quota 56 e in virtù dello stop del compagno di team, guida la classifica della classe regina con sei lunghezze di vantaggio sul catalano e 18 sul trionfatore di Austin. L'ultima volta che il 38enne pilota di Tavullia era stato al comando era stato in Malesia nel 2015, quando passò Lorenzo prima dell'ultima discussa gara di Valencia.
Anche alle spalle dei primi tre c’è stata battaglia, soprattutto nelle fasi finali, con Cal Crutchlow con la Honda Lcr che ha passato la Yamaha Tech 3 di Johann Zarco. Con Andrea Dovizioso che ha navigato in solitario in 6ª posizione; alle sue spalle bella lotta tra Andrea Iannone e Jorge Lorenzo, con il vastese, partito indietro e risalito fino a passare chi ha preso il suo posto sulla Desmosedici. Il mallorchino, alla fine ha chiuso 9°, passato anche dalla GP17 Pramac di Danilo Petrucci.
Interviste. «È stata una gara piuttosto difficile, può esser sembrata facile dall’esterno ma non è stato così». Il pilota della Honda Marc Marquez ha commentato così la vittoria ottenuta nel Gran Premio delle Americhe. «Ho cercato di mantenere la calma all’inizio, ho scelto la gomma anteriore dura - ha aggiunto il campione del mondo - Poi la gomma ha iniziato a funzionare, ho mantenuto la testa e quando ho aperto un gap di 3-4 secondi ho iniziato a gestirlo. Dopo l’Argentina sembravo molto lontano in classifica ma il campionato è molto lungo, dobbiamo essere pazienti».
«Sono contento, siamo in vetta alla classifica, abbiamo molti punti e questo è il mio miglior risultato ad Austin». ha detto da parte sua Valentino Rossi. «È stata una gara molto difficile però sono riuscito a stare vicino alle Honda, in certi momenti perdevo qualcosa ma sono riuscito a restare lì. Dopo ho visto che Marquez ne aveva un po’ di più, infatti è andato via, ma sapevo che Dani aveva la mia stessa gomma anteriore e poteva essere al limite. Sono riuscito a superarlo e a spingere qualche giro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
